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Elena Linari Italy Women 2025Getty Images

Da Linari e Boattin a Cantore e Di Guglielmo: perché le giocatrici italiane vanno all'estero? Non c'entra solo il calcio: cosa c'è dietro la scelta

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Non è soltanto una questione tecnica o di mercato. Da Elena Linari a Lisa Boattin, passando per Sofia Cantore e Lucia Di Guglielmo, il flusso delle calciatrici italiane verso l’estero racconta un cambiamento strutturale del movimento. 

L’ultima a partire è stata Di Guglielmo, volata a Washington dopo aver lasciato la Roma e firmato un quadriennale con il Washington Spirit

Alessandro Orlandi, fondatore e CEO di Assist Women, che ha curato le trattative delle sue assistite, ha confermato che “le leghe più importanti del mondo hanno messo gli occhi sulle giocatrici italiane” dopo l’Europeo estivo in cui le azzurre hanno sfiorato la finale.

  • DAI TOP CLUB EUROPEI ALLA NWSL: LA NUOVA MAPPA DELLE AZZURRE

    Il trasferimento di Di Guglielmo al Washington Spirit, campione della National Women's Soccer League nel 2021 e reduce da due finali playoff perse, è solo l’ultimo tassello. 

    Prima di lei Linari ha scelto il London City Lionesses, Boattin si è accasata all’Houston Dash, Cantore ha firmato sempre con il Washington Spirit, mentre Arianna Caruso ha accettato la proposta del Bayern Monaco.

    Secondo Orlandi, “le prime ad andare all’estero sono state Elena Linari, all’Atletico Madrid a vincere la Liga nel 2018/19, e poi in Premier League Aurora Galli, quasi cinque anni fa, all’Everton”. 

    Le scelte dei club stranieri, spiega ai microfoni del Corriere della Sera, sono state dettate “dalla loro leadership e non solo”.

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  • IL FILTRO DEI GBE CRITERIA

    Nel caso della Women’s Super League inglese, le italiane hanno superato i rigidi Gbe Criteria, passaggio obbligato per le straniere. 

    “Una sorta di imbuto nel quale i club della WSL selezionano e filtrano basandosi su criteri oggettivi quelle giocatrici straniere su cui vogliono puntare. La selezione si fonda su parametri precisi: presenze nelle leghe nazionali e internazionali, minuti giocati, posizione finale del club di appartenenza, percorso europeo, ranking del campionato e della nazionale”.

    Un riconoscimento che certifica il valore del percorso delle azzurre e che ne legittima l’approdo nei campionati più competitivi.

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  • CULTURA, VISIBILITÀ E STADI ICONICI

    Le motivazioni, però, non si fermano al campo. “Per prima cosa la cultura – prosegue Orlandi –. Ci sono Paesi in cui il calcio femminile è la normalità. Questo significa maggiore visibilità, più investimenti e contratti migliori”.

    All’estero le italiane trovano palcoscenici raramente disponibili in patria. Caruso ha iniziato la stagione con il Bayern davanti a 57mila spettatori all’Allianz Arena. 

    Linari ha giocato all’Emirates sold out con il London City Lionesses. Cantore e Di Guglielmo, a Washington, scendono in campo con una media superiore ai 13mila spettatori.

  • IL MODELLO PLAYER CARE: ASSISTENZA TOTALE

    Tra i fattori determinanti emerge il cosiddetto player care. 

    “Le società straniere hanno spesso un responsabile che permette alla calciatrice di pensare solo al campo. Una sorta di numero verde attivo h24”, racconta Orlandi.

    Prima della partenza, alle nuove arrivate viene inviato un dossier con i volti e i contatti di tutte le figure di riferimento, dal magazziniere all’allenatore, insieme a un piano dettagliato che comprende voli, hotel, nuove sim telefoniche e conti bancari già predisposti.

    "Una cura così maniacale non l’ho mai vista neanche nel calcio maschile”, sottolinea il CEO di Assist Women.

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  • ESPERIENZA DI VITA E CRESCITA PROFESSIONALE

    Alla base della scelta c’è anche una forte componente personale. “Le ragazze cercano ambienti che le stimolino e nei quali possano crescere”, afferma Orlandi, ricordando come molte di loro siano cresciute quando il calcio era soprattutto un fattore sociale, privo di reali incentivi economici.

    Caruso, capitano della Juventus, ha accettato il Bayern in 24 ore. Linari, a 31 anni, avrebbe potuto chiudere la carriera in Italia ma ha optato per Londra, considerata la capitale mondiale del calcio femminile. 

    Aurora Galli, dopo aver vinto tutto in Italia, all’Everton è diventata professionista con un anno di anticipo.

  • EFFETTI SULLA NAZIONALE E CRESCITA DEL SISTEMA

    La presenza delle Azzurre nei principali campionati esteri produce effetti anche sulla Nazionale, che beneficia di miglioramenti fisici e mentali delle proprie giocatrici. 

    L’Italia ha chiuso il 2025 con Juventus e Roma nella top 10 del ranking Fifa. Dopo l’Europeo in Svizzera, le azzurre sono state ricevute dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e hanno affrontato una tournée negli Stati Uniti con due amichevoli contro le padrone di casa. 

    L’ultima Supercoppa italiana è stata trasmessa in 159 Paesi e in cinque continenti.

    “La tournée è stata una vittoria per il nostro calcio, un bel segnale da parte della federazione – conclude Orlandi –. Se oggi le giocatrici italiane ricevono offerte dall’estero è un segnale di qualità del lavoro fatto fin qui. Il passo successivo sarà far sì che anche il campionato italiano possa diventare una destinazione ambita di pari livello”.

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