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Desiré Doue PSG GFXGOAL

Doué fa impazzire l'Inter: la finale di Champions ciliegina sulla stagione del crack

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Se sei nato nel 2005 e ti prendi con questa 'arroganza' la scena in una finale di Champions, non puoi che essere catalogato come fenomeno.

Nome e cognome dell'incipit da sogno corrispondono a quelli di Desiré Doué, passato nel giro di pochi mesi dall'essere un talento pronto ad esplodere a campioncino e trascinatore del PSG nel trionfocontro l'Inter.

Monaco di Baviera ha rappresentato l'apice di un crack graduale ma costante, coronato dalla conquista della Coppa più importante d'Europa - da assoluto protagonista - ad appena 19 anni.

  • LA DOPPIETTA DI DOUÉ IN PSG-INTER

    Le cose più importanti ai fini del risultato Doué le regala al 20' e al 63' della finale, ma non sono state le uniche.

    In primis assolo di Dembelé, testa alta e cambio di gioco ai 20 metri sul fronte opposto per l'arrivo del gioiellino di Luis Enrique, che addomestica e - complice la marcatura da matita blu di Dimarco - ha tutto il tempo e lo spazio per disegnare il destro (contrato dal mancino di Inzaghi) che trafigge Sommer e vale il 2-0, legittimando il dominio bavarese dei parigini.

    Nella ripresa, invece, ancora un suggerimento al bacio di Vitinha dopo un tacco illuminante dell'ex Barça ed incursione vincente a battere il portiere svizzero sul primo palo. Estasi fino al 65', momento del cambio con annessa standing ovation.

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  • Doue PSG InterGetty Images

    FINALE DA IMPAZZIRE

    La prestazione di Doué contro l'Inter, come detto, non si riduce esclusivamente al goal: serpentine, strappi, dribbling nello stretto e una capacità balistica nell'andare al tiro rara da ammirare. Desiré si è messo spesso in proprio facendo impazzire la difesa nerazzurra, rivelandosi - in linea con quanto accaduto a più riprese in questa Champions - un incubo per gli avversari.

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  • SCALATA CHAMPIONS

    Il bottino del 2024/2025 da favola di Doué si è attestato sui 15 goal e 15 assist in 54 presenze, con 5 centri e 3 passaggi decisivi confezionati nel percorso continentale di un gruppo reso squadra da personalità e idee di Lucho.

    Salisburgo la vittima ai gironi, il Brest agli ottavi, ma soprattutto l'Aston Villa nell'andata dei quarti: suo il timbro da incorniciare (conclusione a giro) valso l'1-1, che ha impedito agli inglesi di proteggere l'inatteso vantaggio di Rogers maturato al Parco dei Principi e spianare la strada alla rimonta parigina tradotta in 3-1.

    Goal e assist a parte, per colui che appare un autentico predestinato prova super anche ad Anfield contro il Liverpool e contributo chiave nella doppia semifinale con l'Arsenal.

    Monaco, ovviamente, è attualità strettissima e da stropicciarsi gli occhi.

  • Doue PSG InterGetty Images

    DAI DUBBI ALL'APOTEOSI

    E pensare che la scorsa estate, riferendoci ad un 2005 arrivato dal Rennes, risultava complicato immaginare Doué titolarissimo di un PSG zeppo di stelle e talenti già rodati. Invece mesi, exploit e lavoro hanno dato ragione al golden boy nascente del calcio francese ed europeo, che grazie alla rete rifilata all'Inter è diventato il più giovane giocatore d'Oltralpe a segnare in una finale di Champions League.

    Nel tridente varato da Luis Enrique (eccelso nel gestirne la maturazione in barba ai dubbi iniziali della piazza) il suo nome veniva dopo quello di Bradley Barcola, che lo ha sostituito a Monaco e scavalcato nelle gerarchie con un'esplosione impossibile da non premiare se non con un inserimento in pianta stabile nell'11 di partenza, a cui si è aggiunto l'acquisto di Khvicha Kvaratskhelia a comporre un tridente senza riferimenti con Desiré e Dembelé.

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  • 50 MILIONI DI MOTIVI PER ESSERE DA PSG

    Al-Khelaifi, per consegnarlo al tecnico spagnolo, ha messo mano al portafogli senza badare a spese: 50 milioni per Doué e casse del Rennes - club in cui è cresciuto e da cui ha spiccato il volo fino alla notte da sogno di Monaco - ricchissime. Col senno di poi, coraggio premiato con interessi monstre.

    Colui che siede in panchina è l'artefice del Triplete del PSG e dell'esplosione di Doué, a 19 anni MVP e trascinatore in una finale di Champions. Chapeau.

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