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Inter FluminenseGetty Images

Inter non pervenuta e fuori dal Mondiale per Club: col Fluminense senza idee né mordente

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L'Inter va ko col Fluminense, saluta il Mondiale per Club e si interroga su ciò che sarà.

L'arrivo di Cristian Chivu fin qui ha consegnato più ombre che luci, aspetto questo reso fisiologico dal cambio allenatore dopo 4 anni di metodi Inzaghi ma che deve anche rappresentare un campanello d'allarme in vista della nuova stagione che - sì, avete capito bene - sta per iniziare.

L'eliminazione made in USA è maturata nel torrido ma allo stesso tempo pallido pomeriggio di Charlotte, dove i nerazzurri hanno deluso le attese cadendo al cospetto di un'avversaria ampiamente alla portata.

  • SENZA MORDENTE

    Quello che è emerso in maniera palese contro il Flu, al netto delle temperature elevate e di un calendario devastante, è stata la mancanza di mordente da parte dei ragazzi di Chivu.

    Se nella seconda metà della ripresa si sono intravisti accenni di reazione, per un'ora abbondante l'Inter si è trovata in balìa del caldo, della maggior voglia di vincere dei brasiliani e di una condizione psicofisica tutt'altro che esaltante, mandata poi definitivamente al tappeto da Hercules al 93'.

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  • BIG SPENTI

    A rispondere 'assente', nell'ottavo del Bank of America Stadium, sono stati diversi tra big e senatori: Darmian e Sommer responsabili sul goal realizzato dopo appena 3' da Cano; Bastoni distratto ed ingenuo nelle letture; Dumfries, Barella, Mkhitaryan e Marcus Thuram (fresco di rientro dall'infortunio) lontanissimi parenti dei top player ammirati per tre quarti del 2024/2025.

    Qualche segnale di riscossa - prima che nel recupero maturasse lo 0-2 - lo si è avuto dal solito capitan Lautaro (palo all'82') e da Federico Dimarco, mentre per il resto le sufficienze in casa nerazzurra latitano. Inclusi i giudizi su chi, vedi Asllani, si sta giocando l'enorme chance di una riconferma ed invece è andato fuori giri.

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  • L'ORGOGLIO NON BASTA

    Troppo poco accontentarsi del moto d'orgoglio mostrato nel quarto d'ora conclusivo: l'Inter, superiore sia dal punto di vista del talento che della mentalità, col Flu aveva l'obbligo di fare l'Inter e invece si è ritrovata fuori dal Mondiale per Club. Sfigurando.

  • STRAORDINARI PER CHIVU

    Adesso le giuste e dovute vacanze utili a ricaricare le pile al termine di un'annata massacrante, poi però si tornerà in campo per approcciarsi al 2025/2026: nuovo corso, nuovi acquisti, nuovi dogmi da assimilare.

    In tal senso, per Chivu, gli straordinari sono dietro l'angolo: urgono novità tattiche e varianti di gioco necessarie a voltar pagina e rigenerare dal punto di vista motivazionale una rosa apparsa scarica e in riserva, sia nelle gambe che nella testa.

    L'era Inzaghi è finita e ciò va metabolizzato, ma gli alibi non sono ammessi: il progetto nerazzurro va alimentato e lasciato al top.

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