Intervenuta ai microfoni di 'RMC Sport', la legale di Hakimi, Fanny Colin, ha messo in dubbio l'integrità psichica della presunta vittima che avrebbe occultato alcune prove importanti.
"È stato istituito un processo grazie a un'accusa che si basa esclusivamente sulla parola di una donna capace di ostacolare tutte le indagini, che ha rifiutato di sottoporsi a esami medici e al test del DNA, che ha rifiutato di consentire l'uso del suo telefono cellulare e che non ha fornito il nome di un testimone chiave. Una donna le cui due successive valutazioni psicologiche hanno rivelato una mancanza di lucidità rispetto agli eventi che sostiene di denunciare e, peraltro, l'assenza di sintomi post-traumatici. Finora ha tentato di nascondere alle autorità diversi messaggi scambiati con una sua amica che progettava di 'derubare' il signor Hakimi. Attendiamo questo processo con determinazione e risolutezza, affinché possa essere fatta giustizia".