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Antonio Conte NapoliGetty Images

Conte lancia l'allarme e manda un messaggio alla società su mercato, infortuni e vivaio: cosa non funziona al Napoli?

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Il Napoli, ridotto in dieci uomini, strappa una vittoria rocambolesca e al fotofinish a 'Marassi' contro il Genoa: il calcio di rigore trasformato da Hojlund al 95' consente così agli azzurri di imporsi con il risultato di 2-3 e di portarsi provvisoriamente a -1 dal Milan e a -6 dall'Inter.

Nonostante i tre punti dal peso specifico enorme per i campioni d'Italia in carica, nel post partita di DAZN Antonio Conte ha espresso una certa preoccupazione riguardo all'attuale situazione che è venuta a crearsi in casa azzurra. Sotto analisi, infatti, finiscono inevitabilmente la bontà del mercato estivo operato dal ds Giovanni Manna e la pesantissima questione relativa agli infortuni, con il Napoli che si è ritrovato con la rosa letteralmente decimata dai problemi fisici dei suoi giocatori più importanti, e ai quali ora si è aggiunto anche Scott McTominay.

Una situazione a tratti paradossale che non può lasciare tranquillo Conte in vista di questa seconda parte di stagione. E l'interrogativo, a questo punto, sorge spontaneo: cosa non funziona al Napoli?

  • CONTE LANCIA L'ALLARME

    "Stagione provante? Sicuramente è una stagione assurda. Se siamo persone intelligenti dobbiamo fare delle riflessioni sulla composizione della rosa e sul mercato che abbiamo fatto. Dal vivaio noi non possiamo attingere. Rispetto alle altre squadre abbiamo la rosa corta. Poi i lunghi infortuni: De Bruyne, Lukaku, Anguissa - che non riescono a recuperarlo, Gilmour che si è operato, Di Lorenzo e McTominay. Complimenti a ragazzi come Vergara che in questi mesi sono cresciuti tanto. Anche Ambrosino era cresciuto tanto ma ha preferito andare in B a giocare. Ora pensiamo al Como che giochiamo martedì e loro hanno riposato perché non hanno giocato col Milan. Non so se McTominay recupererà", ha dichiarato Antonio Conte a DAZN dopo la vittoria all'ultimo respiro contro il Genoa.

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  • IL MERCATO DEL NAPOLI

    Se andiamo ad analizzare con ordine le problematiche evidenziate da Conte nel post partita, è chiaro che quella relativa al mercato merita un approfondimento molto serio. Il mercato operato dal club campione d'Italia, infatti, non ha ripagato, quantomeno ad oggi, le grandi aspettative dell'estate. Il massiccio lavoro operato in entrata, con l'acquisto di nove calciatori, aveva consentito al Napoli costruire una rosa ancora più profonda e ricca di alternative in ogni ruolo del campo, proprio con il chiaro intento di consentire a Conte di gestire, in maniera quasi scientifica, le rotazioni che diventano necessarie con il triplo impegno.

    Il campo, però, ha raccontato tutta un'altra storia: Beukema, che al fianco di Rrahmani sarebbe dovuto diventare il nuovo leader difensivo del Napoli, ha sin qui deluso le aspettative, al punto che Conte continua a preferirgli Juan Jesus, nonostante il disastroso rendimento di Buongiorno. L'arrivo di Gutierrez, invece, rappresenta una pura alternativa sugli esterni, ma nulla più. E Marianucci? In sei mesi non ha mai visto il campo. Scenario che ha portato alla sua cessione in prestito.

    Passando al centrocampo, la grande attesa e le aspettative erano tutte riposte su Kevin De Bruyne, ma il grave infortunio muscolare accusato contro l'Inter lo costringe tutt'ora ai box. Per non parlare di Noa Lang e Lorenzo Lucca, voluti fortemente in estate per incrementare il numero di soluzioni offensive del Napoli ed entrambi ceduti, in prestito, nel mercato di gennaio.

    L'unica eccezione, in positivo, è stata invece Rasmus Hojlund. Il danese è a tutti gli effetti il colpo azzeccato dell'estate napoletana ma a fronte degli investimenti fatti non può di certo bastare per parlare di bilancio positivo.

    "Se siamo persone intelligenti dobbiamo fare delle riflessioni sulla composizione della rosa e sul mercato", dice Conte. Difficile dargli torto, ma allo stesso tempo un altro quesito sorge spontaneo: questi giocatori li ha scelti anche lui, no?

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  • L'INCREDIBILE SERIE DI INFORTUNI

    Un altro capitolo delicatissimo da affrontare è quello relativo agli infortuni. Il Napoli, nel corso di questi mesi, ha infatti perso parecchie pedine all'interno del proprio scacchiere e l'aspetto che più inquieta è che tutti i calciatori azzurri che sono stati costretti ai box lo hanno dovuto fare a causa di problemi fisici davvero importanti. Defezioni dal peso specifico enorme che hanno inevitabilmente condizionato e rallentato il percorso dei campioni d'Italia in carica.

    A centrocampo, da mesi ormai, mancano due pezzi da novanta come Kevin De Bruyne e Franck Zambo Anguissa: il belga è fuori da fine ottobre, il camerunense da novembre e il suo recupero continua inesorabilmente a slittare anche a causa di un problema alla schiena che, per bocca di Conte, lo staff medico del Napoli sta faticando a risolvere.

    Gli infortuni dei due pilastri di centrocampo del Napoli, però, sono solo la punta dell'iceberg: nel corso delle ultime settimane il Napoli ha perso Billy Gilmour, Giovanni Di Lorenzo, Matteo Politano e David Neres. Tutti alle prese con problematiche piuttosto serie e prolungate. E anche in questo caso, così come detto per il mercato, urge una doverosa riflessione: cos'è che non ha funzionato in questi mesi al Napoli? I metodi di lavoro e la tipologia di preparazione possono avere influito su questa paradossale situazione?

  • POCHE RISORSE DAL VIVAIO

     "Dal vivaio noi non possiamo attingere".

    Conte, nel dopo gara di Genoa, ha evidenziato anche questo delicatissimo aspetto. Per il Napoli, a detta del tecnico leccese, è praticamente impossibile attingere dal proprio settore giovanile per lanciare qualche prospetto interessante sul palcoscenico della prima squadra. Antonio Vergara, del resto, rappresenta in questo caso una dolce eccezione, ma va precisato che il classe 2003 ha trovato spazio solo ed esclusivamente per via dell'incredibile serie di infortuni che hanno decimato il reparto in dotazione a Conte.

    Nonostante il centrocampista napoletano fosse di fatto in fondo alle gerarchie di Conte, quando è toccato a lui ha sempre risposto presente inanellando prestazioni di alto livello. Proprio per questo motivo, forse, si potrebbe fare qualche altro tentativo dal vivaio azzurro che, come dice Conte, magari non offre soluzioni impattanti, ma di fronte ad un'emergenza mai vista potrebbe essere un rischio da correre.

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