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Maignan Udinese MilanGetty Images

L'accusa di Maignan all'Udinese: "Complici", il club: "Noi contro il razzismo"

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Il giorno dopo Mike Maignan torna a farsi sentire. E lo fa con un attacco durissimo all'intero sistema.

I gravi fatti avvenuti sabato sera a Udine, dove la partita è stata interrotta per circa dieci minuti a causa di vergognosi insulti razzisti rivolti da una parte del pubblico di casa al portiere del Milan, non possono e non devono rimanere impuniti.

"Mi hanno chiamato scimmia, così non si può giocare"aveva raccontato a caldo il francese.

Maignan ora chiama alle rispettive responsabilità tutte le parti in causa. E nel mirino finisce anche l'Udinese.

  • L'ACCUSA DI MAIGNAN

    Maignan domenica mattina ha pubblicato un lungo post sui social: "Non è stato il giocatore ad essere stato aggredito. E' l'uomo. E' il padre di famiglia. Questa non è la prima volta che mi succede. E non sono il primo a cui è successo. Abbiamo diffuso comunicati stampa, campagne pubblicitarie, protocolli e nulla è cambiato. Oggi un intero sistema deve assumersi la responsabilità:

    ⁃ Gli autori di questi atti, perché è facile agire in gruppo, nell'anonimato di una piattaforma.

    ⁃ Gli spettatori che erano in tribuna, che hanno visto tutto, che hanno sentito tutto ma che hanno scelto di rimanere in silenzio, siete complici.

    ⁃ Il club dell'Udinese, che ha parlato solo di interruzione della partita, come se nulla fosse, è complice.

    ⁃ Le autorità e il pubblico ministero, con tutto ciò che sta accadendo, se non fai nulla, SARAI COMPLICE ANCHE TU.

    Te l'ho già detto e se è il caso lo ripeto: non sono una VITTIMA. E voglio dire grazie al mio club AC Milan, ai miei compagni, all'arbitro, ai giocatori dell'Udinese e a tutti quelli che mi hanno mandato messaggi, che mi hanno chiamato, che mi hanno sostenuto in privato e in pubblico. Non posso rispondere a tutti ma vedo che siamo INSIEME. È una lotta difficile, che richiederà tempo e coraggio. Ma è una battaglia che vinceremo".

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  • LE PAROLE DI BALZARETTI E CIOFFI

    Il club friulano, in effetti, inizialmente sui social aveva parlato genericamente di interruzione della partita senza specificarne il motivo. Dopo la gara, ai microfoni di 'Sky', ha parlato il direttore tecnico Federico Balzaretti: "Siamo da 30 anni uno dei club più multietnici d'Italia, è importante sottolinearlo. La squadra e la città sono un esempio d'integrazione nel mondo. Noi non tolleriamo nessuna forma di razzismo, se anche fosse stata una sola persona la condanneremo. Ci sono tutti gli strumenti per capire e per indagare sulla questione, non mi pronuncio oltre perché la procura è già al lavoro".

    Mentre il tecnico Cioffi ha preferito non commentare l'accaduto: "Del caso Maignan ha già parlato Balzaretti, meglio parlare di calcio. Non per sdrammatizzare, ma per sorvolare.Noi gente di sport facciamo così". 



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    • IL COMUNICATO DELL'UDINESE

      Domenica mattina il club friulano ha diramato un comunicato ufficiale: "Udinese Calcio è profondamente dispiaciuta e condanna ogni atto di razzismo e violenza. Riaffermiamo la nostra avversione a qualsiasi forma di discriminazione ed esprimiamo la nostra profonda solidarietà al giocatore del Milan Mike Maignan alla luce del deplorevole episodio avvenuto sabato nel nostro stadio. 

      L'Udinese collaborerà con tutte le autorità inquirenti per garantire l'immediato chiarimento dell'accaduto, con l'obiettivo di adottare ogni misura necessaria per punire i responsabili. Come Club, continueremo a lavorare diligentemente, come abbiamo sempre fatto, per promuovere la diversità e l’integrazione di tutte le etnie, culture e lingue tra i nostri giocatori, lo staff, la città ed una tifoseria che ha sempre dimostrato correttezza".

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    • IL SOSTEGNO DEL MILAN

      La società rossonera, ovviamente, ha subito fornito il suo totale sostegno alla battaglia di Mike Maignan tanto da decidere di non pubblicare nessun contenuto social nella giornata di domenica 21 gennaio.

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