Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Luciano Spalletti JuventusGetty Images

Il segreto di Spalletti per una Juventus vincente: il rapporto con il gruppo è la chiave, c'è fiducia da entrambe le parti

Pubblicità

Parole al miele. Di Luciano Spalletti verso i suoi ragazzi, come nel celebre “non vi cambierei per nessuno al mondo”, e dei giocatori nei confronti del loro allenatore.

Quella attuale, di certo, non resterà negli annali come la stagione migliore della Juventus. Tutt’altro.

Eppure la sensazione è che, nonostante le tante delusioni, nell’aria si respiri un inatteso profumo di positività. Gran parte del merito è del lavoro svolto dal tecnico di Certaldo, che in pochi mesi è riuscito a trasformare un ambiente depresso in uno nuovamente convinto dei propri mezzi.


  • Juventus PisaGetty Images

    L'IMPORTANZA DI SAPER REAGIRE AD UN PERIODO COMPLICATISSIMO

    Un mese di febbraio provante, uno di quei periodi che avrebbe mandato al tappeto praticamente chiunque.

    Prima il netto 0-3 contro l’Atalanta nei quarti di finale di Coppa Italia, arrivato nonostante una prestazione comunque positiva. Poi il 2-2 casalingo contro la Lazio in campionato, seguito dal famoso Derby d’Italia del 14 febbraio.

    Pochissimi giorni per recuperare energie fisiche e mentali. In Turchia arriva soltanto un tempo all’altezza, con il pesante 2-5 incassato nell’andata dei playoff contro il Galatasaray. Subito dopo, un’altra serata amara: la brutta prestazione in casa contro il Como, costata un’ulteriore sconfitta. Infine il ritorno contro i turchi, con un mezzo miracolo riuscito solo a metà: vittoria per 3-2 ma eliminazione arrivata ai tempi supplementari.

    Poi la Roma, il vero crocevia di questa seconda parte di stagione. Una sconfitta avrebbe chiuso i giochi: testa al prossimo anno e nuova rivoluzione. Invece no. La rete di Gatti al 93’ significa che la Juventus è ancora viva e che c’è tutto un finale di stagione da giocare, con l’obiettivo Champions League ancora alla portata.

  • Pubblicità
  • Thiago Motta Spalletti TudorGetty Images

    LA PRINCIPALE DIFFERENZA CON THIAGO MOTTA E TUDOR: C'È FIDUCIA ILLIMITATA

    La Juventus di Spalletti ha un fattore in comune con quelle guidate da Thiago Motta e Tudor: dopo un periodo di grandissimo entusiasmo è sempre arrivato un buco nero fatto di delusione e rabbia.

    La squadra è ricaduta più volte nelle stesse cattive abitudini, cestinando quanto di buono mostrato nelle settimane precedenti. Un passo indietro che ha riacceso immediatamente la spia dell’allarme, facendo tornare la solita domanda: quale fosse il vero problema alla base della mancanza di risultati.

    C’è però una differenza sostanziale tra queste tre versioni della Juventus: il rapporto tra giocatori e allenatore. Spalletti, infatti, a differenza di Thiago Motta e Tudor, gode della piena fiducia di tutti - tifosi, giocatori e società - un dettaglio tutt’altro che secondario.

    È apparso evidente come, con l’italo-brasiliano lo scorso anno e con il croato a inizio stagione, più di qualcuno non nascondesse alcuni dubbi. Anche tra i giocatori, che seguivano sì le indicazioni ricevute, ma senza condividerle fino in fondo.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • "NON VI CAMBIEREI PER NESSUNA SQUADRA AL MONDO"

    "Non vi cambierei per nessuno al mondo". Queste le parole di Luciano Spalletti dopo la dolorosa sconfitta di San Siro contro l’Inter.

    Non semplici dichiarazioni di circostanza, ma parole pronunciate nello spogliatoio davanti ai suoi ragazzi, a testimonianza della volontà di riconoscere il grande lavoro svolto in campo. Concetti poi ribaditi anche in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Galatasaray.

    Spalletti ha scelto un approccio diverso rispetto ai suoi predecessori: una sorta di padre acquisito, capace di gestire sia i tanti giovani - vista l’età media molto bassa della Juventus - sia i giocatori più esperti, mantenendo sempre il giusto equilibrio tra professionalità e leggerezza.

  • Juventus Pisa SpallettiGetty Images

    DA THURAM A LOCATELLI, PASSANDO PER DAVID E MCKENNIE: IL RAPPORTO CON I GIOCATORI ALLA BASE DI TUTTO

    L'abbraccio e l’esultanza condivisa nel match contro il Pisa, dopo la rete di Thuram nel giorno del compleanno di Spalletti, sono forse la fotografia più nitida di quanto costruito fin qui dal tecnico bianconero.

    Ciò che l’allenatore di Certaldo sperava di riuscire a creare con la Nazionale - dove non ebbe successo anche a causa della poca quotidianità con i giocatori - sembra finalmente prendere forma alla Juventus.

    Ha ricostruito da zero il rapporto con Locatelli, consegnandogli le chiavi della squadra e il ruolo di leader; ha trasformato McKennie in uno dei simboli di questa stagione; ha difeso David a spada tratta, continuando a credere in lui fin dal primo giorno nonostante le tante prestazioni negative.

    Spalletti ha trovato la chiave giusta per entrare nel cuore dei suoi giocatori e oggi il rapporto con il gruppo appare più armonioso che mai. Restando all’attualità, il successo di Pisa sembra quasi l’inizio anticipato della primavera, con l’auspicio che il gelido inverno che ha traumatizzato la Juventus sia ormai alle spalle.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0