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Lautaro Martinez Simone Inzaghi Inter 2024-2025Getty Images

Dubbi e tour de force: l'Inter è chiamata a fare l'Inter

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Il calcio, si sa, è volubile. Sia in termini di rose e schemi, che di giudizi.

E allora succede che se fino a pochi giorni fa l'Inter era data da tutti sul tetto d'Italia e d'Europa, oggi ci ritroviamo a parlare di una squadra che sembra aver perso entusiasmo e certezze.

Così proprio non è, occorre equilibrio, perché i nerazzurri sono giunti a fine aprile in corsa su tutto ed ora - pur ritrovandosi privi della possibilità di centrare il Triplete - hanno l'occasione e il dovere di dimostrare che i giudizi pre-Bologna erano corretti e veritieri. Di sicuro, però, Lautaro e soci dovranno far parlare il campo.


  • NON SI PUÒ BUTTARE TUTTO

    A ridosso di Pasqua eravamo qui a parlare di un'Inter in pole per vincere la Champions, favorita nel duello Scudetto col Napoli e con enormi chances di ripetere l'exploit 2009/2010 targato José Mourinho. E adesso?

    Adesso non si può buttare via tutto. No, perché nonostante il doppio passo falso compiuto contro Bologna e Milan la squadra di Simone Inzaghi rimane forte. Al netto di ciò che accadrà. Di sicuro i ko del Dall'Ara e nel derby hanno silenziato i proclami post Bayern, ma da qui ad azzerare elogi e convinzioni ce ne passa e risulterebbe poco corretto.

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  • INTER, FAI L'INTER

    L'aggancio del Napoli in vetta e l'uscita dalla Coppa Italia implicano una reazione immediata, anche perché tempo e calendario stringono e campionato e Champions sono giunte al più classico del 'tiriamo le somme'.

    Ragion per cui, a partire da domenica contro la Roma, l'Inter sarà chiamata a fare l'Inter e a dare un calcio a dubbi e critiche che l'hanno investita dal giorno di Pasqua ad oggi, rendendo le due sconfitte di fila un incidente di percorso a cui c'è modo per rimediare.

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  • ROMA E BARCA ESAMI VERITÀ

    Di sicuro, se fino a pochi giorni fa l'Inter avrebbe potuto approcciarsi all'infuocato rush finale in maniera più morbida e serena, ora le pressioni sono aumentate. Urge cancellare errori e passaggi a vuoto, raccogliere le idee e presentarsi al duplice impegno verità contro i giallorossi e al primo round delle semifinali Champions in casa del Barcellona 'cattivi' e affamati. Insomma, esami da non fallire.

  • L'INFERMERIA SI SVUOTA

    Un fattore chiave nella volata conclusiva che vedrà protagonista l'Inter è anche rappresentato dai recuperi degli infortunati, che - a meno di nuovi imprevisti - consentiranno a Inzaghi di ruotare con maggiore facilità gli uomini e di gestire nel modo giusto le energie venute meno tra Bologna e Milan.

    Dumfries e Zielinski ok, Marcus Thuram quasi (magari per Barcellona): pedine di qualità che tornano arruolabili, chi come titolare e chi come alternativa di livello da gettare nella mischia a partita in corso.

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  • L'IMPORTANZA DEI BIG

    Al netto del focus sulla tenuta fisica, occorrerà mostrare gli artigli soprattutto dal punto di vista mentale. La tanto sbandierata solidità dell'Inter di Inzaghi dovrà emergere più che mai, coi leader del gruppo dentro e fuori dal campo chiamati a caricarsi sulle spalle ambizioni e responsabilità lungo il doppio binario che conduce a Scudetto e Champions.

    A questa squadra di certo non mancano (da Sommer a Lautaro, dal trio Pavard-Acerbi-Bastoni a Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco), sono presenti in ogni ruolo e a partire dalla sfida con la Roma avranno i riflettori puntati addosso per capire quanto è giusto esaltarli e quanto - eventualmente - al contrario sarebbe opportuno abbassare asticella e profilo.

  • TORNARE A CORRERE

    Roma, Barça, Verona, di nuovo Barcellona, Torino, Lazio, Como e l'eventuale finale di Champions: questi gli ostacoli che separano i nerazzurri dal traguardo. Chi enorme, chi meno, chi abbordabile. Partite facili la stretta attualità ha insegnato che non esistono, ragion per cui la banda Inzaghi deve tornare a correre e riavvolgere il nastro alla magica notte che ha mandato a casa il Bayern. Resettare Bologna e Milan e ripartire, perché nonostante dubbi e tour de force l'Inter è sempre l'Inter.

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