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Fabio Grosso LyonGetty Images

Grosso guaio a Lione: una vittoria in otto partite e ultimo posto in classifica

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Chissà se Fabio Grosso sta guardando con un pochino di rimpianto a quanto sta accadendo a Frosinone, nella sua ex squadra, rivelazione della prima parte di Serie A con Eusebio Di Francesco a guidarla. Ovvero il contrario, o quasi, di quanto sta accadendo a Lione.

L'arrivo - o meglio: il ritorno - dell'allenatore italiano alla Gerland dopo l'esperienza da calciatore non ha sortito effetti: l'OL non ingrana ed è penosamente ultimo in Ligue 1 dopo 12 giornate, anche se con una partita in meno rispetto ad alcune tra le formazioni che lo precedono in classifica.

Domenica, qualche ora dopo il bel successo del Frosinone sul Genoa, l'OL perdeva di nuovo: il Lille si imponeva per 2-0 in trasferta e acuiva la crisi della squadra di Grosso. Una crisi che, ormai, sembra non avere fine.

  • UNA VITTORIA IN OTTO PARTITE

    Se con Laurent Blanc il campionato è iniziato malissimo, con Grosso la situazione non è migliorata. E conta solo relativamente lo choc per quanto accaduto prima della partita di Marsiglia a fine ottobre, l'aggressione al pullman del Lione con ferimento dello stesso tecnico: la squadra, semplicemente, è in confusione totale.

    I dati parlano da soli: Grosso ha fin qui collezionato otto partite sulla panchina del Lione, perdendone quattro e pareggiandone tre. A onor del vero ha anche conquistato l'unica vittoria in Ligue 1, 1-0 a Rennes il 12 novembre: troppo poco per evitare l'ultima posizione.

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  • Jerome RothenGetty Images

    "CONTRASTI TRA GROSSO E I GIOCATORI"

    “Di sicuro un altro allenatore non potrebbe fare peggio, questo è chiaro - ha detto a RMC l'ex centrocampista di Monaco e PSG Jerome Rothen, oggi opinionista, che qualche settimana fa ha parlato di contrasti interni tra Grosso e la rosa - Non tornerò su quello che ho detto, ma è tutto confermato. Dicevano che stavo esagerando, ma è tutto confermato. I giocatori non seguono allenatore, altrimenti non si vedrebbero certi atteggiamenti. Li vediamo fisicamente amorfi, tecnicamente amorfi… Questa squadra non ha nulla”.

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  • "PERCHÉ CAMBIARE TATTICA?"

    Domenica sera, contro il Lille, Grosso ha operato diverse scelte che hanno fatto alzare un sopracciglio a più di qualcuno: ha tolto all'intervallo la stella Lacazette, peraltro accostato alla MLS negli ultimi giorni, oltre a vari ribaltamenti tattici e di uomini (tra primo e secondo tempo l'italiano ha operato altri due cambi).

    "Ovviamente i giocatori sono in prima linea e spetta a loro prendersi le responsabilità - ha detto ancora Rothen - Poi però c’è quello che dice l’allenatore. Guardi la partita e, anche se non capisci molto di calcio, ti dici: perché, ogni volta che le cose non vanno bene, all'intervallo cambia tre giocatori? E poi cambia tattica nella ripresa, nel momento in cui la squadra crea più occasioni. Non vedo il motivo".

  • Alexandre Lacazette Lyon Lille Ligue 1 26112023Getty

    UN MESE DI FUOCO

    La squadra che nei primi anni duemila vinceva la Ligue 1 per sette volte di fila, oggi, è un lontanissimo ricordo. Il Lione non conquista il campionato ormai dal 2007/2008: un'eternità. La nuova realtà si chiama lotta per non retrocedere: salvare la pelle, dopo un avvio del genere, rappresenterebbe una sorta di missione compiuta.

    Il problema è che il prossimo mese sarà di fuoco: l'OL andrà a Lens, contro la seconda forza del 2022/2023, e poi a Marsiglia per recuperare la partita non giocata a fine ottobre, oltre a vedersela pure col Monaco al Louis II. Battaglie che potrebbero rappresentare un punto di svolta, oppure affossare definitivamente Grosso. Quel che è certo, in questo momento, è che tra Lione e Frosinone il mondo si è capovolto.

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