A far rumore, ancora una volta, è stata l'esclusione di Federico Gatti e Manuel Locatelli. Ovvero due dei pilastri di una Juventus che in questo avvio di stagione è tornata pesantemente a far sentire la propria voce sia in Italia che in Europa, pareggio di domenica col Cagliari escluso.
Gatti è il capitano della Juve, quando non è stato colpito da guai fisici ha sempre giocato e per concedergli spazio e considerazione Thiago Motta non ha esitato a togliere minuti e fascia a Danilo. Senza la distorsione alla caviglia che lo ha costretto al cambio contro il PSV, impedendogli di scendere in campo nelle successive partite, avrebbe forse fatto parte del gruppo. Anche se ora ha trovato un nuovo concorrente: Matteo Gabbia.
“Perché ho convocato Gabbia e non Gatti? Matteo ha fatto vedere di saper comandare il reparto difensivo, di essere un calciatore molto attento e intenso nel suo modo di fare – ha detto Spalletti qualche giorno fa – Mantiene sempre la linea molto alta, parla spesso con i compagni. Abbiamo avuto questa necessità e l'ho convocato con piacere, è un ulteriore piacere avere un giocatore del Milan perché è un club che può darci molto anche se ora non ci sono molti italiani. Gatti aveva questo problema da sistemare, era nelle condizioni di dover recuperare anche se fosse venuto. Ma noi li vogliamo sani i calciatori”.
E Locatelli? Qui il discorso è decisamente diverso. Nessun problemino fisico, solo una scelta tecnica. Il regista della Juventus, del resto, era stato già lasciato a terra dall'aereo della Germania. E attraverso i social aveva comunicato di averla male. Rapporto deteriorato col ct? Più che altro una scelta dettata dal ruolo, dalla concorrenza in mezzo al campo e pure dalla questione anagrafica, anche se sembra un discorso strano per un ventiseienne.
"Locatelli lo conosciamo bene e sta facendo bene, lui è dentro il gruppo che noi pensiamo possa far parte della Nazionale – diceva Spalletti all'inizio di settembre – è codificabile cosa sa fare e il suo apporto, mentre Fagioli e Ricci hanno possibilità di un cambiamento totale nel giocare, hanno iniziato adesso e stanno crescendo. Devono ancora far vedere il loro livello e questo è un po’ il ragionamento”.