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Gravina dimissioniGetty Images

Gravina lascia l'Italia: ufficiali le dimissioni, non è più il presidente della FIGC

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Il primo grande scossone ma non unico del calcio italiano dopo la drammatica - sportivamente parlando - serata di martedì, quando per la terza volta di fila la Nazionale non è riuscita a qualificarsi per il Mondiale.


Gabriele Gravina lascia l'incarico di Presidente della FIGC, ruolo che aveva ricoperto dal 2018. L'ormai ex numero uno della Federazione a caldo, subito dopo la sconfitta con la Bosnia, aveva rimandato la decisione rimettendo la questione nelle mani del Consiglio Federale.


Nelle ultime ore invece il passo indietro di Gravina "concretizzato" nella riunione odierna con le varie componenti federali.

  • DIMISSIONI GRAVINA: IL COMUNICATO

    Il comunicato della FIGC con l'ufficialità delle dimissioni di Gravina: "A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall'incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l'Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma".

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  • LE PAROLE DI GRAVINA

    "Dopo tanti anni il sentimento è di grande amarezza ma di grande serenità" ha detto Gravina dopo le dimissioni da capo federale. "Devo ringraziare tutte le componenti che ancora oggi mi hanno dimostrato grande sostegno, stima e insistenza nel continuare. La mia scelta è convinta e meditata"

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  • PERCHÈ GRAVINA SI DIMETTE

    In queste ore, ma anche nei mesi passati, Gravina è stato senza dubbio una delle figure maggiormente discusse e criticate per i risultati e la gestione complessiva della Nazionale. L'eliminazione contro la Bosnia ha esasperato il clima attorno a lui con molti che hanno spinto affinché rassegnasse le dimissioni, a partire dal Ministro dello Sport Andrea Abodi che ha usato toni molto forti.


    La spinta della politica però non sarebbe comunque il motivo dietro la decisione di Gravina di dimettersi. Il dirigente avrebbe optato per questa strada dopo essersi reso conto che non ci fossero più le condizioni per continuare in questa fase e scegliendo così di "farsi da parte".

  • L'INCONTRO TRA GRAVINA E LE COMPONENTI FEDERALI

    Nella giornata di ieri Gravina ha indetto per oggi una riunione con le componenti federali: ovvero i rappresentati di Serie A, Serie B, Lega Pro Lega Nazionali Dilettanti, Asso allenatori e calciatori per fare il punto della situazione e scegliere quale strada intraprendere.


    Ma anche più nel concreto per comunicare la scelta di lasciare la presidenza della FIGC dimettendosi e tracciando quelli che dovranno essere i prossimi passi per ripartire con un nuovo ciclo e nuove figure al vertice.

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  • LE PAROLE DOPO L'ELIMINAZIONE

     "Per me la parte tecnica è da salvaguardare al 100%, mentre per la parte politica c'è un Consiglio Federale per la settimana prossima e faremo valutazioni al nostro interno", aveva dichiarato Gravina in conferenza subito dopo Bosnia-Italia, aggiungendo sulla richiesta di dimissioni: "Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni al quale sono abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano di diritto al Consiglio".