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Zhegrova David JuventusGetty Images

Errori decisivi in Juventus-Galatasaray, Zhegrova e David steccano la notte della rimonta sfiorata: il mercato bianconero finisce di nuovo sotto accusa

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Una rimonta solo sfiorata. Dopo il 5-2 dell’andata a Istanbul, la Juventus va vicinissima alla clamorosa qualificazione agli ottavi di Champions League ma deve arrendersi ai tempi supplementari sotto i colpi di Osimhen e Yilmaz, che regalano il pass al Galatasaray.

La serata dell’Allianz Stadium si chiude con un verdetto che va oltre il semplice risultato: il mercato estivo è di nuovo bocciato dal campo. 

Le prestazioni di Edon Zhegrova e Jonathan David, due fra gli investimenti più onerosi della nuova gestione Comolli, hanno inciso negativamente sul mancato raggiungimento della qualificazione e la realizzazione di un’impresa solo sfiorata, riaccendendo interrogativi su scelte che già nelle settimane precedenti avevano sollevato dubbi.

  • ZHEGROVA FALLISCE IL 4-0

    Nel corso di Juventus-Galatasaray, Zhegrova è stato al tempo stesso protagonista in positivo e negativo nelle fila bianconere. 

    L’intuizione di Luciano Spalletti, che lo ha schierato a destra assieme a Boga, scuote la partita: salta l’uomo, crea pericoli continui e partecipa in modo decisivo all’azione del 2-0 di Federico Gatti, tanto che per lunghi tratti sembra finalmente dare un senso all’investimento estivo che fin lì aveva prodotto più dubbi che risposte.

    Il momento simbolo della sua notte, però, resta l'occasionissima capitata al minuto 97: sul suo piede mancino, capita la palla del possibile 4-0, un vero e proprio match-ball qualificazione. La traiettoria si apre troppo, l’occasione sfuma e pochi minuti dopo Osimhen rovescia l’inerzia dei supplementari. 

    Una macchia indelebile, che pesa più della prestazione comunque brillante: Zhegrova chiude la serata sotto la Curva Sud, chiedendo scusa ai tifosi per l’errore.

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  • DAVID, TANTO LAVORO E TROPPI ERRORI

    La serata di Jonathan David conferma un trend delle ultime settimane: grande generosità, ma poca incisività davanti alla porta. 

    Nel primo tempo ha tra i piedi la palla del raddoppio, ma finisce per ‘litigare’ con il pallone; nella ripresa partecipa all’azione che porta al rigore conquistato da Khephren Thuram, ma il suo contributo offensivo resta insufficiente. 

    Il canadese appare spesso utile come raccordo, molto meno nel momento in cui deve attaccare lo spazio o finalizzare, con un’altra occasione pesante sprecata sul finire della prima frazione.

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  • INTERROGATIVI SULL’ATTACCO

    La prestazione di Jonathan David porta nuovamente al centro il tema del mercato bianconero: l’operazione che ha portato il canadese dal Lille a Torino, non sta restituendo ciò che era stato previsto. 

    La Juventus, che non è riuscita a cedere Vlahovic né a riportare Randal Kolo Muani sotto la Mole nonostante i dialoghi proseguiti con il Paris Saint-Germain, ha puntato su David per dare equilibrio e soluzioni offensive diverse. Ma la realtà del campo mostra un attacco che crea, si muove, lavora, ma non segna.

  • IL MERCATO SOTTO PROCESSO

    Le scelte estive, già messe in discussione nelle scorse settimane, trovano nella notte contro il Galatasaray un nuovo banco di prova fallito. 

    L’investimento su Zhegrova, frenato nella scorsa stagione da problemi fisici e caratterizzato da un avvio difficile, resta appeso a fiammate non ancora sufficienti a colmare l’assenza di continuità. 

    L’arrivo di David, pensato per dare profondità e movimenti moderni all’attacco, sta producendo parecchio lavoro oscuro e poche fiammate vere.

    A completare il quadro c’è il caso Openda, arrivato per 44 milioni totali dopo il mancato affondo su Kolo Muani, ma considerato da Tudor prima e da Spalletti poi solo un’alternativa, non un titolare in grado di spostare gli equilibri. 

    Ora il rischio per la Juventus è di ritrovarsi ancora una volta a rincorrere obiettivi cruciali affidandosi a giocatori che non hanno ancora dimostrato di poter rispondere al peso delle aspettative. La notte all’Allianz Stadium racconta una squadra capace di ritrovare orgoglio e intensità, ma allo stesso tempo mette a nudo le fragilità di un mercato che, quando serve il colpo decisivo, continua a non incidere.

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