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Pulisic PSG MilanGetty Images

Cosa non funziona al Milan: attacco senza goal, errori in difesa, tensione

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Può una squadra attualmente seconda in campionato e ancora aritmeticamente in corsa per gli ottavi di Champions League finire sotto processo a fine ottobre?

La risposta logica sarebbe negativa, ma guardando le ultime uscite del Milan è ovvio che più di un campanello di allarme sia scattato.

La trasferta di Parigi, a dire la verità già proibitiva sulla carta stando all'evidente differenza di valori ed investimenti messi in campo dalle due squadre, ha peggiorato la situazione.

La squadra di Pioli, specie nel secondo tempo, è stata travolta da Mbappé e compagni tanto che solo un grande Maignan e un pizzico di fortuna hanno evitato che il passivo fosse più pesante del 3-0 finale.

  • ATTACCO A ZERO

    Il problema più evidente, ormai è chiaro, riguarda l'attacco. Il Milan in tre partite di Champions League non ha ancora segnato neppure un goal.

    Un dato enorme, se si aggiunge che considerando anche la scorsa edizione le partite senza reti all'attivo diventano addirittura cinque e fanno del Milan la peggiore squadra italiana di sempre sotto questo aspetto.

    Le qualità da numero 9 di Giroud, ovviamente, non sono in discussione ma puntare così tanto su un giocatore che ha appena compiuto 37 anni senza assicurarsi una valida alternativa è stato un azzardo che non sta pagando.

    Jovic, finito peraltro ko a Parigi mentre si riscaldava a bordo campo, è reduce da una serie di stagioni a dir poco insufficienti mentre Okafor, assente a sua volta per un affaticamento muscolare, appare ancora troppo acerbo per caricarsi sulle spalle una squadra come il Milan.

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  • Rafael Leao PSG MilanGetty Images

    LEAO CROCE E DELIZIA

    E poi c'è Rafa Leao. Il Milan dipende tanto, forse troppo, dalla vena del suo numero 10 al quale spesso si aggrappa disperatamente nella speranza di una scintilla che accenda il resto della squadra.

    Nulla di strano, si direbbe, in fondo anche il PSG fa lo stesso con Mbappé solo per citare l'esempio più recente. Allo stesso tempo però Leao in rossonero a volte sembra predicare nel deserto e finisce con l'intestardirsi in giocate fini a se stesse.

    "Leao con me non giocherebbe", ha detto solo qualche settimana fa Arrigo Sacchi, aprendo il dibattito sul reale contributo offerto dal portoghese al gioco di squadra.

    Allo stesso tempo, come è chiaro ormai da tempo, questo Milan senza Leao perderebbe anche quel minimo di imprevedibilità in grado di accendere la luce, anche se spesso troppo intermittente.

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  • CHE ERRORI IN DIFESA

    Se l'attacco piange, la difesa del Milan certo non ride. Pioli a Parigi ha preferito il più difensivo Kalulu al capitano Calabria cercando in questo modo di arginare Mbappé.

    Operazione che in parte era riuscita, anche se al primo vero pallone giocabile della sua partita il fenomeno francese ha punito il Diavolo rimandandolo all'inferno.

    Come non parlare poi del 'caso Thiaw'? Il difensore tedesco, che ha solo 22 anni ed ampi margini di crescita, è stato già protagonista negativo nelle due sconfitte subite in campionato contro Inter e Juventus eppure Pioli lo ha schierato titolare anche a Parigi, salvo sostituirlo già all'intervallo proprio con Calabria.

    Anche perché, dopo soli quattro minuti, lo stesso Thiaw aveva rimediato un cartellino giallo decisamente evitabile e il ricordo di quanto accaduto domenica sera era evidentemente ancora troppo fresco.

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  • Pioli CalabriaGetty Images

    SCINTILLE CALABRIA-PIOLI

    Come se non bastasse, al termine della partita, sono state scintille tra il capitano Calabria e l'allenatore.

    Il primo, infatti, ai microfoni di 'Prime' ha rimproverato ai compagni un atteggiamento a suo dire troppo remissivo e denunciato uno scarso livello di attenzione: "Chi non ci crede può stare a casa.Dobbiamo capire la situazione, ultimamente abbiamo subito troppi goal contro le grandi e facciamo poche reti. Dobbiamo essere più intensi, più attenti in fase difensiva, più disposti a fare una corsa in più".

    Parole che non sono piaciute a Pioli: "Ha sbagliato. Non c'è nessuno che lavora a Milanello con poca attenzione o poca disponibilità. Ma nel post-partita capita di dire certe cose. Spesso perdiamo di lucidità nell'analizzare nel dopo partita quando analizziamo queste gare".

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  • GLI INFORTUNI E IL BIVIO DI NAPOLI

    Infine eccoci al capitolo infortuni, un tasto dolente ormai da parecchio tempo a Milanello.

    Contro il PSG, ad esempio, oltre ai lungodegenti Bennacer e Caldara, erano assenti anche Loftus-Cheek, Okafor e Chukwueze, tutti per problemi muscolari.

    Durante la partita, senza neppure scendere in campo, al gruppo si è aggiunto Luka Jovic che avrebbe accusato un fastidio a bordo campo durante le fasi di riscaldamento.

    E domenica il Milan volerà a Napoli per un'altra trasferta impegnativa in casa dei campioni d'Italia in carica. Una sfida che sa già di bivio soprattutto a livello psicologico.

    Il terzo ko consecutivo, dopo quelli rimediati seppure in modo diverso contro Juve e PSG, sarebbe un colpo pesante per le ambizioni rossonere.

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