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Cesc Fabregas Como JuventusGetty Images

Fàbregas senza giri di parole: "Ci sono cose che non si possono combattere, avete visto tutti il rigore non dato"

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Non basta una grandissima partita del Como al Sinigaglia contro la Juventus: l'anticipo del venerdì che apre la 24esima giornata termina con la vittoria dei bianconeri.

Al termine del match Cesc Fabregas sbotta ai microfoni per la mancata assegnazione di un calcio di rigore: "Noi abbiamo giocato bene, ma certe cose non si possono combattere".

Di seguito tutte le parole del tecnico spagnolo ai microfoni di Sky.

  • "CI SONO COSE CHE NON SI POSSONO COMBATTERE"

    "Bella prestazione? Sono soddisfatto della prestazione, non meritavamo di perdere. La squadra ha saputo gestire il dominio, cosa che non avevamo fatto contro Milan e Atalanta.

    Ci sono cose che non si possono combattere, come l’episodio del calcio di rigore."

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  • "È UN RIGORE CHIARISSIMO"

    "Bisogna interpretare? Non c’è nessuna interpretazione. È un rigore chiarissimo. Douvikas prende la palla con il petto e se Gatti non la tocca di mano, lui va davanti al portiere con un’occasione nettissima per vincere la partita. Invece vai a casa con zero punti, con l’aria da stupido. Ma oggi non sto zitto: è già successo in passato, come il fallo di Gigot su Paz contro la Lazio. Non dico che era rosso diretto, ma sicuro fallo e almeno giallo, non fischia niente e perdo un giocatore importante per tre partite. Poi contro il Milan: fallo netto in mezzo al campo non fischiato, poi arriva il corner e loro pareggiano, dandogli un’opportunità. Contro l’Udinese viene espulso Goldaniga per niente. Poi ancora contro la Lazio, con Pellegrini non espulso per seconda ammonizione."

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  • "NE HO ABBASTANZA: DEVO DIFENDERE IL COMO"

    "Ne ho abbastanza: parlo per difendere il Como. Siamo 80 mila persone. Siamo una piccola città ma adesso basta. Non è colpa dell’arbitro perché non vede. Il dubbio viene dal VAR che non lo chiama."

    E ancora: "Che tipo di dubbi ho? Dubbi su come il VAR gestisce la partita".

  • "NON SONO L'ULTIMO ARRIVATO"

    "Non ci sono retropensieri qua in Italia? Sono qua da due anni e mezzo, non sono arrivato adesso. Inutile che interpetate. Non sto attaccando il calcio italiano, io parlo del calcio in generale visto che queste cose succedono anche in Europa e negli altri campionati. Però, o è rigore o non è rigore e questo lo è".

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