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Bonucci Union BerlinoGetty Images

Cosa non ha funzionato tra Bonucci e l'Union Berlino: addio dopo quattro mesi

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L'entusiasmo ha presto lasciato spazio ai dubbi. L'avventura di Leonardo Bonucci all'Union Berlino è già finita.

Quattro mesi, tanto è passato dall'1 settembre, giorno in cui il difensore ha ufficialmente lasciato la Juventus e scelto la Bundesliga.

L'Union allora era sulla cresta dell'onda come squadra rivelazione della stagione 2022/23, con tanto di storica qualificazione alla fase a gironi della Champions League.

La favola, però, è finita troppo presto. Un cammino disastroso, quello dell'Union, che ora dovrà lottare per evitare una clamorosa retrocessione. E senza Bonucci.

  • L'ENTUSIASMO

    A spiegare la scelta fatta nelle ultime ore del calciomercato estivo, dopo un lungo tira e molla con la Juventus che lo aveva messo fuori rosa, era stato lo stesso Bonucci: "Avevo due opzioni,Lazioe Union Berlino. E alla fine di agosto ho scelto l’Union Berlino. Ho guardato le prime due partite di Bundesliga ed ero molto felice di venire qui per l’atmosfera, i tifosi, la squadra. Poi ho parlato con l’allenatore e ho deciso di venire qui per iniziare questa stagione, forse la mia ultima da calciatore. Ho giocato 20 anni in Italia e penso che questa decisione sia molto importante perché a fine carriera voglio fare l’allenatore. Credo che questa decisione mi apra la mente su diverse cose come lo stile di vita e i metodi di allenamento, cose completamente diverse in Germania rispetto all’Italia".

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  • LE PRIME CREPE

    Bonucci, dopo due panchine consecutive in Bundesliga, debutta con l'Union Berlino il 20 settembre in Champions League nel super match contro il Real Madrid.

    Una prestazione più che positiva, quella offerta dall'ex capitano della Juventus, che nelle settimane successive diventa un titolare fisso.

    L'idillio però dura poco, i risultati non arrivano e sul banco degli imputati finisce anche Bonucci.

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  • LA PANCHINA COL NAPOLI

    Il 24 ottobre scorso l'Union affronta il Napoli, una partita a cui Bonucci ovviamente tiene moltissimo. Ma il tecnico Fischer decide di lasciarlo in panchina per 90'.

    Una scelta che il difensore non gradisce, tanto che si parla di un confronto con l'allenatore per chiarire la sua posizione.

    Bonucci torna titolare nelle successive due gare di Bundesliga e al ritorno contro il Napoli in Champions League, in cui arriva un pareggio che pone fine all'incredibile serie di sconfitte consecutive dell'Union.

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  • IL GRANDE FREDDO

    Qualcosa, però, si è ormai rotto. A fine novembre Bonucci accusa un piccolo infortunio e di fatto esce definitivamente dall'undici titolare.

    Già prima di Natale, il difensore sembra ormai prossimo all'addio con le insistenti voci su un suo imminente trasferimento alla Roma. Alla fine non se ne farà nulla. Ma l'addio all'Union è solo rimandato.

    L'ultima partita di Bonucci resterà quella in amichevole contro l'Arminia Bielefeld, quando il difensore serve anche un assist con uno dei suo famosi lanci e incassa i complimenti del nuovo tecnico Bjelica: "Leonardo é un giocatore di classe mondiale, é un lusso per noi. In fase difensiva ha dominato, non ha sbagliato nulla in fase di impostazione. Si tratta di un giocatore di prima fascia, lui vede cose che gli altri non immaginano nemmeno. Ci ha aiutato in entrambe le fasi in maniera costante, non solo sul goal dell'1-0".

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  • LA CHIAMATA DALLA TURCHIA

    Non abbastanza per convincere Bonucci a onorare il contratto che lo legava all'Union Berlino fino al 30 giugno.

    Il difensore, complice anche una telefonata di Dzeko e il lavoro diplomatico del suo agente Alessandro Lucci, ripartirà dalla Turchia dove potrà cercare di conquistare il campionato con la maglia del Fenerbahce.

    E magari giocarsi le residue chances di rientrare nell'elenco dei convocati di Luciano Spalletti in vista di Euro 2024. L'ultimo ballo di Bonucci?

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