Totem della difesa, icona dello spogliatoio, volto pulito e leale a rappresentare squadra e città in giro per il mondo. Kalidou Koulibaly a Napoli ha lasciato un'impronta tangibile e permanente, non solo sul prato verde di Castel Volturno e Fuorigrotta ma anche nella testa e nel cuore dei tifosi.
Tanti i picchi raggiunti dal senegalese durante le 8 stagioni in Campania, troppe le partite in cui è apparso insuperabile al cospetto degli avversari, esponenziali i progressi mostrati tra il 2014 e il 2022: gli allenatori cambiavano ma KK era sempre lì a comandare la retroguardia a tutela di un progetto e di un sogno che, vuoi per demeriti collettivi, vuoi per sfortuna ed incastri mancati, non è stato coronato.
L'aereo preso in estate per Londra, destinazione Stamford Bridge, ha sancito lo stop ad una love story ad ogni modo indissolubile, un mosaico bellissimo nel quale però è mancato il tassello che tutti (Kalidou compreso) si auguravano di collocare: quello tricolore, quello cromaticamente più vivo e che ti riempie d'orgoglio. Soprattutto a Napoli.
E pensare che Kalidou, cinque anni orsono, per lo Scudetto 'ci aveva messo la testa': l goal vittoria allo Stadium nella tana della Juve sembrava aver dipinto il campionato d'azzurro, invece è andata come squadra e tifosi speravano non finisse. Titolo a Madama e Sarri-band a bocca asciutta, coi successivi tentativi del 26 e dei suoi compagni risultati vani.
Al primo colpo, dopo quelli sparati a salve dal Napoli di Koulibaly, i partenopei hanno fatto bingo senza una delle sue colonne più amate: Kalidou ha ritenuto giusto riciclare gli stimoli e tagliare il cordone che ormai lo legava a Partenope a doppia/tripla mandata, scegliendo il Chelsea per dare impulso alle ambizioni di una carriera che, avendo superato la soglia dei 30, non può offrirgli più troppe stagioni per restare al top.
Il campo ha dato ragione a De Laurentiis e in un certo senso 'sconfessato' la sliding doors di KK, ritrovatosi nel caos londinese tra cambi allenatore, nuova proprietà e scellerati ribaltoni di mercato che hanno portato in dote un'annata horror sia a livello collettivo che individuale, coinvolgendo nel marasma anche l'ex pilastro azzurro.
Oltremanica Koulibaly di tempo per rifarsi ne avrà, ma agli atti rimane quel sogno Scudetto rincorso e mai realizzato che, vedendo le scene di giubilo vissute a Napoli, qualche rammarico non può non lasciarlo.