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Vlahovic Juventus VeneziaGetty Images

Cosa succede ora tra Vlahovic e la Juventus: dalla cessione a gennaio all'addio in estate, gli scenari

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Segni due volte in pochi giorni, due reti peraltro pesantissime, e ti fischiano: certo che i meccanismi del calcio sono davvero strani. Poi, però, vai ad analizzare il contesto e scopri che dietro a quanto accaduto al termine di Juventus-Venezia tra Dusan Vlahovic e i tifosi della Juventus c'ètutto un sottofondo che parte da lontano.

Ricapitolando quanto accaduto: Vlahovic, proprio colui che ha segnato su rigore il 2-2 evitando alla Juve un'imbarazzante sconfitta casalinga e la perdita dell'imbattibilità in Serie A - per quel che può contare, considerata una classifica così scadente - si reca assieme ai compagni sotto la curva per salutare la gente. Un gesto di rito, nessuno ne ha voglia ma si fa così. Solo che finisce male, con insulti al serbo, che reagisce e con quel pollice alto fa capire senza troppi giri di parole il proprio pensiero.

Il problema, semmai, sarà capire cosa potrà accadere ora. Come verrà ricucito il rapporto tra Vlahovic e la tifoseria - o una sua parte - della Juventus? Quale sarà il futuro del serbo? Tutti aspetti che verranno analizzati oggi e pure domani, assieme a tutto ciò che nella squadra di Thiago Motta non sta andando: non poco.

  • IL PERCHÉ DEL NERVOSISMO

    Vlahovic è spesso nel mirino, sia in un senso positivo che negativo, per un semplice motivo: è uno degli uomini copertina della Juventus. Lo era con Massimiliano Allegri e il discorso non è cambiato dopo l'arrivo di Thiago Motta. Anche per la mancanza di un vero vice, considerando che Milik fin qui non si è mai visto.

    Per questo da lui ci si attende sempre qualcosa di più rispetto a quel che fin qui è stato di offrire: 7 goal in campionato non sono pochi, ma evidentemente le doppiette a Verona e Genoa e un altro paio di reti su rigore non possono bastare per giudicare con il pollice completamente in su - giusto per rimanere in tema - il primo scorcio della sua personale stagione. Anche in relazione ai goal sbagliati, non pochi, e a qualche prestazione opaca. Meglio in Champions League, questo sì: la grande notte di Lipsia, il guizzo contro il City, il rigore di Lille.

    Vlahovic, inoltre, è uno che fatica a tenersi dentro quel che sente di dover dire o fare. Accadeva un anno e mezzo fa, quando mostrava la maglia col proprio numero e nome nei giorni delle chiacchiere su un trasferimento al Chelsea. Ed è accaduto durante l'ultima sosta per le nazionali, con quel discorso sulla doppia punta e le fatiche in fase difensiva che qualche malumore l'ha creato.

    È accaduto, infine, sabato sera. Quando Vlahovic, già nervosissimo di suo dopo il 2-2 tanto da battibeccare con qualche veneziano e prendersi un'ammonizione, ha risposto alla contestazione dei tifosi. Con tutto ciò che ne è seguito.

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  • Vlahovic Juventus VeneziaGetty Images

    LE PAROLE DI MOTTA E DANILO

    Dell'episodio ha parlato al termine della partita Thiago Motta, che a Sky ha provato a minimizzare quanto accaduto dopo il 90'. Senza prendere posizione, dunque, né in un senso o nell'altro. E spostando il mirino sul desiderio di "cambiare questa situazione".

    "I tifosi hanno la libertà di esprimere le proprie emozioni. Il giocatore stesso è il primo a voler cambiare le cose. Succede, non è la prima volta e sicuramente non sarà l'ultima. Noi dobbiamo essere uniti per il bene della Juventus. Tutti vogliamo cambiare questa situazione".

