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Allegri De ZerbiGetty/GOAL

De Zerbi risponde ad Allegri: "Se mi fermassi al risultato mi sentirei una merda"

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Allenatori, italiani, ex calciatori. I punti in comune tra Roberto De Zerbi e Massimiliano Allegri, probabilmente, finiscono qua.

L'attuale tecnico del Brighton, nella lunga intervista rilasciata a 'La Gazzetta dello Sport', ha infatti ribadito la distanza tra il suo modo di vedere il calcio e quello del collega livornese.

Il risultato, secondo De Zerbi, non è l'unica cosa che conta. Anzi. L'obiettivo è ovviamente quello di vincere ma non a tutti i costi e sempre seguendo il proprio stile di gioco.

  • "MI SENTIREI UNA MERDA"

    "Allegri dice che il calcio è semplice? Non condivido. Non può essere una cosa semplice quando si affrontano 22 uomini, con tutte le variabili del caso. Soprattutto, non penso che solo chi vince possa parlare. Credo che il risultato sia l’ultima cosa... Se perdo mi girano i coglioni, ma il risultato non giustifica tutto. Ho dato la mia vita per il calcio, se mi fermassi solo al risultato, a un rigore dentro o fuori. mi sentirei una merda. Io voglio vincere con il mio stile. Lo stile è quello che sei in quello che fai".

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  • Manuel Locatelli Juventus 2022-23Getty

    LOCATELLI E BERARDI TOP

    De Zerbi poi esalta due suoi ex giocatori, uno già alla Juventus e l'altro nel mirino dei bianconeri: "Locatelli me lo porterei ovunque. Così, Berardi: è come un bambino quando gioca a calcio. Vuole divertirsi. Bravissimo ragazzo, introverso come pochi"

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  • IL PRESENTE AL BRIGHTON

    Dopo la scorsa stagione, ora il Brighton di De Zerbi deve confermarsi pur avendo perso alcuni pezzi pregiati: "L’angoscia mi accompagna da sempre in questo mestiere. Al momento stiamo iniziando la stagione più importante, quella della conferma, e abbiamo perso tre giocatori determinanti, Mac Allister, Colwill e Caicedo. Ho detto ai miei che i grandi club comprano chi vogliono, ma non ci possono comprare l’anima. Quella non è in vendita. Il mio Brighton è la squadra che meno mi assomiglia calcisticamente ma più mi assomiglia come anima".

  • Guardiola De ZerbiGetty Images

    IL RAPPORTO CON GUARDIOLA

    De Zerbi può godere anche della stima di Pep Guardiola, da sempre un modello per il suo modo di fare giocare le squadre: "Posso sembrare uno molto pieno di sé, ma sono onesto e so che non sono arrivato fin qui per caso o per fortuna. So bene che quello fatto fino a ieri oggi non conta più niente. Lui è stato straordinario con me. Quando sono arrivato in Inghilterra mi ha telefonato: “Se hai bisogno di qualsiasi cosa non esitare a chiamarmi”. Un grandissimo gesto. All'arrivo qui ero uno zero. Ora siamo amici.  La sfida al suo City? Il dubbio con il mio staff era se scegliere il coraggio o l’attendismo. Alla fine ho lanciato il cellulare contro il muro, urlando ai miei: “Non ho buttato dieci anni della mia vita. Cazzo! Se perdiamo, lo voglio fare a modo mio. Ce la giochiamo. Aggrediremo il City nella sua area”. Non si era mai visto prima. Lì Pep disse "Adesso ci sarà un modo nuovo di giocare contro il City, un modo prima del Brighton e un modo dopo". Così ha detto".

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