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Cole Palmer Chelsea England GFXGetty/GOAL

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Cole Palmer può essere il “cheat code” dell'Inghilterra: merita la convocazione al Mondiale a prescindere dalla condizione fisica

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Per sua stessa ammissione, Cole Palmer non è ancora al meglio della condizione. Il gioiello del Chelsea continua a fare i conti con un fastidioso problema all’inguine che lo tormenta per tutta la stagione. 

L’aspetto più impressionante, però, è che sta tornando a esprimersi su livelli vicini al suo massimo rendimento nonostante gli acciacchi, e il timing del suo recente exploit potrebbe rivelarsi perfetto nella corsa a un posto nell’Inghilterra di Thomas Tuchel per il Mondiale 2026.

"Sono sicuro che quando tornerò davvero al 100% vedrete il meglio di me", ha dichiarato Palmer come monito alle prossime avversarie dopo la tripletta rifilata al Wolverhampton. "Non sono qui per cercare scuse e supererò questi problemi fisici. So cosa posso fare quando sono in forma, e spero di tornarci presto".

Quando il 23enne sarà pienamente ristabilito resta un’incognita, visto che sta gestendo una pubalgia – un problema cronico all’inguine probabilmente legato al suo stile di gioco imprevedibile e ai continui cambi di direzione esplosivi. 

Ma sotto la guida di Liam Rosenior ha trovato un equilibrio tra gestione del dolore e rendimento sul campo.

Una notizia incoraggiante anche per la nazionale. Palmer era destinato a diventare già un perno offensivo dell’Inghilterra, ma gli infortuni ne hanno frenato l’ascesa e le sue chance Mondiali sembravano in calo. 

Ora, però, con una condizione in netta crescita e un impatto tornato decisivo, può rilanciare la propria candidatura per la lista di Tuchel – anche senza essere ancora al top della forma.

  • Wolverhampton Wanderers v Chelsea - Premier LeagueGetty Images Sport

    TEMPISMO PERFETTO

    Come uno dei suoi inserimenti a fari spenti in area o come un filtrante chirurgico che taglia in due la difesa, il tempismo di Cole Palmer è impeccabile. 

    Il fantasista del Chelsea sembra aver ritrovato ritmo e brillantezza proprio in vista del rush finale di stagione, nel momento in cui Thomas Tuchel sta definendo l’ossatura della sua Inghilterra prima di diramare la lista per il Mondiale negli Stati Uniti, Canada e Messico.

    La nazionale dei Tre Leoni affronteranno Uruguay e Giappone in due amichevoli a marzo, e il tecnico tedesco sarà chiamato a scelte delicate prima e dopo quel raduno, a partire da chi occuperà la posizione di trequartista. 

    La concorrenza è feroce: dall’amico Morgan Rogers al fuoriclasse del Real Madrid Jude Bellingham, passando per Eberechi Eze e l’ex compagno al Manchester City Phil Foden. Ma lo stato di forma attuale di Palmer è semplicemente impossibile da ignorare.

    L’arrivo di Liam Rosenior sulla panchina di Stamford Bridge sembra aver avuto un impatto immediato: l’attaccante ha messo insieme otto partecipazioni a gol in appena sei presenze sotto la nuova gestione, compresa una tripletta decisiva nel primo tempo contro il Wolverhampton, seguita da un goal e un assist nel pareggio amaro con il Leeds. Dopo settimane in cui appariva lontano dalla sua versione migliore, la sua centralità nel gioco sta crescendo partita dopo partita.

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  • Wolverhampton Wanderers v Chelsea - Premier LeagueGetty Images Sport

    PENSIERO INQUIETANTE

    Lo stesso Cole Palmer ammette di non essere ancora tornato al 100% della condizione, e lo si intuisce da certi movimenti e da alcune scelte nell’ultimo terzo di campo: il cambio di passo e quell’esplosività che lo rendono devastante non sono ancora ai massimi livelli. Non è l’atteggiamento di un giocatore totalmente sicuro che il proprio fisico non possa tradirlo da un momento all’altro.

