Chivu ritrova Calhanoglu e Barella, ma solo il secondo parte titolare. Confermato Zielinski in regia, con Sucic al posto di Mkhitaryan. Pesante l'assenza di Khephren Thuram nella Juve: il francese salta la sfida col fratello e viene sostituito da Miretti, preferito a Koopmeiners.
I ritmi all'inizio non sono altissimi, ma la partita si accende improvvisamente intorno al 20', quando un cross apparentemente innocuo di Luis Henrique trova la deviazione di Cambiaso e diventa letale per Di Gregorio, oggettivamente poco reattivo (per usare un eufemismo) nel tentare di respingere il pallone con il piede. Per Cambiaso è addirittura il secondo autogoal nelle ultime tre partite.
L'esterno bianconero, però, è bravo a non abbattersi e qualche minuto dopo il karma gli offre l'occasione di rifarsi, bruciando proprio Luis Henrique sul cross di McKennie e trovando l'immediato pari per la Juventus. Ma il vero episodio che cambia la partita arriva poco prima dell'intervallo, con il secondo giallo dato ingiustamente a Kalulu per un fallo su Bastoni che non c'è. Palese infatti la simulazione del difensore nerazzurro, tra l'altro a sua volta ammonito precedentemente. Il Var in questi casi non può intervenire (si tratta di secondo giallo e non di rosso diretto), quindi la decisione rimane quella del campo. Una norma regolamentare decisamente da rivedere.
Il secondo tempo inizia proprio senza Bastoni, ma perché sostituito, e con una super incursione di Cambiaso che porta a una clamorosa tripla occasione per la Juventus, disinnescata da un ottimo Sommer. Spalletti toglie pure David mettendo Cabal, alzando un muro che l'Inter tenta in tutti i modi di abbattere, con tanto di tre punte messe insieme da Chivu con l'ingresso di Pio Esposito insieme e Lautaro e Thuram. Di Gregorio compie un vero miracolo sul missile di Calhanoglu, riscattando in parte l'erroracccio del primo tempo. Ma poi ci pensa proprio Pio Esposito a mettere la firma con un'incornata fantastica su cross di, indovinate chi, Federico Dimarco. Sembra il goal da tre punti, ma la Juve non molla, nonostante l'uomo in meno e Locatelli ci crede incrociando alla perfezione col destro da dentro l'area su assist ancora una volta di McKennie. 2-2 e delirio bianconero a San Siro, con tutta la panchina in campo ad esultare. Ma la partita non è ancora finita e l'Inter non ci sta a pareggiarla con l'uomo in più. Così la magia finale la tira fuori Piotr Zielinski, fulminando Di Gregorio e riportando i nerazzurri a +8 dal Milan.
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