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Fonseca desktopGetty Images

Fonseca sincero: "Siamo lontani dal Milan che voglio, difensivamente non siamo cresciuti tanto"

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Dopo l'Inter, il Lecce. L'euforia della vittoria nel derby è già alle spalle, nonostante siano trascorsi appena quattro giorni: Paulo Fonseca ha presentato in conferenza stampa la prossima sfida del Milan, in programma venerdì sera contro i salentini.

Partita in vista della quale è in dubbio Alvaro Morata, vittima di una borsite: è questo uno dei temi affrontati da Fonseca di fronte ai giornalisti presenti nella sala stampa di Milanello.

Ma gli argomenti di discussione sono stati tanti e variegati: tra questi, quello relativo a un Milan ancora lontano dalla concezione di calcio del portoghese.

  • SU LEÃO

    "Stiamo lavorando molto anche individualmente con Rafa, difensivamente. Lui pressa, torna, può fare meglio ma sta crescendo dal punto di vista difensivo. Nel derby siamo stati una squadra, lui incluso. Ha avuto tre opportunità per essere decisivo. Per me sta facendo un buon lavoro, giocando di squadra, e per me è la cosa più importante in questo momento".

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  • A CHE PUNTO È IL MILAN DI FONSECA

    "Percentuale non lo so, ma siamo lontani. Difensivamente non penso che la squadra sia cresciuta tanto, anche se siamo più vicini a quello che penso che questa squadra possa fare. Difensivamente mi piacerebbe vedere altre cose, ma queste sono le caratteristiche dei giocatori. Offensivamente penso che dobbiamo crescere tanto. Stiamo lavorando per farlo, ma c'è tanto da migliorare".

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  • L'ANEDDOTO COL FIGLIO

    "Ora mi considerano un genio? Noi latini siamo così, i portoghesi sono uguali. Io sono stato in una piazza che era così: se vinciamo siamo i migliori, se perdiamo... non voglio dire questa parola (ride, ndr). Un giorno, quand'ero in Portogallo, sono uscito dallo stadio con mio figlio di 12 anni. Lui mi diceva: papà, i tifosi sono arrabbiati con te. E io gli ho risposto: oggi sono arrabbiati, domani batteranno le mani. Nel calcio è normale, il calcio è emozione, ci sono momenti di allegria e di tristezza. Capisco questa irrazionalità, è l'amore dei tifosi".

  • IL TURNOVER

    "Mi piace farlo, anche perché ho fiducia in tutti i giocatori, ma dobbiamo capire il momento. E adesso non è il momento di cambiare troppo: ora dobbiamo avere continuità, stabilizzare la squadra. In futuro non potremo giocare sempre con gli stessi di tre in tre giorni. Ora non siamo la squadra che penso che possiamo essere, per cui è più difficile cambiare.

    La difesa? Non ho la preoccupazione di cambiare. Gabbia sta giocando perché merita di giocare, è uno dei più forti con la palla, a costruire. Ma è anche un giocatore che orienta molto bene la squadra, la linea difensiva, accorciare, scivolare. Ha un gioco posizionale molto forte. Domani giocheranno lui e Tomori per avere continuità, col Bayer vedremo".

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  • SU CHUKWUEZE

    "Chukwu ha fatto un precampionato molto buono in partite in cui c'erano spazi. Contro Torino e Lazio non ha fatto bene come nella preseason. Ma non è un problema di qualità, è un problema di fiducia. Lui ha bisogno di giocare. Deve trovare spazi, prendere decisioni veloci. Contro l'Inter è entrato bene, ma in un contesto di più spazio. Deve crescere nel contesto di partite come quella di domani".

  • SU REIJNDERS

    "Tiji è un giocatore unico, non c'è nella nostra squadra un giocatore con queste caratteristiche. Ma io non penso a un futuro senza di lui, solo alla prossima partita. Vedremo se mancherà cosa potremo fare.

    Lui può ricoprire diverse posizioni a centrocampo, è importante anche nei momenti di pressioni vicino a Fofana. Gioca molto bene tra le linee, con l'Inter ha giocato una bellissima partita".

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