La strada che conduce dalla Serie A italiana alla Nemzeti Bajnokság I, ovvero la massima divisione del campionato ungherese, non è propriamente tra le più brevi.
E’ per tale motivo che lo scorso 5 settembre in molti sono rimasti sorpresi nell’apprendere dell’approdo di Dejan Stankovic sulla panchina del Ferencvaros.
E’ vero che era reduce da un’annata complicata alla guida della Sampdoria conclusasi con una dolorosa retrocessione, ma è altrettanto vero che la maggior parte dei problemi che avevano scandito la stagione dei blucerchiati, non erano certo dipesi da lui.
Il tecnico serbo ha deciso di ripartire da quella che da molti viene considerata la ‘periferia’ del calcio europeo, ovvero da un campionato non propriamente tra i più competitivi, ma la sua è stata una scelta evidentemente mirata.
Ha preso in consegna una squadra che da anni domina in Ungheria (sono cinque i campionati vinti consecutivamente) e che punta a togliersi soddisfazioni importanti in campo europeo.
Quello che insomma può sembrare ad una prima occhiata un passo indietro, potrebbe rivelarsi un importante passo in avanti.
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