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Italy v Norway - FIFA World Cup 2026 QualifierGetty Images Sport

Gattuso e le possibili novità dell'Italia agli spareggi: "Palestra, Zaniolo e altri 4-5 nomi, li stiamo osservando tutti"

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A tre mesi circa dall'inizio degli spareggi che condurranno ai Mondiali, Rino Gattuso ha rilasciato una lunga intervista a VivoAzzurro TV. Con il focus, naturalmente, orientato proprio alla sfida contro l'Irlanda del Nord.

Il commissario tecnico dell'Italia ha parlato del modo in cui approccerà la gara da dentro o fuori, ma non solo: anche dei suoi primi mesi alla guida degli azzurri, sul perché mai abbia accettato una simile patata bollente, su che cosa abbia cercato di trasmettere ai propri calciatori.

Ecco dunque le parole di Gattuso nell'intervista a VivoAzzurro TV.

  • "CHI ME L'HA FATTO FARE? SI VIVE UNA VOLTA SOLA"

    "Ho detto subito di sì. Sono fatto così caratterialmente. Non sono stato là a vedere quali erano i pro e i contro. Però con la consapevolezza di essermi preso una grande responsabilità, tuttora la sento. Sapevo che non era facile, ma in sei partite abbiamo sbagliato un secondo tempo. I giocatori mi hanno dato tutto. Fra tre mesi si giochiamo qualcosa di importante, la nazione ci sta aspettando, ma ci vogliono tranquillità, la giusta mentalità, l'amor proprio per questa maglia. E vediamo di farci trovare pronti.

    Chi me lo ha fatto fare? Si vive una volta sola. Quando ti arriva un'occasione così, specialmente per quello che ho vissuto io con questa maglia... Me la sentivo, ho accettato e non me ne pento. Sono orgoglioso di rappresentare il mio paese. Guardiamo avanti con grande tranquillità, ci giochiamo tanto ma bisogna dare il 100%, chiuderci a riccio e fare gruppo. E se succederà quello che non deve succedere, io mi assumerò le mie responsabilità e ci metterò la faccia. Ma non voglio pensare in negativo".

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  • I PRIMI MESI DI GATTUSO

    "Se sono riuscito a entrare nella testa dei giocatori? Penso di sì. Tranne il secondo tipo con la Norvegia, la squadra si è sempre fatta trovare pronta. Ho visto grande senso d'appartenenza, e non sono frasi fatte: lo credo veramente. Ho trovato un gruppo di ragazzi che stanno cercando di dare tutto quello che hanno.

    Penso che abbiano dato più loro che io. Io e il mio staff gli abbiamo fatto capire l'importanza della maglia, di fare qualche sacrificio. Anche se la priorità ce l'hanno i club. I ragazzi me l'hanno dimostrato e spero lo faranno ancora.

    La magia che vorrei fare? Andare al Mondiale, il chiodo fisso è quello. Tornare dove siamo stati per tantissimi anni, anche da protagonisti. Ma serve senso d'appartenenza, il volerlo a tutti i costi, e non vedere i fantasmi alle prime difficoltà".

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  • Northern Ireland v Slovakia - FIFA World Cup 2026 QualifierGetty Images Sport

    SULL'IRLANDA DEL NORD

    "Dobbiamo pensare solo all'Irlanda del Nord, poi quello che verrà ce lo dovremo conquistare solo sul campo. Senza commettere l'errore che abbiamo commesso quattro anni fa. Il calcio moderno si tocca con mano, le partite facili ormai non esistono più. L'importante è non andare in down quando succede qualcosa di negativo, ma avere continuità per 90-95 minuti".

  • VERSO GLI SPAREGGI

    "Come vivrò questi tre mesi? Lavorando, girando, vedendo partite. Vedere gli avversari che caratteristiche hanno, vediamo se cambieranno qualcosa ma la vedo difficile: hanno il DNA di una squadra fisica, che non molla mai, molto difficile sui calci piazzati, che gioca sempre sulle seconde palle. Ci vorrà una grande Italia, che colmi il gap con la loro mentalità.

    Io la vivrò alla giornata, non sono più il Gattuso di una volta che aveva un obiettivo e mi preparavo solo per quello. Oggi faccio un lavoro diverso. Sono il primo che deve dare tranquillità e commettere meno errori possibili. Ho tanto da fare e se penso adesso alla partita di marzo ci arrivo non lucido. Andremo a vedere le cose che propone il nostro calcio, le scelte che dovremo fare, e poi quando arriverà il momento ci prepareremo per la partita".

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  • COSA INVIDIA AL GATTUSO DI UNA VOLTA

    "Nulla. Mi sento un privilegiato, un uomo molto fortunato. Ho la possibilità di allenare la Nazionale italiana, milioni di persone vorrebbero trovarsi al mio posto. Ho tante responsabilità, ma le avevo anche a 12 anni quando sono andato a Perugia e non potevo tornare a casa sennò avrei fallito. La pressione dura da un po' di anni".

  • Palestra CagliariGetty

    POSSIBILI NOVITÀ PER MARZO

    "Se ci possono essere degli inserimenti di giocatori nuovi per marzo? Perché no? Vediamo, ci sono tre mesi di tempo. Oggi ci sono giocatori che stanno facendo bene: c'è Palestra, c'è Zaniolo, lui non è più giovane però sta facendo cose buone. Ma potrei stare qua a dire altri 4-5 nomi. Li stiamo osservando tutti".

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  • IL RAPPORTO COI GIOCATORI

    "Li sento spesso i miei ragazzi, ma non solo i veterani, quasi tutti. Mi piace chiamarli, chiacchierare, sto a contatto con loro. Io ho fatto poco, ho dato loro grandi responsabilità e ho fatto capire che l'andazzo doveva cambiare. Ho apprezzato molto i sacrifici, Tonali che è rimasto, Bastoni... Mi trovo bene. Non è facile andare via dai club, venire. Quando non stai bene i club ti rivogliono. Calafiori ad esempio è stato male, con la Norvegia non era disponibile ma è rimasto tutto il tempo con noi. Ma le abbiamo vissute anche noi queste pressioni. Quando sono caduto dalla panchina a Trieste mi sono spaccato la mano ma sono rimasto, un'altra volta sono arrivato con le stampelle a Coverciano. Ma è giusto così, se vuoi creare un gruppo bisogna fare così: non puoi stare solo 3-4 volte insieme".

  • LE PAROLE DI LIPPI

    "Si rivede in me. Lo ringrazio. Tanto copia e incolla su tante cose, sulla gestione, su come gestiva lui, non nego di averle messe in pratica. L'essere coerente, vero: per riuscire a creare quello che ha creato lui c'è solo quella strada. La strada di creare un gruppo, dare quella fiducia in più a un giocatore in difficoltà, quando uno pensa di non farcela. Lui su questo è stato un maestro".

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