Antonio Torrisi - Pensare che Cancelo, che non si è ancora capito se è davvero motivato a tornare a Milano o meno (vista l'attesa per il Barcellona), risolva o possa risolvere i problemi che l'Inter di Chivu ha palesato in questa prima parte di stagione può essere un esercizio pericoloso, soprattutto proiettandosi a dei mesi che storicamente negli ultimi anni sono risultati "critici" con Inzaghi in panchina. Se non altro dal punto di vista dei ricambi all'altezza.
Va considerata, in premessa, la linea di continuità che Chivu ha deciso di seguire, anche logicamente, rispetto al passato. La formazione è grosso modo quella di Inzaghi e questo ci può aiutare a capire cosa serve, anche alla luce di quello che è successo da febbraio in poi negli scorsi anni. Cos'è successo da febbraio in poi negli scorsi anni? Che dal punto di vista fisico i giocatori più in là con gli anni hanno iniziato a venir meno, soprattutto in difesa. Eccoci al primo punto. La difesa.
Perché poi si può parlare dell'emergenza a destra, con le condizioni di Dumfries che preoccupano e il rendimento di Luis Henrique non al livello di una pretendente allo Scudetto, questo sicuro (e scontato), ma poi bisogna discutere dei ricambi a de Vrij e Acerbi, senza dubbio stoici, ma arrivati alla fine della loro avventura in nerazzurro (si era già detto negli scorsi anni, vero? Ecco: questo sì, da un lato, esalta lo spirito dei due difensori, ma dall'altro evidenzia l'urgenza di forze fresche).
Se è vero che la linea Bisseck-Akanji (che dovrà essere riscattato)-Bastoni può essere quella del futuro, si deve anche pensare a blindare la difesa anche per i prossimi anni: mettere dentro un profilo alla Muharemovic ("alla", sottolineiamo, vista la corsa per il centrale del Sassuolo) serve e può risultare decisivo nei mesi tra aprile e maggio.
L'attacco va bene così? Può essere, ma l'unica vera incognita è il centrocampo. Cosa succede con Frattesi? Ecco, su questo non possiamo sbilanciarci. Da lì passa tanto del mercato nerazzurro.