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Union Berlino gfxGetty/GOAL

Acquisti flop, nervosismo, mentalità: come l'Union Berlino ha perso 12 partite di fila

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Perdere tre partite di fila non è particolarmente piacevole. Immaginate se le sconfitte in questione fossero sei, o sette, o otto. Per l'Union Berlino, ex sorpresa diventata la peggior squadra del panorama tedesco d'alto livello, sono diventate dodici. Una dopo l'altra, come in una sequenza inarrestabile. Col rischio di far tredici a Napoli, questa sera.

È un ruolino di marcia surreale, quasi assurdo. Anche perché la squadra dello svizzero Urs Fischer aveva vinto le prime due partite di Bundesliga: 4-1 in casa al Mainz, 4-1 esterno al Darmstadt. Poi il crollo. Inatteso e clamoroso per una squadra che, avanzando umilmente ma inesorabilmente dalle retrovie, pareva in grado di piazzarsi al top del pallone tedesco dopo una storica promozione, una qualificazione in Conference League, una in Europa League e un'altra in Champions League.

Nemmeno la presenza di Leonardo Bonucci e Robin Gosens ha impedito l'inversione a U. Anzi, né l'ex difensore della Juventus né tantomeno l'ex esterno dell'Inter si sono rivelati fin qui un fattore in positivo, assistendo impotenti a un crollo che ha portato l'Union in piena zona retrocessione in campionato, nonché a un passo da una rapida eliminazione in Champions.

Ma com'è stato - e com'è - possibile un simile disastro? I motivi sono tanti e variegati.

  • Kevin Volland Union Berlin Champions LeagueGetty

    GLI ACQUISTI NON STANNO FUNZIONANDO

    Che l'Union Berlino abbia alzato sensibilmente l'asticella delle ambizioni è certificato dall'ultima campagna trasferimenti. Un'estate che ha portato in rosa Bonucci, Gosens, ma anche l'attaccante Kevin Volland dal Monaco e il gioiello Brenden Aaronson dal Leeds United. Grandi nomi per una grande stagione. Senza dimenticare l'accordo sfiorato con Isco a gennaio.

    Nessuno dei nuovi acquisti, però, sta rendendo come dirigenza e allenatore si sarebbero attesi. Volland, autore di 16 reti in Ligue 1 nel 2020/21, ne ha fin qui messa a segno solo una in 15 presenze. Bonucci ha sempre perso da quando è in Germania, Gosens è stato sommerso dalla marea, negativo anche Aaronson.

    "Trasferimenti pessimi - dice Falko Bloeding, Deputy Editor di GOAL Germania - Per l'Union si tratta di grandi nomi, che però non stanno rendendo come previsto. Prima il club aveva un'identità chiara, operaia, senza dimenticare che negli ultimi anni tutto aveva funzionato alla perfezione. Erano incredibilmente efficienti in tutto, soprattutto in campo, mentre ora per la prima volta si trovano in difficoltà e non sanno come affrontare la situazione. Devono tornare a ciò che li ha resi forti, ovvero il duro lavoro, e ripartire da lì per ottenere di nuovo risultati migliori. Ma per ora è davvero una situazione difficile".

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  • CALARSI IN UNA NUOVA MENTALITÀ

    Proprio questo è il punto. Poco da fare: negli ultimi anni l'Union Berlino si è imborghesita. Volontariamente e non. Perché questo è l'effetto naturale, quando si ottengono risultati del genere: passare dal rango di cugini poveri della Capitale a tre qualificazioni europee consecutive, con tanto di viaggio fino ai quarti di finale di Europa League nella scorsa stagione, non può che cambiare la prospettiva delle cose.

    Ora che l'Union è costretta a sporcarsi le mani, lottando per una salvezza che di base dovrebbe essere sempre e comunque l'obiettivo primario del club, la situazione si è fatta difficile. Anche perché nella rosa dei berlinesi sono presenti personaggi che poco hanno a che fare con i bassifondi delle classifiche: Bonucci e Gosens, in primis, naturalmente.

    "È da settimane che stiamo cercando di portare nello spogliatoio la mentalità della lotta per non retrocedere", ha detto Christopher Trimmel, il capitano. La conferma di come, quasi abbandonato il sogno delle notti di Champions League, calarsi in una nuova e per molti inedita realtà non sarà per nulla facile. Occhio.

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  • Bonucci Union BerlinoGetty Images

    GLI EPISODI DI NERVOSISMO

    Nel bel mezzo della crisi, ormai certificata e apparentemente senza una semplice via d'uscita, c'è anche qualche episodio di nervosismo. Durante la gara d'andata contro il Napoli, ad esempio, Datro Fotana è stato richiamato in panchina da Fischer e si è rifiutato di stringere la mano al proprio allenatore, allontanandolo sotto lo sguardo perplesso di quest'ultimo. Risultato: una settimana di sospensione. L'attaccante di proprietà del Chelsea è tornato in campo nel weekend contro l'Eintracht Francoforte (0-3).

    Non va dimenticato nemmeno il caso che ha coinvolto Leonardo Bonucci, sempre contro il Napoli. Gara nella quale è rimasto in panchina, con tanto di presunta volontà di chiedere un incontro chiarificatore con Fischer. Presunta, sì, se è vero che l'ex capitano della Juventus ha successivamente smentito tutto sui social.

    "Senza più sorprendermi leggo ancora una volta notizie inventate sul mio conto. Con l'allenatore ho costruttivi confronti quotidiani, sono stato accolto benissimo e tutti vogliamo assolutamente uscire da questa situazione, soprattutto per i tifosi, straordinari per vicinanza e dedizione. Ho sempre avuto rispetto delle decisioni di ogni allenatore e così è stato anche ieri. Come ho avuto già modo di scrivere nel tempo, in un gioco di squadra il Noi viene sempre prima dell'Io. La voglia di giocare era indiscutibilmente tanta, ma oggi il singolo passa decisamente in secondo piano rispetto alla necessità di difendere la squadra, perché alla fine queste notizie tendenziose finiscono per danneggiare lei e non me, che a certe spiacevoli situazioni sono a dir poco abituato. Verificate bene prima di parlare".

  • SULLA STRADA DELL'HERTHA?

    Nei giorni scorsi, la BILD ha proposto un paragone che in effetti ha un suo perché: quello con l'Hertha. Ovvero l'altra squadra di Berlino, che nella scorsa stagione è crollata dalla Bundesliga alla Zweite Bundesliga e oggi è lontana cinque punti dalla zona promozione.

    "L'Union preferirebbe retrocedere piuttosto di licenziare Fischer?", si è chiesto in maniera provocatoria il quotidiano, ricordando quanto accaduto nella scorsa annata all'Hertha: l'allenatore Sandro Schwarz è stato esonerato alla ventottesima giornata, quando ormai la situazione di classifica era quasi compromessa.

    Per il momento, Fischer rimane sulla panchina dell'Union. Del resto è lo stesso allenatore che ha portato la squadra a tre qualificazioni in Europa di fila. Ma intanto la situazione sportiva resta quasi drammatica. E alle porte c'è il Napoli campione d'Italia in carica, già vincente all'Olympiastadion: non esattamente l'avversario migliore per ripartire.

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