43 giorni sono già passati. 43 giorni dallo sfogo di Antonio Conte, 43 giorni dal punto più passo della stagione del Napoli. Non solo: anche dell'intera avventura partenopea dell'allenatore salentino, arrivato nell'estate del 2024 per rimettere assieme i cocci di una squadra distrutta e subito campione d'Italia.
Il 9 novembre, il Napoli e Conte si inchinavano al Bologna in casa sua. Perdendo non soltanto la partita: anche la faccia. Prestazione da dimenticare, il baby portiere avversario Pessina praticamente mai impegnato all'esordio in Serie A, un risultato che in pratica diventava la fotocopia di quel che si vedeva in campo: 2-0 per i felsinei, a segno tra il 50' e il 66' con Dallinga e poi con Lucumí. Con tanto di memorabile sfogo post partita dell'ex allenatore di Juventus e Inter.
43 giorni dopo, Napoli e Bologna si ritrovano una di fronte all'altra. In un altro stadio, in un'altra città, in un altro paese e pure in un'altra competizione. La squadra di Conte e quella di Vincenzo Italiano si giocano la Supercoppa Italiana a Riad e si sfidano per la seconda volta in stagione.
La prima, appunto, ha visto trionfare il tecnico rossoblù. Solo che quello era un altro Napoli. Da allora più di qualcosa è cambiato, ed è questo il vero pericolo per un Bologna sospeso tra il desiderio di fare il bis dopo la Coppa Italia e il timore concreto che quello sfogo di Conte abbia sortito effetti concreti nell'annata dei campioni d'Italia in carica.
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