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Italy v Finland - Women's EURO 2025 European QualifiersGetty Images Sport

Cosa succede nel calcio femminile italiano? Dal confronto con l’estero al professionismo e la storia di Linari: il movimento in Italia accelera la rivoluzione

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Il calcio femminile in Italia continua a crescere. I numeri confermano il trend di positivo di un movimento che continua a il suo percorso.

Nella sala dell’Hotel Cardo Autograph Collection, gremita per la chiusura del calciomercato e per l’appuntamento annuale organizzato da ADICOSP sotto la guida del presidente Alfonso Morrone, il 2 febbraio 2026 si è tenuto il panel dal titolo “Il calcio femminile: il futuro del sistema tra performance sportiva e valore sociale”, che ha offerto una fotografia nitida della trasformazione che ha attraversato il movimento negli ultimi anni. 

Al centro della scena, la voce del CEO di Assist Women, Alessandro Orlandi, che ha ripercorso un decennio di crescita e contraddizioni, facendo emergere il filo rosso che lega visione, coraggio e un rapporto profondo con le atlete.

  • LE ORIGINI DEL CALCIO FEMMINILE

    Orlandi ha raccontato di aver incontrato il calcio femminile in un’epoca in cui nessuno scommetteva su quel mondo. Il suo ricordo del 2015 tratteggia un contesto quasi pionieristico. 

    Noi ci innamoriamo, uso un termine corretto, del calcio femminile nel 2015 quando non c’era un’attrattiva di club blasonati, non c’erano situazioni regolamentari o di business particolarmente attraenti”, ha detto.

    L’immagine restituita è quella di un movimento sorretto soprattutto da passione e sacrificio. Non c’erano riflettori, né contratti, né ritorni economici significativi. C’era però un’energia diversa: “Abbiamo scelto il calcio femminile leggendo nell’animo delle calciatrici un fuoco, un’intensità, una volontà molto più ampia”.

    Una scelta, quella di Assist Women, che si è trasformata in un percorso costruito con i mezzi di allora: intuizione e fiducia. “Abbiamo avuto una visione, abbiamo avuto coraggio, abbiamo agito”, ha ricordato il CEO.

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  • LA SVOLTA DEL PROFESSIONISMO NEL 2022

    Per Orlandi la data che ha segnato il vero spartiacque sia stata il 1 luglio 2022, quando il calcio femminile italiano è diventato ufficialmente professionistico. 

    Da quel momento si è aperta una fase completamente nuova, non solo per le calciatrici ma anche per chi le accompagna.

    Il calcio femminile ci ha permesso di comportarci professionalmente in maniera naturale, di non indossare una maschera”, ha spiegato durante l’intervento, ribadendo che l’obiettivo è sempre stato “dare sfogo ai sogni e alle ambizioni delle calciatrici”.

    Emerge, inoltre, un continuo equilibrio tra supporto e rispetto: “Tutto quello che accade sul campo è e sarà sempre merito loro”.

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  • IL CONFRONTO CON GLI STATI UNITI

    Nel corso dell’evento si è parlato anche di tema molto delicato: il divario con i campionati femminili più importanti del mondo, in particolare quello della NWSL, la lega statunitense.

    Secondo Orlandi si tratta più che un gap tecnico o economico, a pesare sia stato soprattutto un ritardo culturale.

    “La realtà è che oggi non siamo neanche nelle condizioni di fare un confronto”, ha detto. “Quando si parla di maturità, si parla di cultura, perché ciò che ha rallentato la crescita del sistema negli anni (…) è stata la cultura italiana nei confronti del calcio femminile”.

    Una cultura che ha generato ripercussioni su contratti, immagine, audience, intrattenimento. E anche quando si parla di denaro, la differenza non risiede tanto nelle cifre secche, quanto nell’indotto: broadcast, diritti, valorizzazione delle atlete. Elementi che negli Stati Uniti hanno reso il movimento “più ricco ed attraente per chi investe”.

  • ELENA LINARI SIMBOLO DEL PERCORSO

    Tra i volti che meglio raccontano questa crescita, c’è in primo piano la figura di Elena Linari, una delle calciatrici che hanno incarnato la trasformazione del movimento. 

    Orlandi ha ricordato un momento preciso: lo sguardo della giovane difensora quando confessò il suo sogno. “Vorrei proprio fare la professionista”, disse allora Linari. 

    Parole che all’epoca sembravano una visione più che una prospettiva concreta, ma che oggi si sono trasformate in realtà. 

    Vederla vincere la Liga con l’Atletico Madrid Femenino - ha raccontato Orlandi - è stato “qualcosa di inestimabile da un punto di vista emozionale”. Un simbolo di ciò che significa trasformare un desiderio in realtà, e un esempio per ogni atleta che oggi intraprende questo cammino.

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