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Raphinha Barcelona GFX GOAL

Scatta l'ora del Clasico tra Barcellona e Real Madrid: i Blancos devono fare i conti con un Raphinha ritrovato

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I giocatori sono stati selezionati sulla base delle prestazioni offerte tra l’11 agosto 2024 e il 2 agosto 2025, un arco temporale che avrebbe dovuto rendere praticamente scontato l’inserimento dell'attaccante Barcellona nella miglior formazione dell'anno.

Raphinha, va ricordato, è stato il miglior giocatore della Liga nella scorsa stagione. Ha inoltre chiuso la Champions League da capocannoniere. In sostanza, nessuno - nemmeno Lamine Yamal - ha avuto un ruolo più determinante nel Treble conquistato dal Barcellona. E considerando tutte le competizioni della stagione 2024/25, soltanto Mohamed Salah (57) è stato coinvolto direttamente in più goal rispetto al classe 1996 brasiliano (56).

Alla luce di questi numeri, la scelta di premiare Cole Palmer e persino Jude Bellingham rispetto a Raphinha per un posto nell’undici dell’anno FIFA appare quantomeno discutibile.

Tuttavia, se il brasiliano continua a essere sottovalutato da una parte del pubblico calcistico, all’interno del Barcellona il suo valore è ampiamente riconosciuto. Non a caso Hansi Flick accoglie con grande soddisfazione il ritorno del suo esterno sinistro, ora pienamente recuperato e in ottima forma, in vista della Supercoppa di Spagna di domenica contro il Real Madrid.

  • FC Barcelona v Paris Saint-Germain: Quarter-final Second Leg - UEFA Champions League 2023/24Getty Images Sport

    UN ADATTAMENTO COMPLICATO

    Fa quasi sorridere pensarci oggi, ma nell’estate del 2024 il Barcellona è andato molto vicino a cedere Raphinha.

    Dopo due stagioni iniziali al di sotto delle aspettative, il brasiliano conservava comunque un buon valore di mercato e il club catalano, alle prese con notevoli difficoltà economiche, aveva seriamente preso in considerazione l’idea di venderlo per finanziare l’assalto a Nico Williams.

    Anche Raphinha non era contrario all’addio - e non sarebbe stata la prima volta. L’esterno aveva infatti valutato la possibilità di lasciare il Barcellona già durante il primo anno, definito da lui stesso “molto complicato”.

    "Il mio adattamento al club è stato difficile", ha ammesso l’ex Leeds United, arrivato per 60 milioni di euro, in un’intervista a RAC1

    "Sapevo che sarebbe stato un percorso necessario, ma non immaginavo che lo sarebbe stato a un livello personale così impegnativo. Questa situazione mi ha condizionato mentalmente e a volte ho pensato di andarmene - non a fine stagione, ma già nella prima parte. Il Barcellona è un club enorme ed è normale che l’adattamento non sia semplice, ma non ero abituato a quel tipo di difficoltà".

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  • FC Barcelona v Paris Saint-Germain: Quarter-final Second Leg - UEFA Champions League 2023/24Getty Images Sport

    SUL PUNTO DI LASCIARE IL BARCELLONA

    Nella seconda metà della sua seconda stagione, Raphinha ha iniziato a trovare continuità - come lui stesso ha ammesso, i tre goal segnati nei quarti di finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain hanno rappresentato un punto di svolta - ma questo lieve miglioramento di rendimento ha finito paradossalmente per rendere una sua cessione ancora più probabile, alimentando l’interesse di diversi club.

    Tuttavia, la decisione del Barcellona di esonerare Xavi e affidare la panchina a Hansi Flick ha cambiato radicalmente lo scenario.

    "Stavo pensando di lasciare di nuovo il Barcellona dopo la Copa América 2024", ha rivelato in un’intervista a Globo Esporte. "Ogni giorno circolavano voci su un mio possibile trasferimento a una squadra diversa. Le cose non sono andate come avrebbero dovuto: ho vissuto una stagione peggiore del previsto e vedevo persone chiedere la mia partenza, mentre le notizie su un mio addio uscivano quotidianamente.

    Ho preso seriamente in considerazione l’idea di andarmene. Non mi sentivo sereno mentalmente, finché Flick non mi ha chiamato".

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  • FBL-KSA-ESP-REAL MADRID-BARCELONAAFP

    IL CORTEGGIAMENTO DELL'ARABIA SAUDITA

    Raphinha ha parlato due volte con Hansi Flick: prima al telefono e poi di persona, poco prima dell’inizio della preparazione estiva. Prima di quei colloqui, il giocatore cresciuto a Porto Alegre, formatosi nei celebri tornei di várzea brasiliani, era seriamente tentato di accettare l’offerta economicamente irrinunciabile per trasferirsi in Arabia Saudita.

    "Gioco a calcio da quando avevo 15 anni", ha raccontato Raphinha a ESPN. "Ovunque ho vissuto momenti belli e momenti difficili, e a un certo punto ho pensato che fosse arrivato il momento di pensare a me stesso e alla mia famiglia. Avrebbe risolto non solo la mia vita personale, ma anche quella dei miei genitori, di mio figlio… di tante persone".

