Antonio Contesi è discretamente sfogato dopo la clamorosa debacle del Napoli in casa del PSV, parlando del mercato, di situazioni "montate in modo spudorato" e di come sia difficile inserire 9 giocatori nuovi. Ma la realtà, apparentemente, sembra ricalcare gran parte della sua carriera di allenatore.
Conte ha vinto parecchio in patria. Solo pochi mesi fa ha regalato al Napoli il quarto Scudetto della sua storia, un trionfo difficilmente ipotizzabile a un certo punto della stagione. E in precedenza aveva dato il via al ciclo della Juventus e poi a quello dell'Inter, poi portati avanti rispettivamente da Massimiliano Allegri a Torino e da Simone Inzaghi a Milano. Cinque Scudetti più un altro campionato vinto fuori dall'Italia (al Chelsea) rappresentano la garanzia di trovarsi di fronte a un vincente.
Però c'è un però. E questo però risiede in Europa. In campo internazionale, le squadre di Conte per un motivo o per un altro faticano parecchio. Era già accaduto proprio alla Juventus e all'Inter, si sta ripetendo al Napoli: il clamoroso ko di Eindhoven, dopo quello di Manchester e la vittoria sofferta con lo Sporting, ha già provocato scricchiolii sinistri in una squadra già battuta a Torino pochi giorni prima.
Da qui, in attesa di capire come effettivamente si snoderà il cammino del Napoli in Champions League, è arrivata un'ulteriore conferma di quel che già si era capito: Conte e l'Europa proprio non riescono a prendersi. È un'antipatia reciproca a pelle, una chimica che proprio non vuole scattare. E i precedenti in questo senso non mancano di certo.
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