Quando ancora la Serie A poteva permettersi di accogliere campioni al massimo del loro splendore e non più al tramonto, l'Inter di Massimo Moratti dettava legge sul mercato: il fiore all'occhiello della sua presidenza è senza dubbio Ronaldo, all'epoca il calciatore più forte del globo terracqueo.
Per strapparlo al Barcellona nell'estate 1997, Moratti sborsò qualcosa come 48 miliardi di lire (più altri 3 di indennizzo), il che rese il trasferimento di Ronaldo il più costoso nella storia del calcio.
Descrivere il brasiliano con una sola parola è del tutto impossibile: l'unica gioia in nerazzurro fu la Coppa UEFA del 1998, con l'iconico doppio passo che stese Marchegiani nella finale tutta italiana di Parigi contro la Lazio.
Più forte di Ronaldo, soltanto il gravissimo infortunio al ginocchio che lo tenne lontano dai campi per oltre un anno, prima di tornare ancora più forte e vincere un Mondiale da protagonista assoluto. Il trasferimento al Milan, nel gennaio 2007, incrinò un po' il rapporto col tifo nerazzurro, ricomposto dopo il ritiro con l'ammissione di 'colpa' che ha definitivamente riavvicinato le parti.