E dunque, come potrebbe giocare il nuovo Napoli? Guardando al materiale tecnico della rosa che troverebbe Allegri, è palese come questa sia una squadra costruita per proseguire sulla strada della difesa a quattro. Magari col ritorno al tridente, se Neres non si infortunerà di nuovo e se dal mercato arriverà un elemento in grado di non far perdere qualità alla squadra in caso di assenza del brasiliano (o di Politano).
Il Napoli di Allegri, ammesso e non concesso che possa davvero essere lui l'erede di Conte sulla panchina azzurra, cambierebbe sostanzialmente poco se non nulla rispetto a quello visto per gran parte del campionato. Dunque Meret in porta, Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno e Olivera in difesa, Anguissa, Lobotka e McTominay in mezzo al campo, Politano e Neres ad affiancare Lukaku in attacco.
Il problema del Napoli, del resto, non risiede negli undici titolari: lo Scudetto appena vinto è lì a ricordarcelo. Andrà rinforzato come rosa, questo sì, considerando come l'anno prossimo avrà il doppio impegno campionato-Champions League e non potrà più avere una settimana intera tra una partita e l'altra.
In questo senso si inseriscono i discorsi su Kevin De Bruyne, sempre più vicino, o su Jonathan David, possibile alternativa di lusso a Lukaku. Il primo fornirebbe un'opzione in più in mezzo al campo e il secondo nel reparto offensivo, regalando ad Allegri maggiori possibilità di gestione dei calciatori di quante ne abbia avute quest'anno Conte.
Si potrebbe vedere anche un Napoli con la difesa a tre, certo. È un sistema che Allegri conosce a menadito, avendolo più e più volte utilizzato a Torino. Ma solo in situazioni particolari e solo se dal mercato arriverà un terzo centrale in grado di prendersi una maglia da titolare: magari Federico Gatti, che piace al club campione d'Italia e che Max ha già allenato alla Juventus.