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Lyle Foster, Burnley, September 2023Backpagepix

Foster si ferma per curare la propria salute mentale: tutto il sostegno del Burnley

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Lyle Foster, attaccante del Burnley e del Sudafrica, è costretto a fermarsi. Alla base dello stop non c'è un classico infortunio ma un problema altrettanto delicato.

Qualche mese fa lo stesso Foster aveva confessato di soffrire di depressione. Problema a quanto pare purtroppo non ancora superato.

Il Burnley infatti, tramite una nota ufficiale, ha annunciato che Foster si fermerà per curare la sua salute mentale.

  • IL COMUNICATO DEL BURNLEY

    Il club, come detto, ha pubblicato un comunicato sul proprio sito ufficiale spiegando che "recentemente, Lyle ci ha fatto sapere che continua a convivere con problemi legati al suo benessere mentale e ha chiesto aiuto".

    La dichiarazione è stata rilasciata "a nome di Lyle Foster e della sua famiglia" per "condividere un aggiornamento sulla malattia di Lyle".

    Il giocatore "attualmente è affidato alle cure di specialisti che gli danno il supporto e le cure di cui ha bisogno per aiutarlo a tornare in piena salute. Con l'amore e il sostegno della sua famiglia e di tutti al Burnley Football Club, faremo tutto il possibile per fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno per stare meglio".

    La società ha chiesto alle persone di "rispettare la privacy di Lyle" aggiungendo che "non faranno più commenti fino a nuovo avviso".

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  • LA DEPRESSIONE

    Foster, che solo un paio di settimane fa ha rinnovato il contratto col Burnley fino al 2028 e ha 23 anni, lo scorso luglio aveva parlato per la prima volta dei suoi problemi iniziati quando ancora giocava nel Westerlo: "Ero nel mio appartamento da solo. Mi sono reso conto di provare un enorme senso di solitudine. Mi sentivo come se non potessi esprimermi davvero con i miei compagni di squadra. Era molto più difficile stare con loro e fare le cose che dovrebbero fare i calciatori. Cercavo semplicemente di andare ad allenarmi, giocare e onestamente la cosa migliore da fare in quel momento della mia vita era tornare a casa e dormire. Non c'era una vera eccitazione o attesa per qualcosa. È stato allora che ho capito che ero nei guai e sono andato un po' nel panico. Non sapevo cosa stesse succedendo o come affrontarlo perché era la prima volta che mi trovavo in una posizione del genere".

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