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Calhanoglu Milan InterGetty Images

Il veleno di Calhanoglu, terzo goal da ex: il Milan è la sua vittima preferita da quando gioca all'Inter

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La solita storia di ogni derby, ormai da quasi quattro anni a questa parte. Hakan Calhanoglu scende in campo, si prende gli insulti dei suoi ex tifosi, prova a far buon viso a cattivo gioco con quel che gli riesce meglio: giocare a calcio.

Spesso c'è riuscito, il turco, negli infuocati Milan-Inter che ha giocato con la maglia nerazzurra. Specialmente nel 2023 e nel 2024, il periodo di massimo dominio dei nerazzurri, guidati da un elemento che dopo lo spostamento davanti alla difesa ha trovato nuova linfa, un nuovo modo di pensare, una nuova carriera.


E poi c'è la questione dei sentimenti. Sportivamente negativi, in questo caso. Calhanoglu non s'è lasciato bene col Milan nell'estate del 2021 e il fatto che abbia accettato di rimanere a Milano per giocare con l'Inter ha fatto scalpore. Da qui i fischi, gli insulti, l'ira della sua ex gente a ogni stracittadina.

Calhanoglu ha fatto orecchie da mercante anche mercoledì, e anzi, proprio lui ha replicato all'iniziale vantaggio di Abraham consegnando all'Inter un pareggio importantissimo in vista del ritorno. Con un retrogusto personale evidente e scontato.

  • LA SUA VITTIMA PREFERITA

    Che Calhanoglu veda il Milan e pensi in modo particolare a una maniera di lasciare il segno, poi, è confermato anche dai dati: proprio i rossoneri, che nel 2017 lo prelevarono dal Bayer Leverkusen e in cui è rimasto per quattro stagioni, sono diventati mercoledì sera la sua vittima preferita.

    Tre, con la rasoiata vincente dell'1-1, sono i goal messi a segno dal turco da ex, dunque dal 2021 a oggi: gli altri due erano arrivati nel derby d'andata del 2021/2022 (1-1) e nello storico 5-1 dello scorso campionato. Entrambi su calcio di rigore. Quello in Coppa Italia, dunque, è stato il primo graffio da ex su azione.

    Il Milan, a dire il vero, è al primo posto in coabitazione nella classifica delle vittime predilette di Calhanoglu: a quota tre ci sono anche il Cagliari, la Lazio, il Monza, il Napoli e il Torino. Ma poco cambia.

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  • "QUI MI SENTO IMPORTANTE"

    Dalle provocazioni al Milan a quelle vicendevoli con Zlatan Ibrahimovic, che di lui ad esempio si è ricordato durante la festa Scudetto del 2022, gli esempi di una rivalità divenuta sentitissima non mancano. Specialmente, come detto, per il modo in cui Calhanoglu se n'è andato dai rossoneri all'Inter.

    Quando gli è stato chiesto il perché della propria scelta, come ha fatto Sportmediaset un anno fa circa, l'ex rossonero ha sempre ribadito un concetto: l'aspetto sportivo è venuto prima di quello economico.

    "Tutti pensano che sia andato via per una questione economica ma i soldi non sono sempre tutto - ha detto in quell'occasione - La cosa più importante per me è sentirmi importante, ed è quello che provo qui. I tifosi rossoneri dicono che ho fatto male, visto lo scudetto perso nel 2022? A loro auguro il meglio ma con pazienza si vedrà".

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  • DI NUOVO IN DOPPIA CIFRA

    Il destro al veleno del pareggio, poi, ha avuto diverse valenze. Ha permesso all'Inter di rimanere a galla, evitando che il derby diventasse una sorta di psicosi. Ha permesso a Calhanoglu di fare la voce grossa di fronte ai suoi ex tifosi. Ma pure a livello di dati è stata una rete particolarmente significativa.

    Calhanoglu ha raggiunto la doppia cifra contando tutte le competizioni per la terza volta da quando gioca nel nostro paese: all'Inter è la seconda volta dopo la scorsa stagione, in cui aveva chiuso addirittura a 13 centri solo in campionato, più il mezzo exploit del 2019/20 col Milan (9 reti in campionato, altre due in Coppa Italia).

  • I GOAL DA FUORI AREA

    Un altro dato non male è stato snocciolato da Opta durante il derby di Coppa Italia: con il tiro vincente dell'1-1, Calhanoglu è diventato l'unico giocatore della nostra Serie A a segnare quattro volte da fuori area in questa stagione.

    Prima del Milan, il turco lo aveva già fatto nel big match d'andata contro il Napoli a San Siro e contro la Stella Rossa in Champions League, in quel caso direttamente su punizione. Ma quello di mercoledì, naturalmente, ha avuto un valore speciale. Come sempre.

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