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Antonio ZappiGetty Images

13 mesi di inibizione per Antonio Zappi: presunte pressioni esercitate dal presidente dell'AIA

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La richiesta della Procura FIGC nei confronti di Antonio Zappi è stata accolta: 13 mesi di inibizione. E ora, di conseguenza, il presidente dell'AIA rischia di decadere dalla propria carica.

A Zappi sono state contestate presunte pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, specialmente su Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.

La sentenza del Tribunale Federale Nazionale presieduto da Carlo Sica, che avrà il compito di decidere il destino del numero 1 dell'AIA, è arrivata in queste ore e ha dunque sposato in pieno la richiesta iniziale.

  • 13 MESI DI INIBIZIONE

    Come riporta l'ANSA, "nella prima ora e mezzo la difesa di Zappi, rappresentata dagli avvocati Santoro, Sterratino e Sperduti, ha presentato numerose richieste istruttorie, ma il TFN ha deciso di rigettare le istanze dopo essersi chiuso in camera di consiglio per decidere".

    Alla fine, come detto, la richiesta della Procura FIGC è stata pienamente accolta dal Tribunale Federale Nazionale: Zappi verrà così inibito per 13 mesi.

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  • RISCHIO DECADENZA

    Il rischio, per Zappi, è ora quello della decadenza dalla propria carica e della necessità di eleggere un nuovo presidente dell'AIA.

    Come recita l'articolo 15 comma d del regolamento dell'AIA, comporta la decadenza dei componenti eletti degli Organi direttivi centrali, tra le altre motivazioni, "la sopravvenienza di una o più sanzioni disciplinari, passate in giudicato, la cui durata sia superiore complessivamente ad un anno".

    Come ricorda l'ANSA, però, affinché la decadimento diventi effettivo si dovrà attendere che il provvedimento sportivo sia definitivo, quindi in secondo appello.

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  • LE PAROLE DI ZAPPI

    Queste le parole di Zappi alla Gazzetta dello Sport, prima che arrivasse la sentenza del Tribunale Federale Nazionale:

    “In attesa della decisione ribadisco di aver sempre agito nell’esclusivo interesse dell’Associazione, perseguendo in modo rigoroso e coerente il mandato di rinnovamento tecnico e organizzativo che gli associati mi hanno conferito nel dicembre scorso. Ho operato sempre nel rispetto delle regole e nell’ambito dell’inviolabile autonomia tecnica ed organizzativa propria dell’Aia. inviolabile perché posta a tutela e garanzia della terzietà e dell’indipendenza degli arbitri, dentro e fuori dal campo. Voglio precisare che non si sta giudicando solo la mia persona, ma l’azione stessa del presidente dell’Aia democraticamente eletto dagli associati, che esercita un mandato tecnico e organizzativo indipendente definito dai Principi Informatori, dallo Statuto dell’Associazione e dalle norme federali. Gli atti compiuti nell’esercizio di tale mandato rientrano a pieno titolo nell’autonomia tecnica e organizzativa riconosciuta in via esclusiva ed insindacabile all’Associazione Italiana Arbitri. Un’eventuale sospensione o sanzione adottata per l’esercizio di queste prerogative non riguarderà solo la mia persona, ma riverbererà anche sull’autonomia e sull’indipendenza futura dell’Associazione nel suo complesso. Questo è un processo che mina i diritti e l’autonomia dell’Associazione, contrapponendoli ad interessi di singoli associati. È quindi mio dovere difendere fino alla fine la mia Associazione, gli associati che mi hanno democraticamente eletto e, più in generale, l’integrità e l’indipendenza degli arbitri all’interno del sistema calcio”.

  • CHI AL SUO POSTO

    Come ricorda la Gazzetta dello Sport, in caso di decadimento dalla propria carica di Zappi l'AIA passerebbe al vicepresidente vicario Francesco Massini e nuove elezioni dovrebbero essere indette entro 90 giorni. L'alternativa è quello di un commissariamento da parte del presidente federale Gabriele Gravina.

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