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Lecco 2-1GOAL

Il Lecco è la prima retrocessa in Serie C: cronaca di un crollo annunciato da mesi

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Si attendeva solo la matematica. E la matematica, così com'era accaduto poche ore prima alla Salernitana in Serie A, è arrivata: il Lecco è la prima formazione matematicamente retrocessa dalla Serie B alla Serie C.

Fatale la sconfitta in casa del Parma, la squadra più forte del campionato. Sconfitta netta, nettissima: la squadra di Pecchia conduceva già 3-0 dopo mezz'ora grazie a una doppietta di Bernabé e a una rete di Mihaila, e alla fine si è imposta per 4-0 (a segno anche Camara nel finale)

Il Lecco è attualmente ultimissimo in classifica, con appena 6 vittorie e 26 punti conquistati in 35 giornate di campionato. Il Bari quartultimo, che deve ancora giocare la propria partita a Cosenza, è a quota 36 a 4 turni dalla fine: matematicamente irraggiungibile.

  • LA CADUTA DOPO UN ANNO

    È durata appena un anno l'avventura del Lecco in Serie B, la dodicesima della propria storia, la prima dopo la bellezza di 50 anni. Un anno deludente, travagliato, addirittura caotico nel proprio sviluppo.

    12 mesi fa, la squadra allora guidata da Luciano Foschi batteva il Foggia sia all'andata che al ritorno e si imponeva nella doppia finale playoff, sbancando la C a sorpresa: 2-1 all'andata allo Zaccheria, 2-1 al ritorno al Rigamonti-Ceppi. Un trionfo.

    Ma in B nulla ha funzionato. A partire dalla questione stadio, con tanto di terribile esclusione sfiorata per un ritardo della documentazione relativa all'utilizzo dell'Euganeo di Padova, che avrebbe dovuto ospitare le partite interne della squadra nerazzurra in assenza dell'autorizzazione all'impianto lecchese.

    Alla fine il Lecco è stato ammesso in B, ha ottenuto l'ok per giocare al Rigamonti-Ceppi, ha cominciato il campionato in ritardo. All'esordio, 3-4 interno contro un'altra neopromossa come il Catanzaro nel contesto di un avvio da brividi: 6 sconfitte e un pareggio nelle prime 7 giornate.

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  • IL TOURBILLON DEGLI ALLENATORI

    A pagare è stato Foschi, il tecnico della promozione, esonerato dopo lo 0-3 di Cosenza a ottobre. Al suo posto Emiliano Bonazzoli, l'ex centravanti della Reggina tra le altre. Che ha cominciato bene: due successi in trasferta contro Pisa e Palermo, il clamoroso trionfo contro il Parma, 3 vittorie e 2 pareggi in 5 partite. Ma l'incantesimo si è spento abbastanza presto: 5 ko di fila tra gennaio e febbraio e addio pure a lui.

    Dentro dunque Alfredo Aglietti, uno specialista della categoria. Ma la caduta verticale, tra un capitombolo e l'altro, non si è arrestata. E così si è arrivati all'inizio di marzo, uno dei momenti più caotici della surreale stagione del Lecco.

    Il patron Di Nunno ha deciso di esonerare anche Aglietti. Per far spazio a chi? Proprio al cavallo di ritorno Foschi. Ma il nuovo ribaltone in panchina, praticamente già compiuto, non si è concretizzato: il presidente si è fatto convincere dai figli e da qualche giocatore a non cambiare ancora. Salvo esonerare davvero Aglietti un mese più tardi, all'inizio di aprile, chiudendo la stagione col quarantenne Andrea Malgrati.

    Un tourbillon a cui ha partecipato suo malgrado anche il direttore sportivo Domenico Fracchiolla, più volte allontanato e richiamato in un clima di caos assoluto.

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  • LE ACCUSE DI DI NUNNO

    In tutto questo, c'è stato spazio anche per le ormai celebri accuse di Paolo Leonardo Di Nunno, il presidente del Lecco. Che a marzo, dopo l'ennesima sconfitta (0-1 interno contro il Palermo) ha avanzato ipotesi complottistiche che hanno immediatamente fatto il giro d'Italia:

    "Del risultato mi interessa poco perché ormai siamo condannati a retrocedere. Piuttosto mi preoccupa altro. Ancora oggi nel calcio si vendono e si truccano le partite, ho paura di movimenti strani da parte dei nostri tesserati. Spero che mettano il telefono sotto controllo a tutti".

    A stretto giro di posta, tramite l'AIC, i calciatori del Lecco hanno diramato una nota di risposta a Di Nunno:

    "I Calciatori e i Tecnici tesserati per la società Calcio Lecco 1912 Srl esprimono il proprio sconcerto per le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Paolo Leonardo Di Nunno dopo la partita disputata nella giornata di ieri. Le sue affermazioni, riguardanti un presunto coinvolgimento dei tesserati in condotte illecite, sono semplicemente diffamatorie. Nessuno deve o dovrà mai mettere in dubbio il nostro impegno sul campo, la nostra lealtà e la nostra trasparenza. Respingiamo dunque fermamente le illazioni del Presidente, lesive della nostra reputazione, parole che gettano discredito sul lavoro svolto da ogni singolo membro della squadra e sull’immagine del nostro club nel suo complesso. Il nostro gruppo è unito e determinato per continuare, con il massimo impegno, a inseguire una salvezza che a molti sembra impossibile e per difendere l'onore della nostra squadra, della nostra città e dei nostri tifosi, certi di poter sempre onorare sul campo la maglia che indossiamo fino all’ultimo minuto”.

  • GLI ULTIMI BATTITI

    E così si è arrivati a sabato 27 aprile. Il giorno del matematico ritorno in Serie C con tre giornate d'anticipo. Il Lecco, in pratica, si era messo l'anima in pace già da un po': l'1-0 interno alla Reggiana del 13 aprile rappresenta l'unica vittoria nelle ultime 16 giornate.

    Cronaca di un disastro, storia di un fallimento annunciato. Dentro il campo, ma soprattutto fuori. E così, del bel ricordo lasciato un anno fa da Lepore e compagnia è rimasto ben poco. Si riparte da zero: l'anno prossimo sarà nuovamente Serie C.

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