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Giacomo Raspadori Atletico MadridGetty Images

Come è andato Raspadori all'Atletico Madrid e perche va all'Atalanta

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Tante speranze in estate, divorzio in tono dimesso a gennaio.

Il matrimonio tra Giacomo Raspadori e l'Atletico Madrid ha deluso le attese, tradendo la voglia di Jack di cambiare aria per sentirsi più protagonista rispetto ai pochi - seppur significativi - picchi vissuti a Napoli.

L'incastro invece non ha funzionato, con l'ex azzurro che ha faticato a trovar spazio agli ordini del Cholo Simeone e che dunque - dopo appena mezza stagione - si ritrova a fare le valigie per compiere il percorso inverso e riabbracciare la Serie A.

Dove? A Bergamo, con l'Atalantache ha finalmente coronato un corteggiamento avviato da qualche anno e con cui l'emiliano può (e deve) rilanciarsi.

  • PRESENZE E GOAL DI RASPADORI ALL'ATLETICO MADRID

    Il bilancio Colchonero di Raspadori, snocciolando i numeri, è tutt'altro che altisonante: appena 15 le presenze, ma soprattutto appena 424 i minuti concessi da Simeone all'attaccante della nostra Nazionale.

    Bottino? Due goal e 3 assist: in Champions League rete all'Eintracht e passaggio decisivo ad Anfield contro il Liverpool, mentre l'altra gioia è maturata in Coppa del Re al cospetto dell'Atletico Baleares. A chiudere il cerchio altre 2 assistenze, offerte nella Liga contro Getafe e Girona, tra fine novembre e fine dicembre.

    Jack ha giocato titolare appena 4 volte, mentre per il resto è sempre subentrato a gara in corso o è addirittura rimasto in panchina per gli interi match (scenario, quest'ultimo, consumatosi in ben 12 occasioni).

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  • IN CHE RUOLO HA GIOCATO RASPADORI ALL'ATLETICO MADRID?

    Il Cholo, quando ha deciso di affidarsi e puntare su Raspadori, lo ha fatto schierandolo in 13 partite sulle 15 totali nel ruolo di punta del 4-4-2, mentre nelle restanti 2 circostanze largo a sinistra in un 4-2-3-1 a comporre la batteria dei trequartisti a sostegno del centravanti.

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  • PERCHÉ RASPADORI VA ALL'ATALANTA?

    Il binomio Raspadori-Dea affonda in radici lontane, più precisamente dall'era Gasperini. Jack a Zingonia è sempre stato stimato e calcisticamente apprezzato, a tal punto che durante il ciclo vissuto all'ombra del Vesuvio - con un impiego altalenante - i Percassi hanno strizzato l'occhio all'81 del Napoli. Senza mai, però, consegnarlo all'attuale allenatore della Roma. Vuoi per volontà del club di De Laurentiis, vuoi per negoziazioni rimaste nella cosiddetta terra di nessuno.

    Ora però i tempi sono stati reputati maturi e l'Atalanta ha deciso che era il momento giusto per sopperire ai treni persi, piazzando il blitz utile a sbaragliare la concorrenza ed inserire nel mosaico offensivo di Palladino un profilo ideale per gli schemi orobici.

  • FUNZIONALE E 'AFFAMATO'

    Il resto, come detto, lo fanno scenari tecnico-tattici e motivazioni a mille, cruciali per dimostrare che a Madrid qualcuno ha affrettato i giudizi. L'universo Atalanta sembra l'oasi perfetta dove risplendere e pianificare un riscatto anche in chiave Italia, coi Playoff Mondiali sullo sfondo (contro l'Irlanda del Nord, tra l'altro, si giocherà alla New Balance Arena) ed una seconda parte di 2025/2026 in cui sia la Dea che Jack devono macinare exploit per recuperare il terreno perduto tra agosto e dicembre.

    E per farlo, l'attaccante di Bentivoglio avrà a disposizione più mattonelle dove incidere: una delle due sulla trequarti oppure quella da falso 9, immaginandolo al posto di Scamacca o Krstovic se e quando Palladino dovesse ritenerlo necessario. Altrimenti, nel 3-4-2-1 della Dea, come detto spazio sul centrodestra o sul centrosinistra tra le linee a sostegno della prima punta.

    Naturalmente per una maglia ci sarà da lottare coi vari De Ketelaere, Lookman (se dovesse restare), (ad oggi) Maldini, Pasalic, Samardzic e Sulemana, ma grinta e voglia di rilanciarsi possono fare la differenza.

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