Maignan domenica mattina ha pubblicato un lungo post sui social: "Non è stato il giocatore ad essere stato aggredito. E' l'uomo. E' il padre di famiglia. Questa non è la prima volta che mi succede. E non sono il primo a cui è successo. Abbiamo diffuso comunicati stampa, campagne pubblicitarie, protocolli e nulla è cambiato. Oggi un intero sistema deve assumersi la responsabilità:
⁃ Gli autori di questi atti, perché è facile agire in gruppo, nell'anonimato di una piattaforma.
⁃ Gli spettatori che erano in tribuna, che hanno visto tutto, che hanno sentito tutto ma che hanno scelto di rimanere in silenzio, siete complici.
⁃ Il club dell'Udinese, che ha parlato solo di interruzione della partita, come se nulla fosse, è complice.
⁃ Le autorità e il pubblico ministero, con tutto ciò che sta accadendo, se non fai nulla, SARAI COMPLICE ANCHE TU.
Te l'ho già detto e se è il caso lo ripeto: non sono una VITTIMA. E voglio dire grazie al mio club AC Milan, ai miei compagni, all'arbitro, ai giocatori dell'Udinese e a tutti quelli che mi hanno mandato messaggi, che mi hanno chiamato, che mi hanno sostenuto in privato e in pubblico. Non posso rispondere a tutti ma vedo che siamo INSIEME. È una lotta difficile, che richiederà tempo e coraggio. Ma è una battaglia che vinceremo".