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Come funziona il Decreto Crescita: il peso nel calciomercato e gli sgravi a metà

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Il 30 aprile 2019 il Governo Italiano ha varato il 'Il Decreto Crescita'. Per il modo in cui è stato concepito concepito, ha permesso a molte categorie di lavoratori di usufruire di sostanziose agevolazioni fiscali. Benefici che si sono avvertiti anche il mondo del calcio.

Vediamo come funziona il decreto e quali novità prevede.

  • IL DECRETO CRESCITA

    Nell'articolo numero 5 del dl, denominato 'Rientro dei cervelli', è prevista l'istituzione di un regime fiscale agevolato, a partire dal 1 gennaio 2020, pensata per favorire l'arrivo in Italia di lavoratori (italiani o stranieri) residenti all'estero.

    Questo ha portato la tassazione sul reddito dal 45% a circa il 25% per i lavoratori che non sono stati residenti in Italia nei due anni precedenti e che si sono impegnati a farlo per i due successivi. In caso di permanenza in Italia inferiore ai due anni, il beneficio fiscale decadrebbe con conseguente ritorno della tassazione al 45% su tutto il pregresso.

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  • DECRETO CRESCITA E CALCIOMERCATO

    I benefici del Decreto hanno dunque riguardato anche il calcio, in particolar modo gli acquisti del calciomercato.

    Per i club italiani, che pagano ai propri calciatori l'ingaggio lordo comprensivo di tasse, gli effetti positivi si sono visti a partire dalla stagione 2020/2021.

    Grazie al Decreto Crescita dunque i club hanno potuto offrire ingaggi netti più alti ai calciatori provenienti da almeno due anni all'estero, ma a parità di ingaggi lordi.

    Un esempio chiarificatore

    Senza il Decreto Crescita un ingaggio da 10 milioni lordi corrisponde a5.5 milioni netti.

    • Con il Decreto Crescita un ingaggio da 10 milioni lordi corrisponde a7.5 milioni netti.
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  • I REQUISITI

    Per accedere ai benefici del Decreto Crescita ci sono dei requisiti da soddisfare. Il primo di questi è relativo al tema dei "periodi di imposta".

    Per essere ritenuti residenti all'estero bisogna trascorrere e produrre reddito per almeno 183 giorni al di fuori del territorio italiano nel corso di un anno solare.

    Stesso periodo di tempo calcolato per definire i giorni di residenza fiscale anche in Italia. Il termine di decorrenza dei 183 giorni oltre i quali una persona non può essere considerata fisicamente residente in Italia è il 2 luglio.

    Il problema si crea per i calciatori, considerando che le stagioni vengono considerate dal 1 luglio di un anno al 30 giugno dell'anno successivo.

    Inoltre, gran parte dei trasferimenti di calciatori avviene nei mesi di luglio e agosto, quando ormai è stato superato il primo semestre dell'anno corrente.

  • SGRAVI A META'

    Considerato ciò, i calciatori che trasferiscono la residenza fiscale in Italia oltre il 2 luglio potranno usufruire sì del Decreto Crescita, ma solamente per metà stagione (quella che prende il via nel corso dell'anno solare).

    Ancora una volta può aiutarci un esempio. Un calciatore che guadagna 5 milioni pesa a lordo 6,55 milioni qualora si possa applicare per intero il Decreto. Se invece il trasferimento avviene dopo il 2 luglio, gli sgravi non riguarderebbero la prima parte di stagione. Il suo stipendio lordo sarebbe dunque di 7,9 milioni.

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