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Berardi Verona SassuoloGetty Images

Dentro l'incubo di Domenico Berardi: tra un Sassuolo a rischio Serie B e l'addio agli Europei

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Quando Domenico Berardi si è accasciato al suolo, al quarto d'ora della ripresa di una partita che il Sassuolo era intenzionato non solo a non perdere, ma a portarsi a casa in maniera completa, è come se tutto l'ambiente fosse stato investito da un turning point. L'ennesimo di una stagione da incubo.

Berardi che si fa male,Berardi che si lesiona in maniera completa il tendine d'Achille, Berardi che salterà tutto il resto della stagione, è davvero un punto di svolta. In negativo, naturalmente. Perché c'è un Sassuolo con lui e un Sassuolo senza di lui, e questo è evidente anche senza analizzare i meri risultati: l'ultimo, lo 0-1 di domenica a Verona.

Mimmo è ripiombato nell'incubo. E con lui una squadra che, specialmente dopo il tonfo del Bentegodi, è ufficialmente piombata nella lotta per non retrocedere.

  • UNA DIFFERENZA ABISSALE

    C'è un Sassuolo senza Berardi e un Sassuolo con Berardi, dicevamo. Con il proprio simbolo e leader in campo, i neroverdi hanno conquistato 19 punti in 17 partite. Senza di lui, un solo punticino in 10 partite: l'1-1 contro il Torino del 10 febbraio.

    Una differenza di rendimento netta, quasi abissale. Un ruolino di marcia a due facce che certifica come non si possa, oggi, pensare a un Sassuolo di nuovo costretto a giocare senza Berardi, come già accaduto per quasi tutto il 2024. Eppure sarà così, fino alla conclusione della stagione e pure oltre.

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  • UOMO COPERTINA

    Eppure c'era un tempo, neppure troppo lontano, in cui Berardi era il calciatore italiano più in forma della Serie A. Pur giocando in un Sassuolo lontano parente di quello di De Zerbi, di Raspadori, di Locatelli, di Frattesi e di tutti i gioielli lasciati partire a peso d'oro verso le grandi della nostra Serie A.

    Ricordate com'è partito il mancino in campionato? Non giocando, ecco com'è partito. Voleva andarsene alla Juventus, per qualche settimana ha fatto le bizze, l'allora allenatore Alessio Dionisi non lo ha convocato nelle prime due giornate contro Atalanta e Napoli: due partite chiuse con altrettante sconfitte, manco a dirlo.

    Poi tutto si è ricomposto, Berardi ha capito che alla Juve non ci sarebbe andato e si è donato anima e corpo al Sassuolo. Come tutti gli anni. I risultati sono stati esaltanti: doppietta all'esordio stagionale contro il Verona, quattro goal nelle prime sei partite, i bianconeri puniti così come l'Inter, i due momenti collettivi più esaltanti di un'annata soffertissima.

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  • COSA NE SARÀ DEL SASSUOLO?

    Ecco perché il Sassuolo adesso trema davvero, dopo aver già fatto a meno di Berardi per un mese e mezzo (si è operato al menisco mediale del ginocchio a fine gennaio). La squadra appena presa in mano da Davide Ballardini non è inferiore alle concorrenti per la salvezza, guardando ai nomi presenti in rosa, ma sembra non poter fare a meno del proprio uomo guida. In poche parole: se manca Mimmo, sono guai serissimi.

    Mai come quest'anno i neroverdi rischiano seriamente di tornare in Serie B. Solo nell'anno d'esordio in A, il 2013/14, avevano dato una simile sensazione di fragilità. All'inizio le perdevano tutte, pian piano si sono ritrovati e hanno chiuso quartultimi, a più due sul Catania.

    Berardi, quell'anno, ha segnato 16 volte. Pur non avendo mai messo piede in Serie A prima d'allora. Ulteriore dimostrazione di come Ballardini dovrà trovare alternative credibili in assenza del proprio capitano: che si chiamino Castillejo o Defrel o Laurienté, tutti calciatori da rigenerare mentalmente, oltre al gioiellino Volpato.

  • ADDIO EUROPEI

    E poi, chiaro, c'è la questione Nazionale. Berardi è uno dei magnifici azzurri che avrebbero certamente trovato un seggiolino libero sull'aereo per gli Europei. Solo che ora, dopo quel che è accaduto al Bentegodi, sull'aereo diretto in Germania non ci salirà.

    La lesione completa del tendine d'Achille, confermata ufficialmente dal Sassuolo in un malinconico comunicato di un malinconico lunedì mattina, porterà a un'operazione chirurgica. E un'operazione porterà a un lungo periodo di stop (7-9 mesi). Stagione finita, ovviamente, e niente Europei. Il turning point peggiore possibile.

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