Da questo punto di vista, poco è cambiato rispetto alla strepitosa seconda parte della scorsa stagione: è ancora e sempre la Roma di Matias Soulé. Uno degli uomini copertina della cavalcata che con Claudio Ranieri ha portato i giallorossi a un passo dalla rimonta Champions.
Nella prima amichevole davvero consistente del precampionato, in casa del Lens, l'ex bianconero ha fatto il bello e il cattivo tempo. Ha calciato la punizione da cui è scaturito il vantaggio di Mancini, ha segnato il raddoppio con un bel sinistro a giro dal limite, ha mandato in porta Baldanzi con un assist delizioso. Oltre a tante giocate di qualità.
Soulé, insomma, ha iniziato la nuova stagione come aveva finito la vecchia. Ce ne ha messo, l'argentino, per conquistare la Roma. Ma alla fine ce l'ha fatta, diventando un elemento imprescindibile e dividendo il peso della responsabilità qualitativa con Paulo Dybala.

Il problema è il solito: la coesistenza tra i due sudamericani. Nessuno dei tre allenatori che nel 2024/2025 si sono alternati sulla panchina della Roma (De Rossi, Juric, Ranieri) è riuscito a proporla con continuità. Ed è proprio questo uno dei dilemmi che Gian Piero Gasperini dovrà risolvere per costruire la miglior Roma possibile per la nuova annata.
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