Pubblicità
Pubblicità
Luis Enrique PSG InterGetty Images

Il gesto di Luis Enrique: si gira ad applaudire i giocatori dell'Inter mentre il PSG alza la Champions League

Pubblicità

Luis Enrique l'ha fatto di nuovo. 10 anni dopo essere salito sul tetto del mondo con il Barcellona, l'allenatore spagnolo ha fatto il bis alla guida del PSG. Che a differenza del Barça, la Champions non l'aveva mai vinta.

Fondamentale la mano dell'ex commissario tecnico della Spagna, che ha cambiato la mentalità di tutto l'ambiente: dalle stelle ammassate una dopo l'altra alla filosofia del gruppo, la sua è stata una rivoluzione vincente. E il tutto è combaciato con la sua, di mentalità.

Una mentalità particolare anche dal punto di vista umano. E la riprova è data da quel che è accaduto dopo la partita, direttamente sul terreno di gioco dell'Allianz Arena, al momento della premiazione del PSG campione d'Europa.

  • L'APPLAUSO AI GIOCATORI DELL'INTER

    Mentre i giocatori del PSG stavano sollevando la Champions League che avevano appena vinto in maniera strameritata, surclassando l'Inter dall'inizio alla fine, Luis Enrique si è reso protagonista di un gesto inusuale a tutti i livelli: soprattutto a questi.

    L'ex allenatore anche della Roma si è girato ad applaudire gli sconfitti, ovvero i giocatori dell'Inter, mentre questi osservavano sconsolati la festa e la gioia dei rivali. Solo in un secondo momento si è dedicato alla propria felicità, applaudendo a sua volta i calciatori parigini.

  • Pubblicità
  • LA MAGLIA CON LA FIGLIA XANA

    Prima di questa scena, Luis Enrique era stato protagonista di un'altra: dopo il fischio finale, mentre partiva la festa del PSG, lui si sfilava una maglietta e ne indossava un'altra, come aveva promesso alla vigilia.

    Sulla maglia in questione era rappresentata in stile cartoonizzato l'immagine della figlia Xana, morta giovanissima qualche anno fa a causa di un tumore, mentre piantava la bandiera del Barcellona sul terreno di gioco dell'Olympiastadion di Berlino, immagine simbolo della vittoria blaugrana contro la Juventus nel 2015.

    "Mia figlia non sarà presente fisicamente alla finale, ma lo sarà spiritualmente - aveva detto Luis Enrique - Il mio sogno è di ripetere la scena che c'è stata dopo la finale del 2015, quando Xana piantò una bandiera del Barcellona. Ho il desiderio di fare la stessa cosa con il PSG".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • "ABBIAMO ABBASSATO LA TENSIONE DELLA SQUADRA"

    Al termine della partita, proprio Luis Enrique è stato uno dei protagonisti presentatisi davanti alle telecamere di Sky per analizzare il corso della partita.

    "Questa settimana la mia maggior preoccupazione era gestire le preoccupazioni attorno a un città che non aveva ancora vinto la Champions - ha detto - C'era una situazione troppo esagerata, ho cercato con i giocatori e con lo staff di abbassare la tensione per arrivare qui e giocare a calcio. Abbiamo giocato un bel calcio, di solito nelle finali si gioca male. L'Inter è un'ottima squadra di altissimo livello.  Voglio citare Dembélé anche per il lavoro difensivo che ha fatto stasera".

  • LA NUOVA FILOSOFIA DEL PSG

    Sulla nuova filosofia del PSG, che ha finalmente imparato a essere gruppo lasciandosi alle spalle l'era delle figurine e dei lustrini:

    "Abbiamo fatto questo per provare un nuovo percorso senza Kylian, che è voluto andare al Real Madrid, coinvolgendo giocatori di altissimo livello per far crescere la squadra. E chi è arrivato ha fatto fare un salto di qualità alla squadra".
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • IL RICORDO DELLA FIGLIA

    Inevitabile anche un pensiero a Xana, sempre presente nel cuore e nelle mente di Luis Enrique:

    "Xana è sempre con me spiritualmente da quando è andata via col corpo. Una vittoria, una sconfitta non cambiano i sentimenti: voglio ricordare sempre quello che ha portato nella mia vita. Si nasce, si muore, tutto il resto si vede".
0