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Fonseca attacco Milan GFXGOAL

Fonseca osa e vince il derby: il Milan può continuare a giocare con questo modulo offensivo?

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Quando il coraggio premia.

Ne è la riprova Paulo Fonseca, capace di presentare al derby un Milan totalmente ribaltato - nelle idee e nella mente - nel giro di pochi giorni.

L'allenatore portoghese ha scelto di giocarsi il futuro varando un Diavolo iper offensivo ed è stato ripagato, portandosi a casa in un colpo solo scalpo dell'Inter e conferma in panchina.

Ma il 4-4-2 a trazione anteriore varato contro i nerazzurri può essere una soluzione permanente?

  • IL 4-4-2 DI FONSECA PER IL DERBY

    Fonseca, dopo il brutto ko col Liverpool in Champions, ha fatto 'all in': 4-4-2 che sa di 4-2-4 e nulla da perdere in una stracittadina dove il Milan si è presentato con tutto il proprio arsenale offensivo dal primo minuto.

    Abraham in coppia con Morata, Leao e Pulisic esterni di un centrocampo sorretto da Reijnders e Fofana: sulla carta un azzardo, nella realtà la mossa che ha colto di sorpresa una macchina dai meccanismi praticamente perfetti come quella di Simone Inzaghi e fornito la scossa necessaria a far tenere stretto il Diavolo al lusitano.

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  • IL MILAN PUÒ GIOCARE CON QUESTO MODULO?

    La risposta, a giudicare dalla prestazione sfoderata nel derby da Theo Hernandez e soci, è inevitabilmente sì. Il Milan, nonostante sia sceso in campo con uomini dalle caratteristiche spiccatamente votate all'attacco, nell'arco dei 90 minuti si è dimostrato anche solido e capace di restare corto tra i reparti.

    Sì a patto che però la notte vissuta coi cugini non resti un episodio e che le venga data continuità in termini di applicazione, l'unica strada percorribile quando si opta per un atteggiamento sbilanciato.

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  • APPROCCIO FONDAMENTALE

    Molto lo ha fatto l'approccio al derby della squadra, necessario per evitare imbarcate e dare una risposta alle critiche di chi immaginava Fonseca al capolinea: spirito di sacrificio, doppia fase eseguita a dovere, gestione e letture corrette hanno dato ragione a Fonsca.

    Chi immaginava un Milan troppo 'garibaldino' e potenzialmente esposto a figuracce è stato smentito dal prato di San Siro, sul quale i rossoneri si sono mossi come se schierati con questo schema da sempre.

  • L'IMPORTANZA DI REIJNDERS

    Se davanti la coppia Abraham-Morata ha lavorato per la squadra e messo pressione ai centrali interisti, mostrandosi complementare e in grado di coesistere, enorme è stato anche il lavoro dei due mediani scelti a protezione di una difesa promossa in blocco (bene anche Emerson Royal) e delle bocche da fuoco: Reijnders e Fofana.

    L'ex Monaco ha offerto una prova granitica, correndo in lungo e in largo e aggiudicandosi il confronto con Calhanoglu e soci, mentre l'olandese ha acceso la luce. Chi lo vede un '10' moderno, chi un '8': Reijnders ha mixato entrambi i ruoli, dettando i tempi della manovra e garantendo quantità in non possesso.

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  • E LEAO?

    Infine Leao, schierato da centrocampista di sinistra e dunque - per necessità tattiche - più lontano dall'area. Il portoghese si è mostrato come spesso avviene croce e delizia, ritagliandosi opportunità per far male ma poco cattivo negli ultimi metri.

    Sui piedi e sulla testa del 10 (nel secondo caso bravo Sommer) nella ripresa gli sono capitati palloni ghiottissimi con cui sull'1-1 poter riportare avanti il Milan, ma Rafa li ha cestinati sulla scia della solita altalena di rendimento offerta nei 90'.

    Detto ciò, se il Milan è riuscito a garantirsi equilibrio con praticamente 4 attaccanti in campo dall'inizio, il merito è anche di Leao: sull'out mancino il portoghese ha spesso ripiegato e dato manforte a Theo, agevolando la mossa derby compiuta da Fonseca. Al netto degli ormai abituali e inspiegabili momenti di svogliatezza.

  • COL LECCE ANCORA 4-4-2?

    Il calendario del Milan, ora, prevede la sfida di venerdì sera a San Siro col Lecce: plausibile che Fonseca cavalchi l'onda del derby e lasci intatte le nuove certezze fornite dal successo con l'Inter, a maggior ragione a fronte di una rivale sulla carta inferiore e contro cui fare la partita. Poi però torna la Champions e si va a Leverkusen, nella tana del Bayer di Xabi Alonso, in una notte che avrà il sapore dell'esame.

    E allora, in attesa del match coi salentini, la settimana inizia con un rebus: il Milan ha trovato la quadra?

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