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Breno Bidon gfxGOAL

Golazo - Breno Bidon e il suo "drible da vaca" inverso: la nuova stella del Brasile sulle orme di Bergkamp e Edmundo

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In Brasile lo chiamano "drible da vaca". È quando si fa passare la palla da una parte del proprio marcatore e si scappa dall'altra, lasciando l'avversario interdetto. Solo che Breno Bidon, 21 anni da compiere, ha inventato un nuovo modo di far funzionare il "drible da vaca": quello inverso.

Oddio, inventato no: prima di lui l'avevano fatto Dennis Bergkamp in quel celeberrimo Newcastle-Arsenal, ma anche Edmundo in un Vasco da Gama-Manchester United del Mondiale per Club pilota andato in scena in Brasile nel 2000. Breno, semplicemente, li ha imitati. Solo che l'ha fatto in una finale, gara decisiva per l'assegnazione di un titolo nazionale.

Quel Vasco-Corinthians andato in scena poco prima di Natale non ha solo consegnato la Copa do Brasil al Timão paulista: ha anche posto sotto i riflettori il talento di questo mancino raffinato, delizioso, tanto giovane quanto spavaldo. La nuova stella del Brasile è lì, a San Paolo. La terra di Neymar.

  • Breno Bidon Vasco CorinthiansGetty Images

    IL "DRIBLE DA VACA" INVERSO

    Il 21 dicembre scorso, Vasco e Corinthians sono fermi sull'1-1. All'andata è finita 0-0, motivo per cui si andrebbe ai calci di rigore. Ma al 18' della ripresa accade l'episodio che spezzerà per sempre in due l'andamento della finale di ritorno e, forse, di una delle giovani stelle più lucenti che il firmamento brasiliano possa esibire in questo momento.

    Breno Bidon riceve palla nella propria metà campo con il corpo rivolto verso la propria porta, con la coda dell'occhio nota alle spalle l'arrivo in pressing del "pitbull" Cauan Barros e ha un'idea geniale: il "drible da vaca" inverso, appunto. Con l'esterno del sinistro fa passare la palla da una parte, sguscia via dall'altra e sfruttando l'effetto rotolante della sfera riesce a superare l'avversario, vanamente proteso in scivolata.

    Cauan Barros e il Vasco tutto, forse, hanno già presagito quel che in effetti accadrà: Breno Bidon allarga per Matheuzinho, che tocca in profondità per Yuri Alberto, che davanti al portiere Leo Jardim è altruista e pesca Depay, la cui zampata a porta vuota vale la vittoria (1-2) e il titolo.

    "In quel momento non ho nemmeno percepito la grandezza di quel che ho fatto - dirà in seguito - la mente era tutta focalizzata sulla partita. Poi dopo la gara tutti sono venuti da me: 'Ma che hai fatto?'. È stato bellissimo riguardare i video di quella giocata".

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  • DAL FUTSAL ALLA GLORIA

    La vita prima di quel Vasco-Corinthians della svolta non è stata così semplice per Breno Bidon. Talentuoso ma fonte di scarsa ispirazione per allenatori e dirigenti incontrati lungo il proprio cammino, colui che oggi è la stella del Timão si sottopone a una serie di test da ragazzino, venendo costantemente scartato.

    Breno gioca a futsal, ovvero il calcio a 5. Ma è il calcio vero a scorrergli nelle vene. Rimane per qualche anno nelle giovanili della Portuguesa, passa all'Audax, ma è proprio in una partita di futsal che il Corinthians lo nota. A 14 anni, nel 2019, il club decide di portarlo nel proprio vivaio e intuisce subito di avere a che fare con un giocatore non esattamente comune. Proprio negli anni in cui al Palmeiras si sta iniziando a parlare di Endrick.

    Il Corinthians lo iscrive alla Copa Libertadores nel 2022, ed è una mossa che fa rumore e inizia concretamente a piazzare i riflettori sulla testa del gioiello. Breno non gioca mai, però. Anzi, dovrà attendere due anni prima di esordire in prima squadra: accadrà il 10 marzo 2024 in uno 0-0 contro l'Agua Santa per il Campionato Paulista.

    Il 2025 è il suo anno: a marzo debutta anche nel Brasileirão e alla prima partita, un 1-1 in casa del Bahia, evita il ko fornendo a Hernandez la palla del pareggio proprio al 90'. In totale sono 10 le presenze collezionate in campionato al suo primo anno vero con i grandi. Più 4 in Copa do Brasil, tutte da titolare, compresa la finale di ritorno contro il Vasco da Gama ma anche la semifinale d'andata contro il Cruzeiro.