    “È chiaro che la gente non sa cosa succede dietro le quinte, ma giocare tutta la stagione con un problema fisico non è l’ideale”, ha spiegato dopo essersi portato a casa il pallone della tripletta a Molineux. “Quando non riesco a rendere come voglio è perché sto ancora convivendo con un infortunio. Spero di superarlo presto gestendolo nel modo giusto, perché so perfettamente quale livello posso garantire quando mi sento al 100%.”

    Un segnale incoraggiante è stato vederlo titolare per la seconda volta in tre giorni contro il Leeds, dopo settimane in cui il suo minutaggio era stato dosato con il contagocce. Se questo rappresenta davvero l’inizio del ritorno ai suoi standard abituali — dopo un’ascesa fulminea che lo aveva portato a mettere insieme 43 gol e 29 assist nelle prime due stagioni a Londra — allora immaginare cosa possa fare a pieno regime diventa quasi inquietante. E una prospettiva del genere, inevitabilmente, non può essere ignorata.

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  • Arsenal v Chelsea - Carabao Cup Semi Final Second LegGetty Images Sport

    "INARRESTABILE"

    Liam Rosenior non si fa illusioni su ciò che potrebbe garantire un Cole Palmer al massimo della condizione. “Sappiamo che giocatore di livello mondiale sia. Nell’ultimo anno ha accumulato tantissimi minuti, con pochissimo riposo,” ha dichiarato il tecnico dopo il successo contro il Wolves. “Ma quando è al top è semplicemente inarrestabile. Sono felicissimo di lavorare con lui.”

    L’allenatore ha poi ribadito come non ci sia bisogno di stravolgere nulla nel suo gioco: “Non deve cambiare. Quando è pienamente in forma e gira al massimo, è un calciatore magnifico. Ma quando sei in un club come questo, con tutta la pressione e l’attenzione mediatica - e sto imparando anch’io cosa significhi - devi isolarti dal rumore esterno e ricordarti quanto sei forte.

    Adoro lavorare con lui. Lui ama stare qui. Spero possa godersi questo finale di stagione, perché questo lo aiuterà anche sul campo.”

  • Thomas Tuchel Cole Palmer England 2025Getty

    IL DILEMMA DI TUCHEL

    Nel quadro generale, ciò che potrebbe penalizzare Cole Palmer è il suo scarso coinvolgimento con l’Inghilterra da quando Thomas Tuchel ha assunto con decisione la guida dei Tre Leoni quasi un anno fa. Dopo il gol pesantissimo nella finale di UEFA Euro 2024 — episodio che sembrava poter rappresentare un punto di svolta nella sua carriera internazionale — Palmer ha collezionato appena tre presenze, frenato da una serie di problemi fisici capitati nei momenti meno opportuni. Solo una di queste è arrivata sotto la gestione Tuchel, con 65 minuti disputati contro Andorra lo scorso giugno.

    Il fastidioso problema all’inguine lo ha tenuto fuori da tutti e tre i raduni stagionali dell’Inghilterra, costringendolo a saltare sei partite in una fase cruciale del percorso verso il FIFA World Cup 2026, quando gerarchie e meccanismi tattici iniziano a prendere forma e ogni convocazione pesa come un macigno nella corsa alla lista definitiva. In sua assenza, Morgan Rogers ha impressionato in modo particolare, tanto che si vocifera possa addirittura insidiare Jude Bellingham — alle prese a sua volta con qualche acciacco — per una maglia da titolare.

