Tutti attesi al varco. Perché il campionato è il campionato e ogni weekend emette i propri verdetti parziali, ma la Nazionale è un'altra cosa. E ti rimette costantemente in discussione in un modo che esula dalle dinamiche di un club.
Prendete Ciro Immobile. Alla Lazio è il centravanti principe, un idolo della storia moderna della società, il recordman realizzativo della storia biancoceleste. Poi, quando va a vestire l'azzurro, sembra ogni volta trasformarsi da Dottor Jekyll a Mister Hyde. Smarrisce la via, si intimidisce. E, soprattutto, pare perdere improvvisamente la propria devastante capacità di segnare.
Luciano Spalletti, però, ha incluso regolarmente anche lui nella sua prima lista di convocazioni. Ha intenzione di puntarci, perché le potenzialità realizzative di Ciro sono e rimangono enormi. Anche se in Nazionale si sono notate soltanto a tratti.

