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Leao Di CanioGetty Images

Di Canio contro Leão: "Vinicius ha fame, non ha le canzoni rap di 8 ore come priorità"

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Vinicius Junior è campione d'Europa con il Real Madrid, dopo essere peraltro andato a segno nella sua seconda finale di Champions League. Rafael Leão, invece, ha appena concluso una stagione con molte più ombre che luci, almeno dal punto di vista individuale.

Notoriamente incostante, tanto da meritarsi le critiche di vorrebbe vederlo prendere definitivamente per mano il Milan, Leão si è guadagnato una bordata da parte di un opinionista che, come risaputo, quando prende di mira qualcuno non le manda certo a dire: Paolo Di Canio.

L'ex attaccante, in studio a Sky dopo la finale di Champions League vinta dal Real Madrid sul Borussia Dortmund, ha fatto un paragone proprio tra Vinicius Junior e Leão. E non è stato per nulla tenero con il portoghese.

  • "CANZONI RAP DI 8 ORE"

    "Hai capito la forma mentis, la fame e la rabbia di Vinicius? - riporta Calciomercato.com -Sicuramente ha i suoi hobby, si divertirà con gli amici e giocherà a play station come i ragazzi della sua età, ma non ha la priorità di sbrigarsi in allenamento perché deve registrare le canzoni rap di 8 ore, ponendo questo come priorità piuttosto che giocare".

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  • "TI DEVI RIPOSARE"

    Evidente il riferimento di Di Canio proprio a Leão, che come noto da qualche tempo è entrato nel mondo del rap, sua seconda vita dopo il calcio, tanto da aver già pubblicato due album:

    "Non è che ce l'ho con qualcuno, ma è uno spreco di energie a prescindere. Ti devi riposare e rigenerare".

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  • LE CRITICHE DI DI CANIO

    Non è la prima volta che Di Canio se la prende con Leão. A ottobre, dopo il ko del Milan in casa del PSG, aveva detto di lui:

    "Gli manca cattiveria, determinazione, non solo non fa goal ma non dà nemmeno la sensazione di fare goal. Da lui ci si aspetta una scintilla, anche solo concretizzare il volume di gioco".

    A gennaio, invece, ci era andato giù ancor più pesante parlando di "atteggiamento vergognoso":

    "Noi negli spogliatoi lo avremmo preso per un orecchio dicendogli che non andava bene così. Gli altri corrono indietro, sono in difficoltà e tu gigioneggi due, tre, cinque volte in una partita. Dopo le carezze, ora è arrivato il momento degli schiaffi".

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