    Tuchel ha già chiarito che non intende sovraccaricare la rosa di trequartisti e che è disposto a lasciare a casa anche talenti purissimi qualora non si incastrino nel suo sistema di gioco. A ottobre aveva affrontato apertamente il tema Palmer: “È stato con noi solo nel raduno di giugno. Questo ovviamente è motivo di preoccupazione. La cosa più importante è che possa giocare senza dolore, perché il problema all’inguine può facilmente diventare cronico. È questa la priorità.

    “Sappiamo benissimo quale sia il suo potenziale e la sua qualità, ma la realtà è che non è stato disponibile in cinque degli ultimi sette raduni.”

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  • Chelsea v Leeds United - Premier LeagueGetty Images Sport

    "QUALCOSA DI SPECIALE"

    L’ex attaccante di Chelsea e dell’Inghilterra Joe Cole, giocatore dal bagaglio tecnico per certi versi simile a quello di Cole Palmer, è convinto che l’attuale numero 10 dei Blues debba essere una presenza fissa non solo nella lista dei convocati, ma anche nell’undici titolare, persino senza essere al massimo della condizione.

    “Se dovessi scegliere io, Cole Palmer sarebbe dentro a prescindere dalla forma, perché ha qualcosa di speciale”, ha dichiarato a Paddy Power. “Non è un giocatore che dipende troppo dalla fiducia: ne ha già in abbondanza, si vede da come sta in campo e da come si comporta. È stato bello rivederlo decisivo sotto porta contro il Wolves.”

    Cole, però, nutre qualche perplessità legata all’impostazione tattica di Thomas Tuchel alla guida dell’Inghilterra: “La mia preoccupazione riguarda il modo in cui Tuchel organizza la sua squadra. Non ho nulla in contrario, purché ci sia una strategia chiara e un’identità precisa. Ma con tutti i numeri 10 che abbiamo, credo che Tuchel ne schiererà soltanto uno tra Palmer, Morgan Rogers, Jude Bellingham e Phil Foden.

    “Io ne farei partire due e terrei gli altri pronti a subentrare. È qui che temo per Cole. Ma se continua a giocare come ha fatto nel weekend, sarà senza dubbio il titolare in quella posizione.”

  • Cole Palmer England 2024Getty Images

    UN RUOLO FAMILIARE

    Conquistare una maglia da titolare a questo punto della stagione può sembrare un’impresa complicata, persino per un talento come Cole Palmer, ma è difficile contestare l’idea che porti in dote “qualcosa di speciale” – e lo sta dimostrando anche senza essere al top della condizione a livello di club.

    Il 23enne ha ribadito più volte di essere un giocatore da grandi palcoscenici: dalle prestazioni devastanti contro il Tottenham Hotspur in ambito domestico, allo show nella finale del Mondiale per Club contro il Paris Saint-Germain, fino alla freddezza sotto porta nella finale di UEFA Euro 2024. Non sono molti, a livello globale, i calciatori che garantiscono quasi automaticamente un contributo decisivo quando sono in giornata: Palmer è uno di questi. E in un grande torneo, avere un profilo così equivale a possedere un vero e proprio “cheat code”.

    Un aspetto riconosciuto dallo stesso Thomas Tuchel: “Quando è in forma, con ritmo e continuità, può decidere le partite a livello di club e, sicuramente, anche in nazionale. Lo sappiamo.”

    A questo punto del suo percorso, Palmer avrebbe dovuto essere già il fulcro offensivo dell’Inghilterra, ma gli infortuni ricorrenti ne hanno rallentato l’ascesa. Anche qualora non partisse titolare in ogni gara, il suo impatto in Nord America potrebbe ricalcare quello visto agli Europei in Germania: arma devastante a gara in corso, anche se probabilmente meriterebbe più minutaggio rispetto a quello concessogli da Gareth Southgate. E se una partita dovesse decidersi ai rigori? Difficile immaginare qualcuno di più affidabile dal dischetto.

    Se continuerà su questa traiettoria, Palmer rappresenta senza dubbio una scommessa che vale la pena fare – anche senza il 100% della forma fisica.

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