    Flick, però, è riuscito a convincere Raphinha a restare al Barcellona - e oggi è estremamente riconoscente per quella scelta.

  • FC Barcelona v Real Valladolid CF  - La Liga EA SportsGetty Images Sport

    IL FATTORE FLICK

    Raphinha ha ammesso apertamente di essere rimasto parzialmente deluso dal modo in cui veniva utilizzato dal predecessore di Flick, Xavi. Non aveva alcun problema nel contribuire alla fase difensiva, ma riteneva di essere spesso costretto ad abbassarsi troppo e a restare eccessivamente largo. Il risultato era una partecipazione limitata alla manovra offensiva del Barcellona.

    "Sono un giocatore a cui piace davvero segnare e servire assist", ha spiegato al sito ufficiale della Liga. "So che più mi avvicino alla porta, maggiori sono le possibilità di segnare o di fare l’ultimo passaggio, mentre quando resto un po’ più distante sull’esterno tutto diventa più complicato".

    Oggi, però, Raphinha è diventato un elemento centrale nel piano di gioco del Barcellona, al punto che la sua assenza risulta immediatamente evidente quando non è in campo.

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  • FC Barcelona v Atletico de Madrid - LaLiga EA SportsGetty Images Sport

    UN ESEMPIO PER TUTTI

    Il Barcellona ha dovuto fare i conti con diversi infortuni nella prima parte della stagione, ma Flick non ha avuto difficoltà ad ammettere di essere stato “particolarmente dispiaciuto” per l’assenza di Raphinha. "È fondamentale per noi", ha spiegato il tecnico tedesco, "perché è lui a portare la pressione".

    In effetti, per intensità e dedizione al lavoro, Raphinha è un esempio per tutti. Ma è anche una voce costante in campo, sempre pronto a chiedere maggiore ritmo e concentrazione ai compagni.

    "Spesso ho la sensazione di essere un po’ insistente, forse anche troppo", ha confessato in un’intervista su TikTok. "Molte volte gli altri pensano che parli troppo, che sia fastidioso e che pretenda troppo da loro - ma io sono fatto così. Chiedo di più a chi so che può dare molto di più. Qualcuno deve farlo e io mi prendo questa responsabilità. Poi, nello spogliatoio, ci abbracciamo e festeggiamo la vittoria".

    Il Barcellona potrebbe festeggiare un altro successo domenica sera a Gedda, presentandosi al nuovo anno nelle migliori condizioni possibili - e il ritorno di Raphinha è uno dei motivi principali.

  • Barcelona v Athletic Club: Spanish Super CupGetty Images Sport

    UN FATTORE CHIAVE PER IL CLASICO

    Il Barcellona ha perso quattro partite in tutte le competizioni in questa stagione. Raphinha ne ha saltate tre per infortunio e nella quarta è partito dalla panchina. Da quando è rientrato dal problema muscolare al bicipite femorale che lo ha tenuto fuori per due mesi, è stato titolare sette volte: non sorprende che il Barça abbia vinto ogni singola gara, con il brasiliano coinvolto direttamente in otto goal.

    Il suo peso nello spogliatoio è cresciuto al punto che la sua sola presenza in campo eleva il rendimento di chi gli sta intorno. "Avere Raphinha con noi è un enorme piacere, soprattutto per i più giovani", ha dichiarato di recente il terzino blaugrana Alejandro Balde, "perché dà sempre molti consigli".

    Raphinha, però, è diventato anche una fonte di conforto per Flick. Durante la sofferta vittoria contro l’Alavés a novembre, l’esterno si è avvicinato al tecnico tedesco, seduto in panchina visibilmente provato, per rassicurarlo: "Miglioreremo. Saremo molto migliori nelle prossime partite". Aveva ragione.

    Il Barcellona è attualmente reduce da nove vittorie consecutive in tutte le competizioni e il netto 5-0 inflitto all’Athletic Club nella semifinale di Coppa di Spagna di mercoledì è sembrato un chiaro messaggio al campionato. Ancora una volta, Raphinha è stato decisivo: due assist e un goal. Una prestazione di peso, simile a quelle offerte con impressionante continuità nella scorsa stagione, che lascia intendere come il 2026 possa rivelarsi un anno persino migliore del 2025 per l’esterno brasiliano.

    Ha definito la Champions League "una sfida personale" e la vittoria del Mondiale "il sogno più grande". Ma Raphinha ha anche ammesso di trarre motivazione dalla delusione per non aver ricevuto il riconoscimento che riteneva di "meritare" dopo la miglior stagione della sua carriera - e questo, per il Barcellona, potrebbe non essere affatto un male.

    Flick ha colto perfettamente il punto quando ha definito "una barzelletta" l’esclusione del 29enne dal The Best FIFA Men’s 11. Ma a ridere per ultimo potrebbe essere il Barcellona: mentre Vinícius Junior non sembra ancora essersi ripreso dal colpo subito con il Pallone d’Oro 2024, la missione di rivincita di Raphinha è già avviata verso un successo potenzialmente spettacolare.

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