La solita storia di ogni derby, ormai da quasi quattro anni a questa parte. Hakan Calhanoglu scende in campo, si prende gli insulti dei suoi ex tifosi, prova a far buon viso a cattivo gioco con quel che gli riesce meglio: giocare a calcio.
Spesso c'è riuscito, il turco, negli infuocati Milan-Inter che ha giocato con la maglia nerazzurra. Specialmente nel 2023 e nel 2024, il periodo di massimo dominio dei nerazzurri, guidati da un elemento che dopo lo spostamento davanti alla difesa ha trovato nuova linfa, un nuovo modo di pensare, una nuova carriera.

E poi c'è la questione dei sentimenti. Sportivamente negativi, in questo caso. Calhanoglu non s'è lasciato bene col Milan nell'estate del 2021 e il fatto che abbia accettato di rimanere a Milano per giocare con l'Inter ha fatto scalpore. Da qui i fischi, gli insulti, l'ira della sua ex gente a ogni stracittadina.
Calhanoglu ha fatto orecchie da mercante anche mercoledì, e anzi, proprio lui ha replicato all'iniziale vantaggio di Abraham consegnando all'Inter un pareggio importantissimo in vista del ritorno. Con un retrogusto personale evidente e scontato.
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