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Pellegrini Barella RaspadoriGetty Images

Dilemma Italia, partner perfetto per Retegui cercasi: tra Pellegrini e Raspadori spunta la sorpresa Barella

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La base c'è, e dopo tutto quel che si è visto agli Europei e pure nei mesi precedenti è già un bel passo avanti. In soffitta gli esperimenti, la difesa a quattro diventata difesa a tre, poi di nuovo a quattro, poi di nuovo a tre, come una girandola impazzita: continuità, oggi, è la parola d'ordine dell'Italia.

C'è un portiere a cui difficilmente qualcuno soffierà il posto, ovvero Gigio Donnarumma. Ci sono tre difensori avanti a tutti gli altri, ovvero Di Lorenzo, Bastoni e Calafiori, con Buongiorno leggermente in seconda fila (ma stasera giocherà lui per l'indisponibilità dell'ex bolognese). Ci sono le frecce Cambiaso e Dimarco, l'intoccabile Barella, il ritrovato Tonali, la sorpresa Ricci (pure lui out contro Belgio e Francia).

E in attacco? C'è Mateo Retegui, il capocannoniere del campionato. E dietro di lui Moise Kean, che in un trionfo tricolore lo segue a breve distanza nella classifica dei cannonieri. Con buona pace dell'infortunato Scamacca, che solo pochi mesi fa era il centravanti designato dell'Italia agli Europei, le gerarchie attuali sono queste.

Manca una casella, e qui capire come sarà riempita diventa un pochino più complicato: chi è la seconda punta ideale della Nazionale, il partner perfetto di Retegui? Un dilemma che Spalletti si ritrova costretto a risolvere di volta in volta.

  • L'ALTERNNZA PELLEGRINI-RASPADORI

    Nelle quattro partite post Euro 2024, quelle che hanno consegnato agli occhi del popolo azzurro un'Italia nuova, fresca, brillante, in due si sono divisi egualmente la maglia numero 10: Lorenzo Pellegrini, che il 10 sulle spalle ce l'ha avuto veramente, e Giacomo Raspadori.

    Pellegrini è partito dall'inizio in Francia e poi contro il Belgio. In entrambe le occasioni non è andata bene: prestazione opaca a Parigi, espulsione all'Olimpico. Quella che di fatto ha cambiato da così a così una partita che l'Italia stava dominando, non solo ben giocando. Il tutto nel contesto di un avvio di stagione più difficoltoso che mai, tra i ben noti problemi della Roma e i fischi riservatigli dai propri tifosi.

    Nemmeno Raspadori sta vivendo un gran periodo a Napoli. La sua squadra è prima in classifica, sì, ma lui gioca poco o nulla: sei spezzoni di partita in campionato, di cui un paio da titolare, e zero reti. In questo scorcio di Nazionale ha fatto meglio di Pellegrini: guizzo vincente in Francia, assist per Di Lorenzo al ritorno contro Israele, dopo aver già propiziato il raddoppio di Kean all'andata.

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  • LA SORPRESA: BARELLA

    Contro il Belgio, però, giocherà con ogni probabilità uno che di mestiere non farebbe propriamente la seconda punta. Ma che, secondo Spalletti, ha tutte le carte in regola per farlo. Ve lo immaginate Nicolò Barella giostrare attorno e alle spalle di un centravanti?

    "Abbiamo bisogno di un giocatore che sa legare bene il centrocampo con le ripartenze della squadra, che sa scambiare la posizione e con attitudini offensive. Barella ha tutto questo, così come anche altri", ha detto il commissario tecnico nella conferenza stampa della vigilia. Aggiungendo che "per quello che chiedo io al trequartista lo è più Barella, Frattesi è più una mezzala. Quest'ultimo sa inserirsi benissimo, è una sua caratteristica".

    La possibilità di vedere proprio Frattesi in una posizione più avanzata rispetto al solito, come all'Europeo, sembra essere dunque scartata. Davide, come precisato da Spalletti, è una mezzala. Così come lo è Barella. Solo che uno ha le qualità anche per giostrare da seconda punta, l'altro evidentemente no. Sarà una soluzione permanente?

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  • 2024-10-14-italy-daniel-maldini(C)Getty images

    L'OUTSIDER: DANIEL MALDINI

    Parte in seconda o terza fila nelle gerarchie Daniel Maldini. Impossibile non notare quel che il figlio d'arte sta facendo al Monza da qualche tempo a questa parte. Dura, però, anche chiedere a Spalletti di dare immediatamente spazio e considerazione assoluta. Tempo al tempo.

    A vantaggio di Maldini, a differenza di alcuni concorrenti, gioca il ruolo. Nel senso che il giovane Daniel è davvero una seconda punta, un 10 che svaria per il campo e inventa. Non un centrocampista avanzato, non una mezzala riciclata. E se entra come ha fatto a Udine contro Israele, la notte del debutto in cui ha propiziato il poker di Di Lorenzo, pure lui può iniziare a sognare in grande.

  • GLI ESCLUSI POSSONO SPERARE?

    Chiusura con gli esclusi. Spalletti ha già spiegato tra le righe di non aver convocato Mattia Zaccagni e Matteo Politano prettamente per ragioni tattiche: si parla di esterni puri da tridente, e gli esterni puri da tridente difficilmente trovano spazio in un 3-5-2. Diversa è la situazione di Federico Chiesa: al Liverpool non gioca e da un mese e mezzo è ai box per infortunio.

    Li rivedremo in Nazionale? Tutto è possibile. Ma le porte, per il momento, sembrano essere piuttosto chiuse. Proprio perché Spalletti ha trovato un assetto tattico ideale con cui far rendere al meglio l'Italia e non è intenzionato a cambiarlo in corso d'opera.

    Chi può avere maggiori chances di rientrare nel giro azzurro, se mai troverà il modo di giustificare la propria permanenza a Liverpool, è Chiesa. Per due motivi: perché appena tre anni fa è stato pur sempre il simbolo dell'Italia campione d'Europa, e perché arriva da una stagione da seconda punta. La soluzione al dilemma potrebbe essere lui. Ma non certo oggi.

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