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Dusan Vlahovic

Il goal, la prova da leader, l’ovazione dello Stadium: Vlahovic si è ripreso la Juventus

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Per fare una prova servono tre indizi e Dusan Vlahovic al momento è fermo a due, ma sono entrambi molto promettenti.

L’attaccante serbo, dopo un inizio di stagione complicato scandito anche da diverse panchine, sembra totalmente al centro del progetto che Luciano Spalletti ha per la sua Juventus.

Il numero 9 bianconero infatti, non solo ha replicato l’ottima prova proposta in campionato contro la Cremonese, ma in Champions League contro lo Sporting Lisbona si è spinto oltre segnando la rete che è poi valsa il definitivo 1-1.

Una prova, la sua, da vero trascinatore di una squadra che ha sì rinviato ancora una volta l’appuntamento con la vittoria nella massima competizione europea, ma che ha anche mostrato netti segnali di ripresa rispetto alle scorse difficili settimane.

  • Dusan Vlahovic

    UNA PARTITA DA LEADER

    Quella contro un avversario di valore assoluto come lo Sporting Lisbona non è stata una partita semplice per la Juventus. La compagine bianconera è andata in enorme difficoltà soprattutto nelle prime battute quando, dopo essere passata in svantaggio, è stata salvata dalla traversa su un tiro di Trincao che sarebbe potuto valere lo 0-2.

    Nel momento di maggiore difficoltà, a risollevare la squadra con le sue giocate e con la sua forza fisica è stato proprio Dusan Vlahovic. Ha letteralmente svegliato i compagni prendendo sulle sue spalle il reparto avanzato e sfidando in ogni modo possibile la retroguardia avversaria.

    Tanta lotta, ma anche tanta qualità e la capacità di farsi trovare sempre al punto giusto: prima del goal dell’1-1, solo uno straordinario Rui Silva gli ha negato la gioia della rete.

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  • UN GOAL DA BOMBER VERO

    I tanti sforzi in fase offensiva e il tanto lavoro profuso sono stati premiati al 34’, quando Vlahovic ha segnato un goal da vero bomber.

    L’azione della Juventus è stata bella e innescata da una grande giocata di Yildiz, così come perfetta è stata la giocata di Thuram, che ha messo nel cuore dell’area un pallone estremamente invitante. Ma l’attaccante serbo ha messo tanto del suo per spingerla in rete.

    Una zampata di destro, non propriamente il suo piede preferito, per anticipare il diretto marcatore e vincere finalmente il duello con un Rui Silva straordinario protagonista del match.

    Un goal con il quale non solo ha consentito alla Juventus di pareggiare, ma con il quale ha caricato tutto lo Stadium.

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  • vlahovic esultanza juventus sportingGetty Images

    SULLA SCIA DI RONALDO E HIGUAIN

    Dusan Vlahovic sembra aver affinato un feeling particolare con la Champions League e dunque con il più importante palcoscenico che il calcio europeo può mettergli a disposizione.

    Nel corso di questa edizione si è già spinto fino a quota tre reti e un assist in quattro partite, ma anche facendo un discorso più in generale i suoi numeri sono da attaccante di primissimo livello.

    Come riportato da ‘Opta’, per lui adesso sono nove i goal nelle prime venti presenze in Champions League. Se si considera solo la Juventus, meglio di lui negli ultimi vent’anni hanno fatto, nello stesso numero di partite giocate, Cristiano Ronaldo con dodici marcature e Gonzalo Higuain con dieci.

    Come dire, due tra i più forti attaccanti della storia recente della Juventus.

  • HA RICONQUISTATO LO STADIUM

    La sensazione è che oggi, tra tutti i giocatori a disposizione di Luciano Spalletti, Dusan Vlahovic sia probabilmente quello più in forma.

    Il neo tecnico bianconero gli ha consegnato una maglia da titolare prima contro la Cremonese e poi contro lo Sporting, e la fiducia è stata ripagata con due prestazioni molto importanti.

    Due prove fatte di lotta, sacrificio, botte date e prese, di palloni difesi spalle alla porta e di tante intuizioni che hanno aiutato in maniera evidente la squadra.

    Un apporto fondamentale premiato anche dallo Stadium che non solo l’ha spinto ogni volta che ha preso palla, ma che l’ha salutato con un’autentica standing ovation all’83’, quando ha lasciato il campo.

    Vlahovic è riuscito a riconquistare uno stadio con il quale in passato i rapporti non sono sempre stati idilliaci, e l’applauso con il quale ha risposto ai cori per lui ha tanto le sembianze di un’unione più forte che mai.

    La sua stagione sembra essere realmente iniziata solo adesso, con un allenatore in panchina che ha sciolto ogni riserva e messo fine a quei ballottaggi che spesso si erano tradotti in panchine.

    Chissà che non possa essere un nuovo inizio, nonché il capitolo di una storia che potrebbe anche rivelarsi più lungo di quanto, fino a pochi giorni fa, era lecito ipotizzare.

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