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Fabio Cannavaro Guangzhou EvergrandeGetty Images

Fabio Cannavaro prima dell'Udinese: dove allenava, con che modulo gioca e l'ultima esperienza durata 5 mesi

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L'Udinese ha scelto Fabio Cannavaro. Sarà il campione del mondo 2006 a sostituire Gabriele Cioffi, che paga con l'esonero la tremenda sconfitta maturata al terzo minuto di recupero in casa del Verona e, in generale, la precaria classifica dei friulani.

Cannavaro, che da allenatore non ha avuto lo stesso successo ottenuto da calciatore, si prepara così a guidare una squadra di Serie A per la prima volta. E a tornare in panchina dopo più di un anno dalla sua ultima esperienza, durata appena cinque mesi prima dell'esonero.

Ma dove allenava Cannavaro prima di essere scelto dall'Udinese? Qual è il suo curriculum da allenatore? Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo allenatore dei friulani.

  • LA DELUSIONE DI BENEVENTO

    L'ultima avventura di Cannavaro è stata in Serie B, al Benevento: i sanniti, reduci da una mancata promozione che a sua volta seguiva la retrocessione del 2021, lo hanno scelto in sostituzione di Fabio Caserta dopo poche giornate dall'inizio del campionato.

    Cannavaro ha preso il posto di Caserta dopo sei turni: il suo predecessore aveva fin lì collezionato due vittorie, ma anche tre sconfitte e un pareggio. Risultati altalenanti che avevano convinto la dirigenza a cambiare.

    Ma l'esperienza di Cannavaro a Benevento si è rivelata fallimentare: tre vittorie, sette pareggi e sette sconfitte. Il primo successo è arrivato contro la SPAL dell'amico Daniele De Rossi (2-1). Poi i colpi in serie contro Parma e Benevento. Ma all'inizio di febbraio 2023, dopo un ko per 1-0 a Frosinone, è arrivato l'esonero.

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  • LE AVVENTURE ESOTICHE

    Prima di Benevento, Cannavaro non aveva mai allenato in Italia. La sua carriera si è snodata principalmente in Cina: prima al Guangzhou Evergrande, che negli anni d'oro pre ridimensionamento era la formazione guida del calcio locale, e poi anche come commissario tecnico ad interim della Cina al posto del mentore Marcello Lippi.

    Dopo aver iniziato come vice all'Al Ahli, formazione saudita dove aveva chiuso la carriera da calciatore dopo la Juventus, e proprio all'Evergrande, Cannavaro ha avuto la prima vera chance all'Al Nassr, in Arabia Saudita: non erano ancora gli anni di Cristiano Ronaldo e del boom del movimento. Avventura poco fortunata, durata dall'ottobre 2015 al febbraio 2016.

    Meglio al Tianjin Quanjian, portato dalla League One Cinese alla Chinese Super League nel 2016, e al Guangzhou Evergrande, dov'è tornato l'anno successivo conquistando il campionato nel 2019 e sfiorando il bis l'anno successivo (sconfitta in finale contro il Jiangsu Suning).

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  • COME GIOCA CANNAVARO

    Cannavaro ha già sperimentato sia la difesa a quattro che la difesa a tre nel corso della propria carriera da allenatore. Con il primo modulo ha portato in alto il Guangzhou Evergrande, con il secondo si è presentato a Benevento, senza stravolgere il 3-4-2-1 con cui Caserta aveva iniziato il campionato 2022/2023.

    A un certo punto di quel torneo, però, Cannavaro è passato al 4-3-3 nel tentativo di migliorare una situazione che andava facendosi sempre più complicata: tentativo vano, se è vero che la sua avventura in Campania si è conclusa dopo pochi mesi.

    All'Udinese, insomma, Cannavaro potrebbe proseguire sulla strada tracciata da Cioffi, e dunque confermare la difesa a tre. Ma non è escluso il passaggio a un 4-3-3, con il mantenimento delle non poche mezzali presenti in rosa, l'arretramento di Ehizibue e Kamara (o Ebosele, o Zemura) in difesa e l'avanzamento nel tridente di Pereyra.

  • IL SOGNO NAPOLI

    Il sogno di Cannavaro, come confessato qualche giorno fa in un'intervista a Radio Serie A, è in realtà un altro: allenare il Napoli.

    "È solo una questione di tempo, so che se inizierò a fare questo lavoro mi verrà data sicuramente l’opportunità. Per quello che rappresento so di avere delle agevolazioni, perché è normale. Per chi ha fatto una carriera come la mia a volte è più semplice se dimostri quello che vali. Napoli è una squadra che tutti vorrebbero allenare gratis, ha una qualità tecnica superiore ad altre squadre. Ho sempre detto che la panchina del Napoli è un obiettivo. Quest’anno era un’idea più dei media che della società, però io vado avanti per la mia strada: non mi ha regalato mai niente nessuno, ho la testa dura e ho sempre sudato quello che ho avuto. Ero piccolino: ho sempre dovuto saltare più degli altri, correre e lottare di più. Sento ancora il fuoco dentro, quella è la voglia che mi fa stare sereno: aspettiamo".

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