Doveva essere una partita già importante, delicata, se non decisiva. Doveva, già. Solo che in Norvegia l'Italia, nell'esordio del girone di qualificazione che porterà ai Mondiali del 2026, in pratica non è nemmeno scesa in campo.
La figuraccia di Oslo rimarrà scolpita in negativo per parecchio tempo nella storia del nostro calcio. Proprio come quella contro la Svizzera di un anno fa, negli ottavi di finale degli Europei, altra umiliazione andata ben al di là del mero risultato finale.

Allora come oggi, in plancia di comando c'era Luciano Spalletti. Incapace di trovare soluzioni in Germania così come in Norvegia. Incapace di evitare che la barca azzurra affondasse miseramente. 0-2 là, 0-3 qui: poco cambia, alla fine.
Il mirino virtuale è già puntato nella direzione del commissario tecnico dopo la tremenda notte norvegese. Con una domanda implicita: è lui la guida tecnica giusta per questa Nazionale?
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