    Diverso è stato invece il pensiero di Danilo, sempre a Sky:

    "Con Vlahovic non abbiamo ancora parlato, ma bisogna capire che siamo tutti esseri umani. I nostri tifosi sono frustrati ed è giusto che esprimano quello che sentono. Noi calciatori sbagliamo, ma sempre con il massimo rispetto verso la nostra tifoseria, che ci ha sempre supportato. L'importante in questo momento è compattare l'ambiente e pensare a cosa possiamo migliorare per il bene della Juventus".

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  • COSA SUCCEDE ORA: ADDIO A GENNAIO?

    E dunque, quale sarà il futuro di Vlahovic? E per futuro si intende futuro immediato. Ovvero, per dirla senza troppi peli sulla lingua: l'ex centravanti della Fiorentina può lasciare la Juventus già a gennaio, specialmente dopo quanto accaduto nel post partita della gara col Venezia?

    Risposta altrettanto secca: difficile, molto difficile. Primo: perché raramente attaccanti di questo livello si muovono a stagione in corso, anche se il trasferimento da Firenze a Torino avvenne proprio durante il mercato invernale del 2022. Andrebbero mossi troppi tasselli, cercati troppi incastri. E secondo perché la Juve, già orfana di Milik, dovrebbe necessariamente tornare a sua volta sul mercato per prendere un sostituto di Vlahovic.

    Nulla è impossibile, specialmente per quanto riguarda il mercato. Ma a meno di una rottura davvero definitiva con l'ambiente, insomma, Vlahovic è destinato a chiudere la stagione con la Juventus. E poi si vedrà.

  • IN ESTATE, INVECE...

    Per quanto riguarda la prossima estate, invece, il discorso cambia radicalmente: alle condizioni attuali sì, Vlahovic ha buone - se non ottime - probabilità di cambiare squadra e lasciare la Juventus dopo due anni e mezzo di goal, pause, alti e bassi.

    Lo suggeriscono già oggi tanti indizi, nonostante la finestra di luglio e agosto sia apparentemente lontana nel tempo: un rendimento spesso non all'altezza della sua fama e di quel che Dusan aveva fatto vedere in precedenza alla Fiorentina, ma anche e soprattutto quei 12 milioni netti a stagione che il serbo percepisce, un lusso che a Torino viene considerato ormai difficilmente sostenibile.

    E poi c'è la questione della scadenza del suo contratto, datata 30 giugno 2026. Se nei prossimi mesi le parti non si accorderanno per il rinnovo, in sostanza, Vlahovic inizierà la prossima stagione da potenziale parametro zero. Come Federico Chiesa la scorsa estate. E il modo brusco in cui la Juve è arrivata alla separazione col campione d'Europa 2021 ce lo ricordiamo ancora tutti.

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  • RICOSTRUIRE IL RAPPORTO

    La Juventus e Vlahovic, insomma, sono destinati a proseguire parallelamente i rispettivi percorsi almeno fino a giugno. In una ricerca di ricostruzione di un rapporto traballante, sotto tanti aspetti, che passerà necessariamente e prima di tutto dai risultati.

    Nelle prime 16 giornate di campionato, la nuova Juventus di Thiago Motta ha vinto appena sei volte pareggiando tutte le altre partite. Le ultime due in extremis, prima contro il Bologna e poi contro il Venezia. La vetta, occupata dalla sorpresa Atalanta, è già distante 9 punti. E il fatto che i bianconeri siano in piena corsa in Champions League è diventata una magra consolazione.

    Toccherà a Motta trovare le soluzioni per uscire dalla crisi. Aiutato magari dal rientro a pieno regime di chi fin qui ha giocato meno del previsto, come Nico Gonzalez. E toccherà a Vlahovic dare quel qualcosa in più per placare il nervosismo di un pubblico che non guarda ai numeri nel giudicarlo: un assist e due reti in una settimana, evidentemente, non sono bastati.

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