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Marsiglia AtalantaGetty Images

Il naufragio del Marsiglia in Champions League: il calcio confuso di De Zerbi oscurato dalle proteste contro l'arbitro

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La delusione è enorme, ma la rabbia lo è ancora di più. Mercoledì sera il Marsiglia ha vissuto una serata da incubo in Champions League, perdendo 1-0 in casa contro l'Atalanta. Una sconfitta che compromette pesantemente le sue possibilità di qualificazione. 

Ciò che rimarrà di questa serata non è tanto il gioco espresso dalla squadra di Roberto De Zerbi, quanto lo scenario crudele verificatosi nei minuti finali: prima un rigore giudicato "evidente" non fischiato ai francesi all'89' e poi, in contropiede, il goal da tre punti di Samardzic.

È un (doppio) episodio che ha logicamente cristallizzato tutta la frustrazione marsigliese dopo la partita. Ma l'analisi della gara del Velodrome non può limitarsi solo a questo.

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    "VERGOGNOSO"

    Ai microfoni di Canal+, i giocatori del Marsiglia hanno puntato il mirino solo su un aspetto: l'arbitraggio. Nayef Aguerd, "deluso", ha criticato aspramente l'arbitro spagnolo José Sanchez: "Doveva almeno essere corretto e andare a rivedere l'azione.Era una partita importante, è la Champions League. Non è nemmeno andato a vedere se ci fosse il rigore".

    Il suo allenatore, ovvero De Zerbi, è stato ancora più virulento in conferenza stampa, definendo l'episodio "discutibile" e il rigore non fischiato "vergognoso".

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    "NON MERITAVAMO AFFATTO DI PERDERE"

    Questa rabbia contro l'arbitraggio ha chiaramente oscurato un'analisi lucida della prestazione complessiva del Marsiglia. De Zerbi ha affermato: "Non meritavamo affatto di perdere". Ma si tratta di una dichiarazione sorprendente, visto l'andamento della partita. Pur ammettendo che "i primi 20 minuti non sono stati buoni", l'ex allenatore del Sassuolo ha spiegato che dopo "abbiamo giocato meglio". Una visione ottimistica che contrasta radicalmente con il sentimento generale di una prestazione scadente da parte dell'OM.

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    TRA RABBIA E CARENZE

    Perché se l'OM può legittimamente ritenersi penalizzato da questo episodio finale, è un po' troppo facile dimenticare il calcio confuso mostrato durante i 90 minuti. La squadra di De Zerbi non è stata in grado di costruire gioco, subendo il pressing dei nerazzurri. Senza un Rulli in grande forma, che ha pure parato un rigore di De Ketelaere all'inizio della partita, e senza il generoso annullamento di un goal di Lookman da parte del VAR, il punteggio avrebbe dovuto essere molto più pesante ben prima del 90'.

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    EPISODI E INFORTUNATI

    De Zerbi, tra l'altro, non ha puntato il dito solo contro l'arbitro della serata. Ha esteso la propria frustrazione all'intero cammino europeo, ritenendo che l'OM abbia "perso queste tre partite di Champions League a causa di alcuni episodi". Ha ricordato la sconfitta a Madrid (due rigori), quella in casa dello Sporting ("Eravamo in 10") e gli "8 o 9 infortunati" che pesano sulla rosa. Un modo per scagionare la sua squadra dalle sue carenze.

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    ORGOGLIO, MA A QUALE PREZZO?

    Nonostante la sconfitta e il gioco prodotto, i giocatori si sono detti "orgogliosi della squadra" (ancora Aguerd), mentre l'allenatore rimane "ottimista". Se l'orgoglio può aiutare il Marsiglia a riprendersi, questa mancanza di lucidità a caldo fa riflettere. Concentrandosi su un "episodio discutibile", i marsigliesi hanno evitato di mettere in discussione in modo più approfondito il loro livello di gioco insufficiente. L'arbitro avrà anche avuto un impatto, ma non è certamente l'unico responsabile di questo naufragio europeo.

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