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  • IL CAMBIO DI RUOLO

    Breno Bidon, di base, è una mezzala. Piede mancino, visione di gioco, rapidità, qualità: le caratteristiche per sfondare ci sono tutte. Nelle ultime settimane, però, è stato spostato in una posizione più avanzata dall'ex ct Dorival Junior e anche da 10 si è trovato piuttosto bene.

    "Quando Dorival e il proprio staff sono arrivati sono venuti da me - ha raccontato a ottobre a GE - mi hanno chiesto dove preferissi giocare e dove mi sentissi a mio agio. Abbiamo avuto una bella conversazione e chiarito tutto. Dorival ha detto che vedeva del potenziale in me come trequartista. Credo di essere migliorato molto lì. Saper giocare in più di una posizione è molto positivo per un giocatore, credo che questo mi abbia aiutato molto".

    Il cambio di ruolo è stato pensato anche per sopperire all'assenza del 10 titolare, l'argentino Rodrigo Garro, più volte assente durante il 2025 a causa di diversi infortuni. Garro ha però iniziato in panchina la finale di ritorno contro il Vasco, lasciando il posto proprio a Bidon e guardando dai bordi del campo il capolavoro del compagno, prima di entrare nel finale.

    "Mi piace giocare lì - ha detto ancora a Breno a GE - Sto andando bene, credo. Sto giocando in una posizione un po' nuova per me, ma sto riuscendo a migliorare molto".

  • Flamengo v Corinthians - Brasileirao 2024Getty Images Sport

    "DIVERSO DA TUTTI"

    Breno Bidon può vantare una statistica curiosa nell'anno conclusosi da pochi giorni: è l'unico giocatore del Corinthians riuscito a scendere in campo per più di 3000 minuti senza rimediare nessun tipo di infortunio. In pratica, quasi un indistruttibile.

    Poi, chiaro, a colpire sono le qualità già menzionate. Nonostante non abbia ancora 21 anni (li compirà a febbraio), Breno si muove con una naturalezza e una compostezza che spesso fanno invidia. Deve ancora completarsi fisicamente, metter su un po' di massa, ma intanto c'è chi giura di non aver mai visto nulla di simile con la maglia del Corinthians.

    "È diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto - lo ha esaltato alla CNN Brasil l'ex nazionale Paulinho, che ha giocato nel Timão ma anche nel Barcellona e nel Tottenham - Ho avuto il privilegio di giocare con molti grandi calciatori, ma vedo Bidon completamente diverso da tutti loro. Ovviamente ognuno ha le sue particolarità. A volte paragoniamo un atleta all'altro, ma io vedo Bidon completamente fuori dal comune. La maturità che ha nonostante la giovane età, il modo in cui ragiona e legge la partita, come si posiziona e come osserva la gara prima di prendere una decisione".

    E poi, giusto per ribadire il concetto: "Ho detto in altre interviste che, per me, Bidon è un campione. Grazie alle sue capacità tecniche, è un ragazzo che pensa prima la giocata. E può essere un leader tecnico nella squadra, nonostante sia molto giovane".

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  • TRA NAPOLI E INGHILTERRA

    Radiomercato ha cominciato a gracchiare ben prima che Breno Bidon estraesse dal cilindro la giocata di fine dicembre. E hanno accostato il gioiello del Corinthians anche alla Serie A: al Napoli, in particolare. Anche se senza troppi esiti da un punto di vista davvero concreto.

    L'unica certezza è che su di lui si sono già posati gli occhi di mezza Europa: dell'Atletico Madrid, dello Sporting, ma soprattutto della Premier League, che ha già sondato il terreno con il Chelsea ma soprattutto con l'Arsenal.

    "Il Pedri brasiliano": così è considerato Bidon in Inghilterra. Giusto per capire come le sue gesta - potenza di internet e degli osservatori - abbiano già varcato il Brasile e Sudamerica espandendosi nel nostro continente. Come sempre accade, del resto, quando laggiù sorge un prospetto potenzialmente da copertina.

  • E ANCELOTTI CHE FA?

    Qualcuno in Brasile, anche se piuttosto timidamente, ha avanzato perfino la candidatura di Breno Bidon per la Seleção. Quella dei grandi, s'intende. Ma è presto: ai Mondiali non mancano che pochi mesi e Carlo Ancelotti è impegnato a scegliere la rosa definitiva che salirà sull'aereo per gli Stati Uniti, il Messico e il Canada. Rosa della quale Breno non farà parte.

    Per il momento, meglio concentrarsi sul presente. Che a livello di canarinha è rappresentato dall'Under 20, con tanto di Sudamericano di categoria disputato e vinto nel 2025. Al resto ci si penserà in un secondo momento. Anche se bruciare le tappe, per uno così, è diventato quasi la normalità.

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