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Al-Ain Juventus 19062025Getty Images

Dalla Champions a Washington: la Juventus torna solida in campo e fuori

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Dal restyling dirigenziale alla conferma di Igor Tudor, giungendo all'avvio super al Mondiale per Club.

La Juventus si riscopre solida, ponendo basi rese già concrete dalla qualificazione alla prossima Champions League strappata in extremis nel campionato appena andato in archivio.

All'Europa che conta si sono unite le novità dietro alla scrivania e la conferma di Igor Tudor, che col suo DNA ha riportato serenità, equilibrio e fame a tinte bianconere necessarie per gettarsi alle spalle un'annata in cui le premesse stavano rischiando di rivelarsi disattese.

Al-Ain travolto e partenza col botto negli USA, cavalcando l'onda favorevole del recentissimo passato: Madama is coming back.


  • AL DI LÀ DEL 5-0

    Seppur l'avversaria non è di quelle da ritenere masterclass, approcciare nel modo giusto una competizione è sempre fondamentale: sia come biglietto da visita, che per il prosieguo di un torneo nel quale - a detta del tecnico croato - la Juve non intende soltanto partecipare.

    Messaggio recepito a chiare lettere dalla squadra, coi dogmi impartiti da Tudor tradotti in un 5-0 che lascia poco spazio ai dubbi: la Signora ha azzannato la partita, travolto l'Al-Ain e mandato segnali al City, facendo capire che nel Gruppo G le big sono due.

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  • "VOGLIA DI VINCERE ED ENERGIA"

    Tudor, alla vigilia del match, a DAZN era stato chiaro:

    "Ci sono una buona energia, motivazione e voglia di ripartire".

    "Un allenatore deve sempre pensare in negativo, non deve rilassarsi e per natura vuole sempre vincere. Si vive di partita in partita, è giusto così è un mondo che va vissuto così e va trasmessa ai giocatori la voglia di vincere sempre".

    Pensieri mescolati alla soddisfazione per essersi visto affidare la panchina della sua ex squadra da calciatore a lungo termine: cocktail che, stando al verdetto emesso dal campo nella notte di Washington, appare riuscitissimo.

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  • CHAMPIONS, COMOLLI-CHIELLINI E TUDOR

    L'approdo in Champions all'ultima giornata, poi il rinnovo dell'allenatore, nel mezzo i cambiamenti in seno alla società: l'istituzione Giorgio Chiellini con maggiori poteri, Damien Comolli a raccogliere le redini di un progetto non riuscito a Cristiano Giuntoli, probabilmente l'arrivo di un nuovo direttore sportivo.

    La prima mossa dell'ex presidente del Tolosa è stata dare fiducia a Tudor, con contratto biennale e un'opzione per estenderlo fino al 2028: un'iniezione di certezza, esattamente ciò che serviva per evitare ulteriori ribaltoni, rivoluzioni e scossoni e tracciare una linea all'insegna della continuità.

    Ne vien così fuori che la prima al Mondiale per Club è stata ok, in linea col finale di campionato che ha portato in dote l'obiettivo - minimo o meno, questo è soggettivo - centrato e che consentirà di calcare il principale palcoscenico continentale anche nel 2025/2026.

  • PRESENTE E FUTURO AMBIZIOSI

    La cinquina all'Al-Ain, dunque, si rivela fondamentale non soltanto per la portata del risultato e per essere partiti col piede giusto nella nuova competizione FIFA, bensì si erge a timbro su un processo con cui la Juventus sta azzerando le scorie del mal riuscito binomio Giuntoli-Thiago Motta dandosi nuove sicurezze. E consentendosi di guardare a presente e ciò che verrà con ottimismo:

    "C'è un confronto quotidiano con Igor, le idee sono chiare - ha assicurato Chiello - C'è tutta la dirigenza che sta pensando al futuro, con i giusti tempi creeremo sicuramente una squadra competitiva".

    "Stiamo crescendo, le avversità della scorsa annata serviranno per il futuro, hanno una guida di leadership importante che è quella di Tudor, che negli ultimi mesi gli sta dando tanto, c'è grande fiducia in questo torneo e per la prossima stagione".

    Il primo mattoncino, sul prato verde, è stato posto a Washington.

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